Quattro gli indagati per la morte dei cavalli sul traghetto Moby



24 febbraio 2021 #news



Ricorderete la tragica notizia della morte di quattro cavalli da corsa avvenuta la notte del 23 luglio 2020 all’interno di un camion per il trasporto di animali che si trovava a bordo del traghetto Moby Aki tra Civitavecchia e Olbia [più info clicca qui]


Vi avevamo promesso che saremmo rimasti vigili in merito all’indagine, coordinata dalla procura di Tempio Pausania e scaturita dall’esposto che IHP fece all’epoca dei fatti, dopo aver raccolto numerose testimonianze..  siamo ad una svolta: ci sono quattro indagati.

I magistrati sardi contestano infatti il reato di abbandono di animali al comandante del traghetto, al primo ufficiale di coperta, all’autotrasportatore. Il quarto indagato è l’allievo ufficiale di coperta, accusato di una presunta falsa annotazione sul giornale nautico.

Come già si sostenne da più parti, in via preliminare, adesso è la Procura ad affermare che gli animali morirono a causa delle carenza delle condizioni di vivibilità durante la traversata e in particolare per un colpo di calore.

Non appena appresa la notizia della morte dei quattro cavalli a bordo del traghetto Moby, fu proprio IHP a fare un esposto alla Procura competente chiedendo che venissero “approfondite le eventuali responsabilità in capo a tutti gli attori della vicenda e cioè il trasportatore (autista), la compagnia di navigazione, il comandante della nave e i proprietari dei cavalli“.

Questo a ragion veduta poiché secondo le testimonianze illo tempore raccolte dall’associazione – che parlò con proprietari di altri cavalli a bordo della nave, tutti estremamente preoccupati per le condizioni in cui stavano viaggiando – l’aria nella stiva era “quasi irrespirabile” e chiunque abbia frequentato i traghetti d’estate non avrà difficoltà a ricordare certe situazione limite che si affrontano quando si scende in stiva a recuperare l’autovettura o il motociclo; immaginate quindi la sofferenza di un animale (cavallo o cane che sia) se abbandonato senza un controllo in una location di quel genere.

Alla Procura di Tempio Pausania il nostro ringraziamento per aver dato seguito all’esposto che presentammo subito nel luglio scorso, evidenziando quelle che a nostro avviso erano responsabilità gravissime a carico di diversi attori. Episodi come questo sono assolutamente intollerabili e l’unico auspicio è che non debbano mai più ripetersi“, dice il presidente di IHP Sonny Richichi.

I quattro cavalli morti facevano parte di un gruppo di nove che avrebbe dovuto partecipare a delle corse di ippica in programma quello stesso giorno all’ippodromo Chilivani, ricostruisce il presidente di IHP: “Cinque sono arrivati salvi a destinazione, stremati, per affrontare una corsa, quando è normale concedere agli animali che hanno affrontato un viaggio simile almeno una giornata di riposo prima delle competizioni, alle quali tra l’altro IHP è fermamente contraria. C’è di più: il proprietario e l’autista del van, una volta sbarcati a Olbia, si sono accorti che quattro cavalli erano morti ma, invece di chiamare immediatamente le forze dell’ordine, hanno deciso di lasciare il porto di Olbia e dirigersi all’ippodromo di Chilivani che dista più di 70 chilometri con quattro cavalli morti dentro il van e cinque verosimilmente esausti e a rischio di vita. Tutto questo è inaccettabile, è semplicemente sconcertante che nel 2021 si consentano trasporti di questo tipo: per questo con i nostri legali stiamo valutando altre azioni“.

© A. B.; riproduzione riservata; fonte principale: comunicato stampa del 24.02.2021 IHP; foto di copertina: la fast cruise ferry Moby Aky in navigazione © moby.it