L’EEF in risposta al sondaggio sul benessere dei cavalli in lavoro

 



16 aprile 2024 #news



In risposta al sondaggio promosso dalla European Equestrian Federation (EEF) (+ info: clicca qui), si è tenuta una tavola rotonda per discuterne i risultati. Ecco cosa è emerso.


Considerati gli esiti del lavoro del Comitato per l’etica ed il benessere equino, ed i recenti casi di metodi di addestramento inappropriati, la EEF ha ritenuto che fosse un argomento importante da discutere con le Federazioni Nazionali.

Prima del dibattito è stato condotto un sondaggio per raccogliere spunti ed esperienze sul tema specifico delle modalità di allenamento a domicilio. Hanno risposto oltre 9.000 persone, di cui il 94% provenienti dall’Europa e la maggioranza si identifica come cavaliere di livello nazionale. L’indagine ha evidenziato che questi problemi esistono a livello base e non riguardano solo cavalieri o concorrenti internazionali. Il 90% dei partecipanti al sondaggio ha affermato di aver assistito a casi di scarso benessere dei cavalli a casa ed il 58% di questi casi si è verificato negli ultimi 6 mesi. Agli intervistati è stata chiesta la causa di tali comportamenti, queste le risposte: una combinazione tra il denaro coinvolto nello sport e le pressioni della competizione, lo standard dei giudici all’interno della competizione ed in particolare nel dressage. Questi risultati sono stati portati avanti per gettare le basi della tavola rotonda.

Per trattare la questione erano presenti: Roly Owers, amministratore delegato di World Horse Welfare, Jackie Potts, membro fondatore della International Grooms Association, Constanze Winter, consigliere generale presso la Federazione equestre tedesca (Deutsche Reiterliche Vereinigung / FN), Johan Fyrberg, il segretario generale della Federazione Equestre Svedese (Svenska Ridsportförbundet) ed in rappresentanza della EEF c’era Ulf Bromster, responsabile della sostenibilità.

Il presidente dell’EEF Theo Ploegmakers ha aperto la sessione lanciando un messaggio chiaro: “Il benessere dei cavalli deve sempre essere fondamentale. Non si tratta di essere esigenti, si tratta di sostenere uno standard di cura che ogni cavallo merita. Dobbiamo considerare ciò che è sotto il nostro controllo e sotto quello delle nostre Federazioni Nazionali, e autorizzare queste Federazioni a far rispettare i regolamenti, puntare sull’educazione e tutelare il cavallo che è il centro del nostro sport”.

La discussione è iniziata parlando del sistema dei report, in particolare della loro gestione. A questi risultati ha fatto eco Jackie Potts, il quale ha sottolineato che nonostante la presenza di tale sistema, i groom sono in una posizione molto vulnerabile nello sporgere denuncia contro il loro datore di lavoro. Roly Owers ha detto che sono necessarie risorse importanti per tenere in vita il World Horse Welfare, mentre Constanze Winter ha fornito informazioni chiave sulla quantità di dettagli e prove necessarie per perseguire pienamente un caso di segnalazione. Inoltre, è stato evidenziato che in Germania esistevano metodi informali di segnalazione istituiti con persone dedicate all’interno di ciascuna area. Si trattava di una persona con cui confidarsi e farsi aiutare a mediare situazioni che potrebbero non richiedere un processo completo con relative sanzioni.

Strettamente collegata a questa discussione era anche la necessità di ricerche e studi per contribuire a fornire una migliore comprensione del cavallo e, di conseguenza, una migliore protezione dei loro diritti di welfare. Si tratta di un settore in continua evoluzione e si è convenuto che è necessaria una maggiore cooperazione in tutto il settore. La Svezia si è dimostrata pronta alla collaborazione, soprattutto con i suoi vicini nordici, riguardo discussioni e azioni come ad esempio la richiesta di un forum di dressage.

I membri della commissione hanno intuito che sarà necessario un cambiamento culturale per reimpostare la mentalità che opta per metodi inappropriati, creare sistemi educativi chiari e motivare le persone ad assumersi le proprie responsabilità.

Ciò ha portato ad un’ultima area di discussione su come sviluppare realmente l’azione nell’immediato. Roly ha fornito un’eccellente visione della necessità di un cambiamento culturale e del bisogno di rafforzare una responsabilità condivisa all’interno della comunità equestre; le Federazioni Nazionali dovrebbero coltivare questi aspetti attraverso la loro rete di membri. Una dichiarazione condivisa da Roly all’inizio della discussione è risultata vera per i nostri relatori: “Lo standard che superi è lo standard che accetti” – è richiesta la necessità di un cambiamento sistemico che coltivi un cambiamento culturale ad ogni livello, in cui ogni individuo si senta istruito ed autorizzato ad agire nel bene dei cavalli.

Ciò mette in primo piano la formazione e lo sviluppo. Gli standard sul benessere del cavallo si stanno sviluppando e le cose che erano accettabili in passato non lo sono più: questi cambiamenti necessitano però di essere condivisi da tutti, soprattutto da chi ha un ruolo quale addestratore, allenatore, istruttore di equitazione che è coinvolto nell’educazione di altre persone.

Le discussioni di questo webinar proseguiranno tra due settimane al FEI Sports Forum in cui verrà esaminata l’intera gamma di raccomandazioni sull’etica ed il benessere equino.

© Comunicato Stampa EEF – trad. ita a cura di L. Ruffino; foto: © EqIn