Le luci artificiali di scuderia influenzano il sonno dei cavalli?

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La gestione moderna del cavallo prevede spesso lunghi periodi trascorsi al chiuso sotto luce artificiale, soprattutto durante i mesi invernali: una condizione che può influenzarne il sonno e i ritmi di vita. Un recente studio, pubblicato sulla piattaforma open access PlosOne, ha confrontato gli effetti di un sistema di illuminazione a LED personalizzato (luce arricchita di blu durante il giorno e luce rossa attenuata durante la notte) con quelli di un’illuminazione standard su sonno, frequenza di ammiccamento (in fase di veglia) e attività genica circadiana in dieci cavalli da scuola di equitazione.

L’attività genica circadiana è il funzionamento ciclico di alcuni geni che si accendono e si spengono seguendo un ritmo di circa 24 ore, in sincronizzazione con l’alternanza giorno-notte. In parole semplici, è il modo in cui l’“orologio biologico interno” di ogni organismo regola, a livello genetico, funzioni fondamentali come sonno e veglia, livelli di attenzione e attività, metabolismo, produzione di ormoni, recupero fisico.

Nello studio qui presentato e concluso nel 2025, dal titolo: Influence of lighting on sleep behaviour, circadian rhythm and spontaneous blink rate in stabled riding school horses (Equus caballus), i cavalli stabulati sono stati esposti a due diverse condizioni di illuminazione in scuderia per quattro settimane, in un test crossover condotto da gennaio a marzo 2023. L’illuminazione sperimentale consisteva in un sistema LED che forniva luce bianca policromatica arricchita di blu e temporizzata durante il giorno (foto C qui in basso), e luce rossa attenuata durante la notte (foto B); l’illuminazione di controllo era invece costituita dal classico tubo fluorescente “neon” (foto A), acceso e spento manualmente al mattino e alla sera. Durante la quarta settimana di ciascun periodo sperimentale, la frequenza spontanea dell’ammiccamento è stata registrata due volte per 30 minuti, il comportamento dei cavalli nei box è stato monitorato in modo continuativo per 72 ore e sono stati prelevati campioni di crini per l’analisi dei geni dell’orologio biologico interno a intervalli di 4 ore, per un totale di 52 ore.

Non sono state riscontrate differenze tra le condizioni di illuminazione per quanto riguarda il sonno totale, il decubito laterale o sternale, la veglia, la stazione eretta, il sonno in stazione eretta o la frequenza spontanea dell’ammiccamento (P > 0,05). Il periodo di illuminazione (giorno vs notte) ha invece influenzato il sonno totale (P < 0,01), il tempo totale in decubito (P < 0,01), la veglia (P < 0,01) e il sonno in stazione eretta (P < 0,05) in entrambe le condizioni. Solo nella condizione sperimentale è stato registrato un livello di veglia più elevato durante il giorno (P < 0,05).

“Dorme in piedi come i cavalli”… vero o falso?

I risultati suggeriscono che la luce a LED rossa attenuata durante la notte (rispetto al buio totale) non influisce negativamente sui normali schemi di sonno né sulla ritmicità circadiana: conferma la possibilità di mantenere una luce soft durante la notte per agevolare eventuali operazioni di controllo/gestione o interventi medicali da parte del personale. La ricerca ha inoltre fornito elementi positivi a sostegno di ulteriori indagini per comprendere meglio il ruolo della luce LED arricchita di blu durante il giorno (piuttosto che piena-standard luce elettrica “a neon”, specie durante i periodi invernali, quando il sole tramonta presto) nel favorire un aumento della veglia/riposo anche durante il giorno nei cavalli che vivono in scuderia.

Non dimentichiamo che il sonno è da sempre e per ogni specie una necessità fisiologica; evidenti sono gli effetti deleteri riconducibili alla sua mancanza o bassa qualità, che prendono forma in innumerevoli disfunzioni e problemi. Difatti, se la quantità/qualità del sonno ridotta può inizialmente essere un fattore di stress, la privazione del sonno può a sua volta diventare un fattore critico aggravante a sé stante a lungo termine.

(17 dicembre 2025) © B.S..; riproduzione riservata; fonte: PlosOne clicca qui; foto © EqIn

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