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Dalla fine di gennaio del 2022 entrerà in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea un regolamento che disciplinerà l’utilizzo di alcuni medicinali veterinari. L’obiettivo primario riguarda il tenere sotto controllo la resistenza agli antibiotici.
E’ prossima l’adozione di un regolamento delegato con il quale la Commissione Europea modificherà il regolamento (UE) 2017/625 (controlli ufficiali). Un emendamento presentato dalla Commissione per l’ambiente del Parlamento Europeo alla fine di agosto ha infatti suscitato scalpore. Secondo questo emendamento, gli antibiotici di riserva (riservati agli animali domestici e quindi anche ai cavalli) contenenti come principi attivi fluorochinoloni, cefalosporine di terza e quarta generazione, nonché polimixina e macrolidi devono essere vietati negli animali e utilizzati solo nell’uomo.
L’Associazione tedesca dei veterinari praticanti (bpt / Bundesverband Praktizierender Tierärzte) ha quindi lanciato una campagna di raccolta firme e ottenuto oltre 640.000 adesioni da parte di veterinari e proprietari di animali contrari a questo divieto esteso all’utilizzo di alcuni antibiotici. Mercoledì scorso, il Parlamento europeo ha votato 450 voti a favore vs 204 contro il divieto generale di alcuni antibiotici per gli animali.
Le modifiche al regolamento 2017/625 riguarderanno anche i controlli sui prodotti di origine animale esportati dai paesi terzi nell’Unione, per verificare che vengano rispettati i divieti applicati dall’Unione Europea su alcuni utilizzi degli antimicrobici. La risoluzione chiede che anche i Paesi Terzi si attengano – pena l’impossibilità di esportare nell’Unione – ai seguenti divieti:
– divieto di utilizzare antimicrobici per promuovere la crescita e aumentare la resa dell’animale
– divieto di utilizzare gli antimicrobici riservati al trattamento di determinate infezioni nell’uomo
La posizione del Parlamento Europeo rispecchia le previsioni del Regolamento 2019/6 sui medicinali veterinari che- all’articolo 118, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2019/6)- stabilisce che “gli operatori in paesi terzi sono tenuti a rispettare tali divieti quando esportano animali e prodotti di origine animale nell’Unione”.
(17 settembre 2021) © Redaz.; – riproduzione riservata; fonte principale: www.reiterrevue.de; anmvioggi.it; foto © EqIn