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Focolaio di Valencia: 17 i casi di rinopomonite confermati, tra questi 1 neurologico

Focolaio di Valencia: 17 i casi di rinopomonite confermati, tra questi 1 neurologico
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24 febbraio 2021 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Il laboratorio di riferimento per le malattie degli equidi è giunto solo oggi ad una conclusione certa, dopo aver condotto tutti i test sui 52 cavalli presenti al CES di Valencia, quelli che velocemente avevano sviluppato sintomi compatibili all’herpes virus (febbre e abbattimento, nonché segni neurologici, in almeno un caso). Sebbene i primi risultati dei test avessero evidenziato in 2 soggetti interessati una negatività alla malattia (+ info: clicca qui), è di oggi la conferma ufficiale circa la causa del focolaio, già indicata preventivamente dalla FEI: parliamo dunque di herpes virus equino, in particolare secondo la declinazione Equine Herpes Virus-1 (EHV-1).

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Ricordiamo che la stessa FEI considera la forma neurologica della malattia come “una minaccia significativa per la salute equina e gli eventi equestri”. Il rischio è molto alto laddove, come successo a Valencia, alcuni soggetti contraggano la forma neurologica dell’infezione, per la quale sono davvero poche le armi per contrastarla, senza vaccinazione preventiva.

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I Servizi Veterinari Ufficiali della Comunità Valenciana hanno proceduto a quarantenare il centro ippico interessato sin dal momento della notifica del sospetto, procedendo poi ad effettuare l’indagine epidemiologica del focolaio, prelevando campioni ufficiali; il tutto è stato poi inviato al LCV di Algete e sono state rafforzate le misure di biosicurezza del centro, dove attualmente sono ospitati 159 animali. Inoltre si sta effettuando la tracciabilità dei cavalli che avevano abbandonato il concorso prima dell’immobilizzazione del centro ippico, comunicando questi movimenti alle Federazioni dei Paesi di destinazione.

Le misure in corso di adozione nelle scuderie di destinazione/ritorno a casa degli animali asintomatici ma provenienti dal centro ippico interessato sono:

– Immobilizzazione nella scuderia di destinazione per 14 giorni dall’ingresso dell’animale o degli animali provenienti dal centro ippico di Valencia.

– Isolamento o separazione dei cavalli che arrivano dal centro ippico di Valencia dal resto degli animali presenti nel centro ippico.

– Ispezione clinica degli animali provenienti dal centro ippico di Valencia, compresa la misurazione della temperatura giornaliera.

– Notifica immediata alle autorità competenti della rispettiva comunità autonoma circa la comparsa di qualsiasi sintomatologia compatibile con la malattia, affinché possano procedere all’adozione delle misure previste nel Protocollo d’Azione su sospetto e conferma.

Nelle scuderie di destinazione degli animali del centro ippico interessato, si consiglia inoltre di procedere alla vaccinazione contro la rinopolmonite equina di tutti i cavalli presenti.

Infine, per la movimentazione di equidi che si prevede di effettuare per partecipare a futuri concorsi, si raccomanda di effettuare un’ispezione clinica e di prendere la temperatura il giorno dello spostamento; gli animali auspicabilmente dovrebbero esser preventivamente vaccinati contro la malattia: il protocollo prevede una prima somministrazione + una successiva a 30 gg. Solo dopo il secondo richiamo si può pensare di avere una protezione; il vaccino va comunque ripetuto ogni 6 mesi.

La Francia ha risposto subito al focolaio valenciano, imponendo il protocollo FEI a tutti i comitati organizzatori dei prossimi concorsi d’oltralpe: “Abbiamo un protocollo sanitario in atto, i partecipanti devono assolutamente controllare che i loro cavalli non abbiano la febbre o altri sintomi prima della partenza. Devono anche avere termometri a disposizione nei loro van”, spiega Jérôme Ringot, manager di Horse Events e organizzatore di numerosi concorsi, tra cui le prossime due settimane di CSI a Vidauban, nel Var, dal 3 al 14 marzo. “All’arrivo, la temperatura dei cavalli sarà controllata dai veterinari; e se un cavallo non appare in buona forma verrà isolato. Nel caso in cui le condizioni del cavallo poche ore dopo non siano soddisfacenti, il cavaliere deve tornare a casa. Saremo severi, nella speranza che non ci siano più focolai da ora in poi”.

© Redaz.; riproduzione riservata; fonti: ecuestre.es; grandprix.info/fr/; 

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Redazione EQIN
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