“Crib Bite” o “cribbing”: quando il mordicchiare può essere un problema reale

Crib bite , biting

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Nell’ultimo decennio, il fenomeno del “crib bite” o “cribbing” – che si manifesta quando il cavallo afferra un oggetto con i denti e lo mordicchia (spesso emettendo un suono caratteristico) per inghiottire aria (wind sucking), con una prassi simile a quella del ticchio d’appoggio – è stato oggetto di ricerche e studi continui da parte degli esperti. La tematica ha ricevuto molta attenzione dai ricercatori di scuole veterinarie e università.


Com’è ormai noto, i comportamenti inusuali dei cavalli, quali i movimenti monotoni e cadenzati, sono una manifestazione di disagio dell’animale. Tra i vizi comportamentali abbiamo precedentemente approfondito il ticchio d’appoggio, il ballo dell’orso e il camminare inusualmente nel box (+ informazioni clicca qui). I cavalli tenuti in box o paddock, in condizione di sostanziale isolamento dagli altri cavalli, oppure i cavalli nutriti principalmente con concentrati poveri di fibre, utili per farli masticare anche a lungo, si annoiano facilmente e passano il tempo mordicchiando ciò che trovano, a volte anche il legno, per trovare qualcosa da fare.

Perché alcuni cavalli amano rosicchiare il legno?

CAUSE:

– Stress e noia

– Problemi di salute, come dolori dentali o gastrointestinali

– Abitudini comportamentali acquisite

Comportamenti legati allo stress e alla noia; di fronte alle privazioni/costrizioni, nei cavalli si manifestano forme di malessere e segni evidenti di un disagio in corso. Se il cavallo, infatti, si trova per lunghi periodi in situazioni estreme di costrizione ed impossibilità di dare libero corso alla sua natura, provvederà autonomamente a trovare una soluzione, dando origine, con buone probabilità, ai cosiddetti “vizi di scuderia”.

Nel 2018, i ricercatori della Royal Agricultural University e dell’Università di Aberystwyth hanno condotto un’interessante ricerca evidenziando alcune differenze cerebrali fondamentali tra i cavalli che rosicchiano la superficie della mangiatoia e i cavalli che non lo fanno.

Le differenze sono state scoperte all’interno di due strutture cerebrali interconnesse che controllano le sensazioni di piacere e motivazione. Il Nucleus Accumbens e l’Area Tegmentale Ventrale sono attivati ​​naturalmente dagli ormoni antidolorifici e del piacere prodotti dall’organismo, noti collettivamente come endorfine. I cavalli che mordono la mangiatoia possiedono oltre il doppio dei siti di legame per le endorfine (recettori oppioidi), rendendo i circuiti del piacere e della motivazione ipersensibili e molto più facili da attivare rispetto a quelli di un cavallo che non morde la mangiatoia. Infatti, in questo stato di sensibilizzazione, il comportamento associato al mordicchiare la mangiatoia, che potrebbe essere stato originariamente finalizzato alla ricerca di cibo, è probabile che attivi i circuiti del piacere allo stesso modo del cibo stesso. Questo spiega perché mordere la mangiatoia sia così difficile da interrompere una volta che il comportamento è diventato parte della routine quotidiana del cavallo. In effetti, si tratta di una vera e propria forma di dipendenza. E allo stesso modo in cui gli esseri umani usano sostanze piacevoli e che creano dipendenza come alcol e nicotina in situazioni di stress, è altamente probabile che il morso alla mangiatoia aiuti il ​​cavallo a fronteggiare lo stress spesso associato ai regimi di gestione quotidiana. E’ pertanto consigliato di prevenire il problema considerando anzitutto modifiche al regime di gestione di quel cavallo.

Il “crib bite” si sviluppa spesso al momento dello svezzamento o dopo un periodo prolungato di riposo in box, poiché entrambi questi momenti possono essere altamente stressanti per qualsiasi cavallo. Al momento non esiste un test genetico per identificare i cavalli predisposti ma, secondo gli studi effettuati, uno stile di adattamento proattivo (sempre in movimento, sempre vigile) va di pari passo con la predisposizione genetica all’alterazione cerebrale e allo sviluppo di stereotipie.

Spesso e volentieri i ricercatori collegano il “crib bite” alle ulcere gastriche, ipotizzando pertanto che questo comportamento possa essere appositamente finalizzato ad alleviare il mal di stomaco. Il Dott. Simon Daniels, in una recente ricerca, sostiene invece che un collegamento diretto tra “crib bite” e ulcere gastriche possa anche non esserci: nel suo articolo pubblicato nel 2019, i risultati suggeriscono chiaramente che sia il “crib bite” che le ulcere condividono un agente causale, costituito dallo stress. A sostegno di questa idea, si è notato che i cavalli che mordono le superfici o la mangiatoia e soffrono anche di ulcere, continuano a mordere anche molto tempo dopo rispetto alla guarigione delle ulcere. Pertanto, potrebbe in effetti non esserci un collegamento diretto. Quindi sia il mordere la mangiatoia, sia le ulcere gastriche potrebbero essere collegati alla causa comune costituita dallo stress.

Questo tipo di vizio può anche compromettere una compravendita e l’acquirente può richiedere la risoluzione del contratto con la restituzione dell’animale o la riduzione del prezzo (+ informazioni clicca qui).

Alla luce di quanto abbiamo detto finora, per aiutare il cavallo a superare questo problema è utile inserirlo in un ambiente stimolante e vario e monitorare attentamente il suo comportamento, anche eventualmente consultando un veterinario per consigli personalizzati.

(28 novembre 2025) © L. Badulescu – Riproduzione riservata; foto: esempio del mordicchiare © via facebook


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