La scienza e la strategia dietro il disegno dei percorsi di salto ostacoli
19 agosto 2025 #news
Nel salto ostacoli, la vittoria non dipende solo dall’atletismo del cavallo e del cavaliere, ma anche dall’ingegno del course designer. Dietro ogni percorso netto e ogni barriera che cade all’ultimo istante si cela una sequenza meticolosamente studiata di salti, curve e distanze – un delicato equilibrio tra sport, sicurezza e spettacolo.
Alla prossima Finale della Longines EEF Nations Cup ad Avenches, questo equilibrio sarà nelle mani del disegnatore svizzero Gérard Lachat. Con oltre dieci anni di esperienza internazionale, Lachat affronta ogni campo gara come una tela bianca:
«La creatività, la ricerca di tracciati interessanti e le relazioni con le persone – costruttori, cavalieri, istruttori – è ciò che amo del mio lavoro», afferma.
Disegnare per Sicurezza, Sfida ed Emozione
Per Lachat, la sicurezza è sempre il punto di partenza. «Prima di tutto, la sicurezza di cavalli e cavalieri», spiega. «Poi il percorso deve essere interessante per i concorrenti e piacevole da guardare per il pubblico.» Calibrare quindi con attenzione le distanze in base al livello della gara, cercando di «indurre piccoli errori piuttosto che rifiuti», affinché la difficoltà nasca dalla precisione e dalle scelte, non dal pericolo.
Un approccio condiviso dal belga Bart Vonck, che quest’anno ha firmato i percorsi delle tappe del Circuito EEF di Drammen e Opglabbeek. Ex cavaliere, Vonck sa bene che la sottile differenza tra un percorso equo e uno eccessivamente punitivo si gioca sui dettagli:
«Non vogliamo che i cavalieri vengano eliminati o si ritirino», sottolinea. «Ci piace vedere percorsi con un solo errore. Anche solo 2 o 3 cm in altezza e 10 cm in larghezza possono fare una grande differenza.»
Vonck paragona i course designer ad «architetti di tutto ciò che c’è nell’arena», considerando non solo gli ostacoli, ma anche decorazioni, colori, disposizione dei fossi d’acqua e persino elementi visivi o sponsor, come le automobili esposte. Ogni decisione influenza il modo in cui i cavalli leggono il tracciato e i cavalieri pianificano la loro strategia.
Andy Bamberger, che da 10 anni disegna percorsi internazionali e costruisce il percorso della Nations Cup a Salonicco, spiega:
«Mi chiedo sempre: per cosa e per chi sto costruendo il percorso? Qual è l’obiettivo e qual è il piano futuro? Il Circuito EEF è uno strumento ottimo. In Grecia ho costruito la Nations Cup per tre anni consecutivi e vedo un progetto a lungo termine… Tre anni fa iniziammo con un percorso ‘normale’, e ogni anno aggiungo più domande, perché i cavalieri crescono. Per me è una sfida positiva tra cavaliere e progettista.»
Leggere il Campo
Un’abilità essenziale per un course designer di alto livello è l’adattabilità. Nessun concorso è uguale all’altro: dimensioni del campo, meteo, fondo e livello dei concorrenti influenzano sempre il disegno finale.
Per la Finale di Avenches, Lachat considera l’«arena classica in sabbia di buona qualità» che non dovrebbe limitare la falcata dei cavalli. Ma essendo una Finale, prevede un test più impegnativo: «Sarà sicuramente più difficile, più tecnico. Spero ci saranno cambiamenti di classifica tra prima e seconda manche, e che ci sia suspense fino alla fine.»
Vonck adotta lo stesso approccio flessibile: «Se vediamo in lista molti cavalieri che affrontano l’1,50 mt per la prima volta, possiamo adattare leggermente per ottenere un buon risultato di gara.» Il suo obiettivo è distribuire gli errori lungo tutto il percorso, evitando che un singolo ostacolo decida l’esito della prova.
