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“Dorme in piedi come i cavalli”… vero o falso?

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03 marzo 2020 #focus

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I cavalli sono celebri per sopravvivere con una quantità minima di sonno cosiddetto profondo o REM –  Rapid Eyes Movement, circa il 5% della giornata. I puledri si coricano per riposare per più tempo rispetto ai cavalli adulti, specie fintantoché sono totalmente sereni e ignari, in quanto protetti dalla propria madre.

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I cavalli riposano anche in piedi: il ché è molto utile, perché induce i potenziali predatori a pensare che l’animale sia attivo, e dunque meno vulnerabile. Semplificando di gran lunga, potremmo dire che riposano frequentemente (sonno leggero – Slow Wave Sleeps – SWS) e dormono “profondamente” molto poco durante le 24h (soprattutto per come intendiamo noi quest’ultima attività, ossia come sonno profondo, che anche gli equidi realizzano solo con il coricamento, dato che subentra un abbassamento della loro frequenza cardiaca e respiratoria, con diminuzione del tono muscolare; Il tempo totale di sonno REM – Rapid Eyes Movement  – di cui un cavallo ha bisogno è di circa 30-40 minuti lungo le 24 ore: in assenza, possono subentrare problemi. La maggior parte dei cavalli necessita solo di 5-7 ore di riposo ogni giorno. Gli equidi possono dormire profondamente in qualsiasi momento (giorno o notte), e generalmente spartiscono il loro sonno profondo lungo le 24 ore, dormendo per manciate di minuti alla volta piuttosto che per lunghi periodi, come invece accade per noi.

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La quantità di sonno di cui un cavallo ha bisogno cambia però durante la sua vita. Vale per i puledri come per tutti i cuccioli: dormono – e devono dormire – tantissimo. Possono dormire /riposare anche per 1/3 della giornata, mentre i cavalli adulti/anziani hanno bisogno solo di poche ore di riposo ogni giorno. Tuttavia è quasi incredibile, soprattutto rispetto all’esperienza da noi maturata con altre specie domestiche: pur ugualmente variando le tempistiche in base all’età, cane e gatto si coricano/dormono, pure pesantemente, tantissime ore al giorno (o almeno, così pare a noi: c’è comunque sempre una differenza tra lo stanziare / il riposare mantenendosi comunque attenti e vigili, e lo sprofondare del tutto tra le braccia di Morfeo… tuttavia, più questi animali invecchiano, più aumentano le ore dedicate al riposo: non è così per il cavallo).

Ai cavalli piace dormire su giacigli morbidi e puliti e, come accade a noi, possono essere molto disturbati dal rumore e dallo stress. Il riposo ovviamente aiuta i cavalli a ripristinare la loro energia ed è strettamente legato alla loro condizione fisica complessiva: il peso in primis, ma anche altri aspetti della loro salute. Come noi, possono essere influenzati negativamente dalla privazione del sonno (sulla privazione del sonno negli equidi: clicca qui).

"Dorme in piedi come i cavalli"... vero o falso?Alcuni nemmeno sembrano sdraiarsi (mai) – da qui il detto “dormire in piedi come i cavalli…”. Come indicato poco sopra, i cavalli non compiono tutto il loro ciclo di sonno continuativamente ed esclusivamente in piedi, dato che non possono sperimentare il sonno profondo se non si sdraiano. Tuttavia, e gli addetti al settore lo sanno bene, in realtà alcuni soggetti si coricano spesso: certi equidi lo fanno frequentemente, concedendosi a terra pure la “pennichella pomeridiana” post pranzo. Quelli che invece mai vediamo a terra, potrebbero essere impegnati in alcuni “turni di lavoro” che nemmeno immaginiamo, e parimenti riposare profondamente, secondo modi e tempistiche precluse alla nostra vista…

Vale come principio generale, in scuderia come in semi-libertà – ossia nella vita a paddock con altri soggetti: tra i cavalli, chi si sdraia facilmente per riposare/dormire, lo fa sempre e solo perché si sente al sicuro, protetto, difeso… ossia, ciò significa che c’è qualcun’altro che vigila per e su di lui. Per il cavallo, animale predato ed estremamente sociale, sempre e comunque a suo agio solo in quanto parte di un branco, o contesto plurimo di soggetti comunque percepiti/vissuti in quanto organizzati secondo una gerarchia (vedi anche la scuderia), l’eventuale “concedere” prima di tutto a se stesso (e poi al mondo circostante) il proprio corpo sdraiato (ossia con il decidere volontariamente e consapevolmente di stanziare coricato, per un certo periodo di tempo – semi passivo ed inerme, in un tempo durante il quale le sue principali doti per la sopravvivenza, ossia vigilanza e fuga immediata, sono almeno in parte sospese, in stand by), significa sempre e solo una cosa: qualcun’altro nel branco/contesto ambientale sta vigilando al posto suo, per lui e per gli altri.

Lo sappiamo, i cavalli sono in grado di accettare (quasi) tutto dagli uomini (purtroppo anche nefandezze e soprusi), ma non c’è peggior minaccia per la loro specie, predata, rispetto a quella di farsi cogliere inaspettatamente in posizione sdraiata da un eventuale predatore: il tempo che l’equide impiegherebbe per rialzarsi e quindi fuggire potrebbe infatti essergli fatale. Tutti i cavalli lo sanno, la natura comanda e loro obbediscono: sono geneticamente “programmati” per essere sempre vigili e pronti circa eventuali/potenziali minacce (diciamolo, talvolta pure troppo!), anche se son nati e vivono protetti e sereni in una scuderia. Ed è per questo che probabilmente c’è sempre un cavallo leader anche lungo il corridoio – quello che noi magari nemmeno immaginiamo (forse uno degli stalloni presenti, o molto più probabilmente la femmina più anziana: questo soggetto vigilerà per tutti gli altri, specie durante la notte, consentendo loro il riposo).

Se arriviamo dal nostro cavallo e lo troviamo coricato – salvo ovviamente spossatezza e/o improvvisi problemi di salute – e se lui non manifesta nessun tipo di preoccupazione; anzi, resta lì dov’è, ci guarda attento e pure ci permette di avvicinarci e coccolarlo da terra – questi episodi, oltre ad essere assai gratificanti, corrispondono soprattutto ad un segnale importante circa il vissuto di benessere (e pace totale) dell’equide: col mondo che lo circonda, con gli altri cavalli e, soprattutto, relativo alla piena fiducia verso di noi.

©Redaz.; – Riproduzione riservata; foto di copertina © Amy K. Dragoo / practicalhorsemanmag.com/

 

 

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