La contagiosa forza di Kevin Babington



06 giugno 2020 #news



Abbiamo condiviso con voi lettori le interviste FEI alla star mondiale del salto ostacoli, il fuoriclasse elvetico Steve Guerdat (+info: clicca qui), alla regina del dressage, Isabell Werth (+info: clicca qui), al campione paralimpico Rodolpho Riskalla (+info: clicca qui) ed alla fuoriclasse del completo Ingrid Klimke (+info: clicca qui).  Pervenutaci sempre a mezzo comunicato stampa, rendiamo oggi disponibile al lettore italiano anche l’intervista (realizzata sempre da Louise Parkes) a al cavaliere olimpico irlandese Kevin Babington, dal titolo “Salute, cavalli e tagli di capelli”….


Babington si è infatti presentato al rendez-vous fresco di barbiere. Una vera notizia di questi tempi!

Kevin afferma sorridendo: “il mio (barbiere) è prenotato al completo per tre settimane”. Un’ironia di chi sa bene quanto siano in realtà altre le sfide, reduce da una seria caduta durante la gara di qualificazione del Grand Prix dell’Hampton Classic Horse Show il 30 agosto dello scorso anno (+info: clicca qui), che lo ha portato sulla sedia a rotelle.

Lui guarda già al futuro e, pandemia a parte, si concentra sulla riabilitazione e sulla sua attività sportiva. Il campione, stabilitosi negli USA, ha nel frattempo coltivato una spiccata inclinazione imprenditoriale, importando in questo paese la produzione di una particolare lettiera che ha per la prima volta visto in Germania: “ho avuto questo bisogno di portarla in America, così ho fatto molte ricerche e ho comprato i macchinari in Danimarca, dove ne producono una discreta quantità. Mentre viaggiavo ho anche avuto l’occasione di imbattermi in diversi mangimi per cavalli e così ho deciso di creare da solo una miscela di foraggio, usando grani da coltivazioni biologiche. Fu un grande investimento, ma è un modo fantastico per rimanere in contatto con i cavalli”.

La speciale miscela, a basso contenuto di amido e zucchero aiuta la prevenzione di ulcere: “è ottima per tutto il tratto digestivo, perché il cavallo ha bisogno di maggior tempo per la masticazione. Con mangimi a pellet o dolci i cavalli tendono ad inghiottirli velocemente, causando un effetto di ritorno”.

In merito alla sua particolare paglia per lettiere ha avuto bisogno di tempo per trovare la soluzione migliore: “La paglia convenzionale ha poco assorbimento…bisogna partire da paglia di qualità e con un’umidità inferiore al 10%. In questo modo diventa come una lettiera per gatti e se ne usa una quantità minore. La facciamo passare per un estrattore di polvere, ottenendo un alto valore ipoallergenico per i cavalli. Il prodotto finito è molto pulito”.

La domanda tuttavia sorge spontanea: i cavalli non tendono a mangiare le loro gustose lettiere? Kevin risponde che “per qualche ragione è meno probabile che la mangino rispetto alla paglia lunga. La prima volta un cavallo potrebbero mordicchiarla, ma non gli farà alcun male. Qualche cavallo potrebbe continuare a mangiarla, ma sono animali da pascolo e a volte il fieno viene mescolato con essa, quindi sgranocchiarla tutta la notte è davvero un bene per loro”.

Le lettiere sono diventate la parte più grande del business della sua azienda (Babington Mills), espandendosi nell’offerta per piccoli animali come criceti, conigli e porcellini d’India – “per loro usiamo un truciolato più piccolo – è un processo un po’ diverso e sono molto felici di questa lettiera”, aggiunge Kevin. D’altronde la passione per gli animali è di famiglia come racconta la moglie Dianna. Quando in una tempesta di neve al ritorno dal fienile trovarono un cervo investito “Kevin si avvicinò lentamente e gli stese sopra una coperta dopo aver guadagnato la fiducia dall’animale. Siamo rimasti lì per evitare che venisse nuovamente investito e Kevin gli ha parlato fino all’arrivo della polizia che ha messo fine alle sue sofferenze, abbattendolo”.

