Prevenire le malattie di stagione del cavallo: la “febbre da fango”
23 novembre 2020 #focus
Favorita dall’umidità invernale ecco che spesso compare la dermatofilosi, più comunemente nota come “febbre da fango”, ragadi o eczema del nodello.
Colpisce i cavalli che indifferentemente vivono in box o a paddock, attaccando principalmente gli arti, sotto forma di croste, crepe (o fessure) e, nei casi più estremi, vere e proprie ferite. Sebbene non sia grave (se presa in tempo) questa affezione è una patologia che può essere dolorosa per il cavallo nonché causare complicazioni.
Ma vediamo anzitutto come prevenirla:
Questa infezione dell’epidermide è più diffusa negli ambienti dove l’umidità è alta; è causata da una specie di actinomicete, un microrganismo simile ai batteri e ai funghi. Fattori come una prolungata pioggia, umidità e alte temperature, aumentano la frequenza della dermatofilosi. Il microrganismo può sopravvivere nella cute in stato quiescente finché l’infezione è stimolata dalle condizioni climatiche. L’elevata umidità e il bagnato aumentano il rilascio delle spore e diffondono l’infezione. L’incidenza è chiaramente maggiore negli animali con un sistema immunitario debole. La maggior parte delle infezioni recede in 2 o 3 settimane e le ferite guariscono senza lasciare cicatrici. In generale, l’arrivo della bella stagione velocizza la guarigione.
Meglio prevenire che curare
Che sia a causa della fanghiglia inevitabilmente presente nei paddock, delle pozzanghere o semplicemente per le docce, anche se non frequenti, gli arti dei nostri cavalli, ed in particolar modo i nodelli, restano troppo spesso e troppo troppo a lungo umidi, specie durante il periodo invernale.
Il primo accorgimento da adottare è di conseguenza quello di ridurre il più possibile le situazioni che favoriscono l’umidità. Quindi, soprattutto d’inverno, bisogna evitare di fare docciature agli arti dei nostri cavalli o, nel caso fosse inevitabile, occorrerà fare attenzione ed asciugarli molto bene.
Per i cavalli che vivono in box, sarà fondamentale mantenere una lettiera pulita e asciutta, e per questo è necessario cambiarla regolarmente usando materiali di buona qualità. Per i cavalli a paddock la situazione naturalmente si complica; tuttavia ci sono semplici consigli che possono migliorare la vita quotidiana dei nostri cavalli, come cambiarli regolarmente di paddock (quando possibile) o semplicemente spostare ciclicamente mangiatoie ed abbeveratoi, così da prevenire il calpestio continuo di una stessa porzione di terreno che porterebbe alla comparsa di fango e/o in caso di pioggia di corpose pozzanghere.
Attenzione ai sintomi
Dato che le precauzioni non sono sempre sufficienti, è molto importante monitorare attentamente i nostri cavalli per individuare i primi segni della dermatofilosi. Ma come identificarli?
Prima di tutto, occorre prestare particolare attenzione alle zone in cui la pelle è più sottile e fragile, come le gambe. La dermatofilosi si manifesta inizialmente come irritazione, provocando arrossamento (questo quando la pelle è visibile); nel caso dei nodelli con infezioni alla plica della caviglia (sopra ai glomi), spesso si può osservare anche del gonfiore. Successivamente, si formano gradualmente più croste che sono evidenti anche al tatto. Queste croste, se non trattate, possono successivamente portare a dolorose fessurazioni.
Come intervenire
Il primo accorgimento da adottare è, come già detto, quello di mantenere il cavallo asciutto e di ridurre immediatamente la sua permanenza a contatto con un ambiente umido. Dopo aver consultato il veterinario, facilmente vi verrà detto di tosare l’area infetta: è questa infatti una buona soluzione per impedire ai peli di trattenere l’umidità in una particolare zona già problematica.
Quindi, per trattare la “febbre da fango”, è fondamentale lavare bene la zona interessata. Dopo il lavaggio, occorre accuratamente asciugare. Una volta che l’arto si sarà ben asciugato, per lenire l’irritazione, è consigliabile l’uso di unguenti curativi a supporto della cute danneggiata. Questo permetterà anche di ammorbidire le croste e consentirà successivamente, una volta ammorbiditesi, di rimuoverle (si raccomanda: con delicatezza e senza alcuna fretta!). Molti sono i prodotti disponibili per alleviare le “crepe” e le croste associate alla dermatofilosi ed innescare velocemente il processo di guarigione: il vostro veterinario saprà indicarvi i più utili al caso specifico.
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