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La mobilità articolare nella pratica dell’equitazione

La mobilità articolare nella pratica dell'equitazione
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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In questo articolo andremo a parlare del tema della mobilità articolare umana inerente all’equitazione. La dottoressa Milena Colizzi ci illustra i principali punti inerenti a questo argomento.

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La Flessibilità o Mobilità Articolare, si riferisce alla possibilità di far compiere ai segmenti ossei, a livello delle articolazioni, in cui sono inseriti, movimenti della massima ampiezza, che possono interessare uno o piú piani di riferimento. Ció dipende, dalla capacità dei muscoli, che interessano una determinata articolazione, di raggiungere uno stato di distensione ottimale.
Le articolazioni, devono essere mantenute mobili, le strutture legamentose e tendinee devono essere mobilizzate e rese elastiche mentre il tessuto muscolare insieme alla fascia, allungato. Tutte le zone articolari vanno MOBILIZZATE e allo stesso tempo STABILIZZATE. Se la funzionalità delle tali non dovesse essere ottimale, si andrebbe incontro a problematiche che in seguito andranno trattate.

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Esistono vari tipi di stretching e varie tecniche avanzate da utilizzare per la mobilità articolare:

-statico [attivo e passivo]
-dinamico
-balistico (sconsigliato)
-isometrico [PNF, CRAC, CRS]
Importante ricordare che come warm up a inizio allenamento si debba utilizzare lo Stretching Dinamico, mentre come cool down, a fine allenamento, si usa lo Stretching Statico .

In equitazione, la mobilità delle articolazioni é un presupposto imprescindibile: allo scopo di mantenere una muscolatura bilanciata ed elastica, meno rigidità significa meno asimmetrie e viceversa. Le rigidità del cavaliere si ripercuotono inevitabilmente sul cavallo, dando luogo a rigidità sulla sua muscolatura, come un circolo vizioso.

Lo scopo di un cavaliere è quello di mantenere un corretto e stabile assetto grazie alla flessione dorsale del piede nella staffa e della contemporanea spinta in basso delle ginocchia, per una corretta inforcatura in sella, dove l’articolazione coxo-femorale viene mantenuta il più possibile in estensione. Si deve riuscire a compiere movimenti anche improvvisi, in rotazione, come nelle discipline del polo o nell’ horseball, evitando e prevenendo o minimizzando il rischio di infortuni.

La mobilità articolare è necessaria per aprire e chiudere angolazioni di anche, ginocchia, caviglie, gomiti, spalle, durante le fasi del salto in modo coordinato e sinergico tra i vari distretti corporei.

(05 settembre 2024) © M. Colizzi – Preparatore fisico FISE 2° livello, Rider’ s Performance Method ®️, Tecnico rpi®️(riequilibrio posturale integrato), Operatore Metodo Mezierès (Association des Mezieristes d’ Europe); foto: l’amazzone azzurra Evelina Bertoli durante una sessione di allenamento © Giulio

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Redazione EQIN
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