Christian Kukuk: barefoot sì, ma non fa risparmiare tempo né denaro

 



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Molti Top Jumper hanno sferrato o stanno sferrando i propri cavalli, ma attenzione: il barefoot non è la soluzione per tutti, e talvolta necessita di attenzioni e cure altrettanto come, se non di più, per la prassi di ferratura. Lo ha ribadito anche il fuoriclasse tedesco Christian Kukuk.


Molti sono oggi colpiti dal fatto che cavalli di livello, saltatori avvezzi in percorsi con ostacoli ad 1,60 mt, vengano montati senza ferri. Lo sono le cavalcature del numero uno al mondo, Henrik von Eckermann, del suo connazionale Peder Fredricson, dei francesi Julien Epaillard e Simon Delestre, e, recentemente, anche molti soggetti del tedesco Christian Kukuk. Infine, per restare “a casa nostra”, Luca Maria Moneta è da anni antesignano del barefoot, tema che avevamo già esplorato (+ info: clicca qui).

Le motivazioni che spingono i fuoriclasse ad intraprendere la via del barefoot con i loro cavalli da sport sono diverse, variano da soggetto a soggetto, non riguardano tutti i cavalli dato che sempre, da scalzi, necessitano di molteplici attenzioni, più che da ferrati. Perché tentare, allora?

Kukuk ai colleghi di spring-reiter.de/ ha indicato che, banalmente, 2 anni fa ha voluto a sua volta provare col barefoot, dopo aver assistito a gare durante il CHI di Ginevra, dove Henrik von Eckermann, Simon Delestre e Julien Epaillard concorrevano con cavalli senza ferri. Pareva fossero sempre in vantaggio… candidamente, Kukuk ha ammesso di aver pensato fosse un plus e quindi di aver voluto provare a sua volta.

Dunque, al suo cavallo migliore, Mumbai (foto in copertina), sono stati tolti i ferri per primo: il cavaliere olimpico rileva di aver avuto la sensazione fin dall’inizio di “sentirlo meglio” sferrato, più leggero e con movimenti più rapidi, cosa che ovviamente fa una grande differenza, specie ad alto livello. Tuttavia, Kukuk riconosce anche che l’assenza di ferri non fa risparmiare tempo né denaro, perché i piedi del cavallo sportivo/in lavoro – specie se impegnato in gare “grosse” – devono essere controllati con maggiore regolarità, più spesso ancora rispetto ai 40 gg “canonici” della ferratura. E’ infatti fondamentale assicurarsi che la qualità dello zoccolo rimanga buona e che non vi siano problemi; incappare nella sindrome navicolare è ovviamente un rischio possibile e concreto (+ info: clicca qui). La struttura del piede non si deve alterare, né esternamente, né internamente: serve un piede sano e robusto in partenza, caratteristica che, de facto, non è propria di tutti i cavalli.

Otto cavalli su dieci non indossano più i ferri da Kukuk, ma il maniscalco pareggiatore è presente in scuderia, “deve venire a fare qualcosa” per i cavalli scalzi “ogni due settimane”, ha puntualizzato il cavaliere 34enne.

Che la pratica di lasciare i cavalli anche sportivi privi di ferratura sia diffusa e ormai sdoganata è cosa nota. Non fa quindi rima esclusiva con trascuratezza, risparmio economico dei proprietari: anzi, talvolta è persino più impegnativa. Dipende dai casi, ma serve grande attenzione e cura, lo avevamo già indicato in precedenza: bando quindi alle mode, sì a nuove esplorazioni, ma attenzione/oculatezza nelle scelte, sempre col placet dei professionisti (veterinari e maniscalchi)!

Pro e contro: modalità e gestione del cavallo in Barefoot

(22/12/2024) © Redaz. riproduzione riservata; fonte dichiaraz. Kukuk spring-reiter.de/ ; foto: Kukuk & Mumbai archivio © A.Benna/EqIn