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Quattro giovani cavalli morti durante una traversata in traghetto

Quattro giovani cavalli morti
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15 luglio 2020 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Botrus, Bomodel da Clodia, Bometeor e Bandidu Dezamaglia erano i quattro cavalli che insieme ad altri cinque “colleghi” stavano “andando al lavoro”. Un viaggio come tanti altri, questa volta in traghetto, il Moby Aki, tratta da Civitavecchia ad Olbia, otto ore di crociera, viaggio che tuttavia ha interrotto la loro esistenza.
A portare alla luce questa terribile notizia ha pensato la stampa “non di settore” poiché anche chi non milita o simpatizza per il mondo dell’equitazione rimane sconvolto di fronte ad un evento di questa portata. Come da tradizione tutta nostrana le responsabilità sulla drammatica vicenda rimpallano, così come le versione dei fatti e, a quanto riferiscono i colleghi dell’Unione Sarda, per il proprietario e trainer Massimiliano Narduzzi i cavalli sono stati rinvenuti privi di vita immediatamente dopo lo sbarco (leggasi sono morti di caldo, sete, disidratazione a bordo, all’interno del van nella stiva); invece, secondo la compagnia marittima Moby e la direzione marittima gli equidi sono deceduti successivamente, ritenuti in vita prima della discesa dal traghetto.
Il fatto certo è che questi cavalli tutti anglo-arabi (escluso Bandidu che era un PSA) hanno terminato la loro corsa e lo hanno fatto nei peggiori dei modi.
Avete ben presente cosa voglia dire sopportare anche pochi minuti del calore della stiva di un traghetto, sarà capitato a molti di voi di dover recuperare l’auto o la moto nella “pancia” del naviglio pochi minuti prima di sbarcare; non è quindi necessario aggiungere su come ci si senta là sotto.
I cavalli appartenevano alla Scuderia Clodia (Anguillara Sabazia, Provincia di Roma), a quanto pare erano tra i favoriti per le corse internazionali in programma all’ippodromo di Ozieri-Chilivani (provincia di Sassari, quindi ulteriori 90 km stradali rispetto ad Olbia), ove erano diretti il giorno stesso della tragedia.
Il servizio veterinario della ASL è intervenuto ed è stata stilata una relazione sull’accaduto. La dinamica della sciagura e le responsabilità andranno certamente accertate ed attribuite dalle Autorità competenti, cui il proprietario sembrerebbe aver sporto formale denuncia, così come si dovrà stabilire se i cavalli siano morti per asfissia o per avvelenamento da monossido di carbonio.

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“Noi abbiamo cercato la risposta alla domanda che più di tutte è sorta spontanea: come può essere consentito far viaggiare un van, con dei cavalli a bordo, nella stiva chiusa di una nave traghetto, senza alcun controllo sullo stato di salute degli animali durante tutta la navigazione? Non dovrebbe essere obbligatorio far viaggiare solo sul ponte gli automezzi carichi di animali?”, sottolinea l’Associazione IHP – Italian Horse Protection Onlus.

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La normativa di riferimento è il Regolamento del Consiglio dell’Unione Europea 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto, reso attuativo in Italia con il Decreto Legislativo 25 luglio 2007 n.151. Qui ci troviamo di fronte a un trasporto di equidi effettuato conto terzi la cui durata superava le 8 ore: infatti la sola navigazione dura 7 ore, a cui si aggiungono le operazioni di carico, scarico e le tratte percorse su strada dal camion. Per questo tipo di trasporti, il mezzo deve essere progettato per garantire una forcella di temperatura tra 5 e 30°C all’interno del mezzo (con tolleranza di +/-5°C) in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione. Inoltre deve esserci un sistema di controllo e di registrazione della temperatura, con sensori in grado di registrare i dati rilevati e un sistema di allarme per allertare il conducente quando le temperature raggiungono il massimo o il minimo consentito (Allegato I Reg. 1/2005).

È prevista anche la compilazione di un modulo di registrazione datata delle temperature (All. I, capo VI, punto 3.3 Reg.1/2005). Per la mancata osservanza di questi obblighi, il D. Lgs. 25 luglio 2007 n.151 prevede sanzioni amministrative per il trasportatore da € 2.000 a € 6.000 (Art.7 comma 4; All.4 punto 3).

Il Reg.1/2005 prevede anche disposizioni particolari per il trasporto su navi traghetto (All. I, capo II, punto 39): in particolare impone al comandante di “verificare che il sistema di ventilazione forzata nei ponti interni sia appropriato, con sistema di allarme e fonte secondaria di energia in caso di guasto. La norma aggiunge che “il comandante/la compagnia marittima è da intendersi trasportatore ed è quindi tenuto ad assicurarsi che vengano imbarcati solo trasporti idonei”.

Sulla base di quanto sopra, IHP ha provveduto a inviare un esposto alle Autorità competenti, affinché vengano accertate le responsabilità sulla morte dei 4 cavalli, verificando anche l’ipotesi di maltrattamento e uccisione di animali sulla base della L.189/2004.

E’ utile precisare che in base al Reg.UE 1/2005 e all’Accordo Stato-Regioni del 20 marzo 2008, per trasporto in conto proprio di cavalli si intende un “trasporto effettuato dal proprietario (inteso come persona fisica o appartenente allo stesso nucleo famigliare) del/i proprio/i equide/i, con un veicolo di sua proprietà, per finalità non commerciali (es. trasferimento di animali tra maneggi, movimento per attività culturali, ludiche, sportive).

Vi terremo informati sugli sviluppi di questa vicenda dalla quale nulla e nessuno potrà distogliere la nostra attenzione e con la nostra la vostra.

© Alessandro Benna; riproduzione riservata; fonte principale unionesarda.it – comunicato stampa del 15.07.2020 IHP; foto © ilcorrieredelsud

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Redazione EQIN
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