Nella sua fattoria ad Hamburg in Pennsylvania Kevin è felice: “nel profondo del cuore ho sempre voluto essere agricoltore. Ho avuto questa grande idea di comprare una fattoria, coltivare il fieno e mietere il grano ogni anno. Abbiamo comprato la fattoria subito dopo il grande crollo del 2008, quando non sapevamo in che direzione sarebbe andato il mondo dei cavalli. È in una zona molto remota e rurale e mi piace essere là adesso, mi piace molto!”. La cosa che lo affascina maggiormente della sua produzione è il fatto che sia compostabile: “Siamo circondati da coltivatori di funghi e loro sono felici di usare il compost, e si può anche spargere direttamente sui campi perché si frammenta più velocemente della paglia convenzionale”.

Kevin ama anche insegnare e continua a fare l’istruttore anche dalla sua sedia a rotelle, indossando delle cuffie, accompagnato dalle sue “guardie del corpo”, tre Australian shepherd: Dylan, Millie e il suo più fedele amico di tre anni, Delilah.

In merito al suo incidente: “sto lavorando duramente alla mia riabilitazione e ora ho un buon movimento del braccio destro, quasi al punto che riesco a gestire la sedia a rotelle con la mano. Tuttavia ho delle fitte alle gambe…le vertebre C3 e C4 premono sul diaframma. All’inizio sono stato attaccato a un respiratore per un bel po’ di tempo, ma non lo faccio più da mesi, per questo la mia voce e i miei polmoni si stanno rafforzando. Ma è tutto lento. Devo ancora affrontare una discreta quantità di dolori sotto forma di spasmi e purtroppo lo studio di fisioterapia in cui vado è stato chiuso a causa del virus… ogni giorno uso la stand-bike per mantenere il mio tono muscolare e faccio molti esercizi che lavorano sulla mia resistenza”.

Parlando invece del cavallo che lo ha portato alla ribalta internazionale, il baio irlandese Carling King, lo descrive come un caratterino, ma in ogni caso il cavallo di una vita: “abbiamo viaggiato per tutto il mondo e il mio promo campionato è stato ad Arnhem nei Paesi Bassi (dove l’Irlanda ha vinto l’oro europeo nel 2001). Ad Aquisgrana poi è stata la mia prima Coppa delle Nazioni, e proprio alla fine sono caduto!”. Poi ci sono stati campionati mondiali a Jerez (Spagna 2002), il campionato europeo di Donaueschingen in Germania del 2003 e in fine Atene nel 2004 per le Olimpiadi: “sono stati cinque/sei anni fantastici assieme”.

Negli ultimi anni Kevin ha ricoperto cariche importanti nel circuito USA, a marzo è stato scelto come consulente del “Horse Sport Ireland High Performance Committee”. Purtroppo con il fermo forzato delle attività non ha avuto la possibilità di mettere a disposizione le sue competenze per le aste e la creazione di una squadra forte per l’Irlanda.

Con uno sguardo rivolto alla situazione attuale degli sport equestri, Kevin ha dato la sua impressione: “sfortunatamente molti eventi stano cercando di sopravvivere e alcuni non ce la faranno. Sarà dura e alcuni fornitori e piccoli sponsor affronteranno delle difficoltà. Una volta che si ripartirà – a meno che non ci sia una seconda ondata di contagli – lo sport dovrebbe riprendersi, anche se ci saranno sicuramente dei cambiamenti. Ma ci riusciremo. É una strada dissestata ma il nostro sport era in buona salute prima che tutto ciò succedesse. Svolteremo l’angolo. Tutti lo vogliono…”

© trad. it. a cura di A. Sforacchi; riproduzione riservata; fonte principale: Comunicato Stampa FEI/L. Parkes; foto Kevin Babington & Carling King nel 2004 agli Olympic Games di Atene (© FEI/Dirk Caremans)