12 luglio 2019 #focus
Da ieri, 11 luglio 2019, il Parco Archeologico di Paestum torna ad ospitare il meraviglioso Cavallo di Sabbia di Mimmo (Domenico) Paladino, realizzato nel 1999 per il MMMAC (Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea): scultura alta 4 mt e realizzata proprio con la sabbia della spiaggia di Paestum, dopo essere stato esposto per alcuni anni nelle vicinanze del sito archeologico, il Cavallo di Sabbia era stato trasferito a Fisciano, in provincia di Salerno, a causa di uno sfratto e di varie vicissitudini. Grazie a un accordo tra il Parco Archeologico di Paestum (guidato dall’archeologo Gabriel Zuchtriegel) e il MMMAC, l’opera è finalmente tornata nel suo luogo d’origine.
Chi è Mimmo Paladino? Artista contemporaneo, classe 1948, protagonista di uno dei più significativi fenomeni dell’arte italiana ed internazionale degli ultimi decenni: la Transavanguardia, movimento teorizzato nel 1980 dal critico Achille Bonito Oliva che esplode nella sezione “Aperto” della Biennale di quell’anno. Paladino ha tenuto numerose mostre in tutta Europa, nel Nord e nel Sud America, e anche in Oriente. L’artista vive e lavora tra Paduli e Milano.
Il Cavallo di Sabbia che ora possiamo tornare ad ammirare a Paestum, il primo dei famosi cavalli realizzati dall’artista (il “padre della mandria” come l’ha chiamato scherzosamente lo stesso Paladino), indossa una maschera di ferro che rimanda alle tombe del periodo lucano. Come emerge da un’intervista rilasciata al corriere.it, la ricerca artistica di Paladino ha più volte intrecciato epica e mito: cavalli, cavalieri, corazze. Tuttavia,
« […] per un artista spesso l’ispirazione nasce da cose minime. Qualche volta dal caso, qualche volta, perché no? anche dalla banalità. L’arte è molto più semplice di quel che si pensi e gli aloni di solennità che a volte ammantano le opere mi fanno sorridere». Anche se il cavallo è fatto di sabbia di Paestum e Paestum si chiamava Poseidonia, da Poseidone, il dio del mare e dei cavalli, incalza R. Scorranese nell’intervista : «Le piace questo accostamento? Lo faccia pure. Io gliene suggerisco un altro ancora: è un cavallo di sabbia che si rifà a Borges e al suo Libro di sabbia: apparizioni, racconti fantastici, figure evocative» (Paladino cit.).
Mimmo Paladino © corriere.it
Nel Parco Archeologico di Paestum il Cavallo di Sabbia è stato collocato su un piedistallo tra il Tempio di Nettuno e il Tempio di Hera. “Come in una drammaturgia teatrale, il cavallo si svelerà pian piano ai visitatori intenti ad ammirare i templi. Un incontro inaspettato con un imponente cavallo immobile che riuscirà a dare vita ad un’atmosfera sospesa nel tempo. Con tali suggestioni il pubblico si ritroverà ad essere parte dell’installazione artistica” ha commentato Nuvola Lista alla direzione del MMMAC.
Emozionato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel: “Quando l’ho visto arrivare ero così colpito da questo dialogo fra la scultura di Paladino e le colonne doriche che mi veniva da piangere. Mi sono trattenuto perché ero circondato da collaboratori e turisti, ma vi assicuro che è un’emozione molto forte vedere questa scultura nel santuario meridionale della città antica, che nell’antichità ospitava, oltra al tempio di Hera ‘signora dei cavalli’, numerose statue votive, a cui il cavallo di Paladino sembra rimandare”.
I Direttori, per rispondere alle critiche che si sono scatenate sui social soprattutto in merito alla scelta di posizionare la scultura del Cavallo di sabbia in un luogo così nevralgico come lo spazio tra i due Templi maggiori del sito archeologico, invitano a vedere l’installazione temporanea sul posto, sottolineando che in ogni caso si tratta di un’istallazione temporanea.
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