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Sicurezza a cavallo: si può calcolare il rischio potenziale di un dato binomio

Sicurezza a cavallo: è possibile calcolare il rischio potenziale di un dato binomio
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Una squadra di ricercatori britannici ha portato a termine il primo studio su larga scala incentrato sui fattori di rischio del Completo, con dati provenienti dal database FEI dal 2008 al 2018. Gli accademici dell’Università di Bristol hanno infatti completato un’analisi che suggerisce come costruire, prima di una competizione, un profilo di rischio potenziale per ogni binomio cavallo-cavaliere.

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I risultati di questo studio, calcolati sulla base della cartella individuale degli atleti e sui fattori di difficoltà del percorso in esame, potrebbero permettere di prendere decisioni circa l’ammissibilità o meno dei binomi a determinate categorie, stabilendo un handicap di rischio.

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I ricercatori hanno notato che il tema della sicurezza nel Completo si manifesta con particolare intensità in relazione alla prova di cross-country. Le cadute durante un cross possono infatti avere conseguenze gravi, anche fatali, sia per il cavallo che per il cavaliere: pertanto, comprendere i fattori di rischio ad esse legati è essenziale per migliorare la sicurezza degli atleti e della disciplina in generale.

Nel 1999, era già stata avviata in Gran Bretagna un’importante indagine circa la sicurezza della disciplina dopo la morte di cinque cavalieri di alto profilo. L’anno successivo l’International Eventing Safety Committee aveva presentato i risultati di tale indagine, concludendo che l’obiettivo principale avrebbe dovuto essere quello di “impedire la caduta dei cavalli”. Da allora, ci sono state molte revisioni delle regole di disciplina, ma ciononostante nel mondo ci sono stati almeno altri 50 decessi di cavalieri e 109 di cavalli.

“Negli anni intercorsi fino ad oggi, ci sono stati pochi studi accademici che hanno tentato di quantificare i fattori di rischio associati alle cadute durante il cross-country” ha osservato il team di Bristol, che ha anche sottolineato l’inadeguatezza temporale di tali studi, tutti risalenti a prima del 2009.

La novità dello studio recente è stata quella di utilizzare un sistema di modellizzazione di cavalli, cavalieri e percorsi per identificare i fattori di rischio di incidenti e fatalità. Tra

È stato così notato, ad esempio, che statisticamente i cavalli la cui ultima apparizione a un concorso internazionale risale a più di sessanta giorni dalla nuova iscrizione hanno rischi minori rispetto a quelli la cui ultima gara è stata più recente. I cavalli con un precedente di caduta in eventi internazionali hanno maggiori possibilità di cadere nuovamente rispetto a cavalli che non hanno mai avuto incidenti.

Per quanto riguarda i cavalieri coinvolti in incidenti scaturiti dalla caduta del cavallo, i maschi sono maggiormente a rischio rispetto alle femmine. Al contrario, per quanto riguarda gli incidenti in cui sono i cavalieri a cadere, senza coinvolgere il cavallo, sono le amazzoni ad avere più probabilità di cadere. In entrambi i casi, i riders con più esperienza ovviamente corrono meno rischi.

Anche l’esperienza del cavallo è un fattore importante. Ogni partecipazione in carriera, da parte del cavallo, a gare internazionali riduce il rischio di caduta per il cavaliere. Anche l’età competitiva ha un peso: i cavalli la cui carriera internazionale è iniziata dopo i sei anni hanno maggiori probabilità di incappare in incidenti.

I ricercatori dell’Università di Bristol hanno affermato quanto sia importante che atleti e allenatori riconoscano il potenziale limite alle capacità di un cavallo o di un binomio. I dati dello studio potrebbero, infatti, essere utilizzati per indicare potenzialmente quando è stato raggiunto il livello competitivo ottimale. Gli autori hanno comunque riconosciuto tutti i possibili limiti del loro studio: i dati analizzati riguardano infatti solo competizioni FEI, non anche eventi nazionali, e le informazioni non includono cartelle veterinarie o dati sulla formazione dei riders.

I fattori di rischio identificati potrebbero comunque essere sfruttati per attuare dei cambiamenti normativi: ad esempio, potrebbero esserci regole per la progressione – e potenziale retrocessione – agonistica di cavalli e atleti basate sulla profilazione di rischio. I profili di rischi possono infatti aiutare atleti, allenatori e organi governativi federali a decidere se i singoli binomi sono pronti o meno per il livello competitivo successivo senza esporre gli atleti a rischi inutili.

È stato notato come modifiche ai regolamenti basate su dati simili siano già state implementate per la disciplina dell’Endurance: “Non c’è motivo di credere che lo stesso approccio non possa essere utilizzato per il Completo” hanno affermato da Bristol.

Assicurarsi che gli atleti siano consapevoli di come la storia propria e del proprio cavallo contribuisca alla probabilità di cadute e fatalità potrebbe indirizzarli verso il livello di competizione appropriato e conseguire in riduzioni significative dei rischi, assicurando così la progressione dello sport verso un futuro più roseo e sicuro.

Bibliografia: Fédération Equestre Internationale (FEI) eventing: Risk factors for horse falls and unseated riders during the cross-country phase (2008-2018)
E. D. Bennet, H. Cameron-Whytock, T.D.H. Parkin, 04 October 2021 https://doi.org/10.1111/evj.13522

(12 novembre 2021) © L. Villa; riproduzione riservata; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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