L’Evoluzione del Disegno dei Percorsi
Il salto ostacoli è cambiato radicalmente negli ultimi decenni. Lachat e Vonck sottolineano i progressi nell’allenamento, nella preparazione e nell’allevamento dei cavalli come fattori chiave. Oggi i cavalli sono più veloci, agili e rispettosi delle barriere. «I cavalli sono diventati migliori, più sensibili, rispettosi e vivaci», dice Lachat. «Abbiamo reso i percorsi più leggeri, tecnici e delicati per la sicurezza degli animali.» «Il cambiamento maggiore riguarda sicuramente l’ampiezza della falcata», aggiunge Bamberger. «Siamo arrivati a un punto massimo, quindi bisogna stare attenti e tenerne conto nei futuri percorsi.»
Vonck concorda: la falcata moderna cambia il calcolo delle distanze. «Lo sport è molto più delicato perché i cavalli sono incredibili e rispettano molto gli ostacoli. Sono veri atleti.» Questa evoluzione richiede ai cavalieri maggiore prontezza tattica: le lunghe galoppate sono ormai sostituite da percorsi che impongono decisioni istantanee e assoluta precisione.
Il Ruolo del Fondo e delle Condizioni
Le superfici dei campi possono sembrare un dettaglio, ma hanno un impatto critico su prestazioni e sicurezza. «Il terreno influenza soprattutto le distanze», spiega Lachat. «Se è duro o troppo morbido, la falcata cambia.»
Vonck concorda: una distanza mal calibrata su fondo scadente può essere disastrosa. Prima di progettare è importante valutare le previsioni meteo, tipo di superficie e come questi elementi interagiranno col tracciato. Per Bamberger, è responsabilità del disegnatore «prendere le giuste misure se non ci sono condizioni ideali. Questo è il nostro vantaggio rispetto a un’IA: l’occhio umano considera sempre la salute del cavallo per permettere la miglior prestazione.»
Creatività entro i Limiti
I migliori course designer trovano sempre nuovi modi per mantenere le gare interessanti, pur rispettando le misure standard di altezza e larghezza. Lachat cerca sempre «nuovi tracciati» e si sfida a migliorare. Bamberger prende ispirazione ovunque: «A volte un edificio suggerisce un nuovo materiale, o un paesaggio un nuovo tracciato. Anche il confronto con cavalieri e colleghi aiuta molto.» Vonck aggiunge che la varietà è cruciale: «Ogni disegnatore ha il proprio stile, ed è importante perché servono percorsi diversi per mantenere alta l’attenzione.» Il circuito EEF, a metà tra i circuiti nazionali e i 5 stelle, è un terreno fertile per i talenti emergenti. «Ho visto molti cavalieri iniziare due o tre anni fa nell’EEF e ora salire ai 4 e 5 stelle», nota Vonck.
Costruire per i Grandi Momenti
Disegnare per una Finale aggiunge intensità: i cavalieri vogliono vincere, la posta è alta e l’atmosfera elettrica. Lachat accetta la sfida:
«In finale le aspettative sono più alte, tutti vogliono vincere e c’è più pressione anche per me.» Il suo obiettivo è creare un percorso che costruisca tensione fino all’ultimo cavallo. Vonck ricorda Peelbergen come «uno show fantastico», mentre Drammen, al suo debutto EEF, ha richiesto adattamenti per i concorrenti del Nord Europa.
L’Arte dietro la Scienza
Dall’esterno, il disegno dei percorsi sembra solo tecnica – misure, altezze, angoli. Ma, come spiegano Lachat e Vonck, è tanto arte quanto scienza. Un percorso riuscito non punisce, ma premia precisione e adattabilità, creando emozione per cavalieri e spettatori. «L’ispirazione nasce quando inizio a disegnare, ma anche osservando altri concorsi», racconta Lachat. «Penso a linee che potrei inserire nei miei percorsi.»
Vonck la vede allo stesso modo: «È davvero un lavoro complesso… ci vuole tempo per creare un percorso di alto livello.» Bamberger ritiene che la sfida sia cresciuta: «Oggi i cavalieri hanno programmi di allenamento strutturati. Chi avrebbe pensato, 15 anni fa, che un cavaliere sarebbe andato in palestra?»
Quando la Finale della Longines EEF Nations Cup prenderà vita ad Avenches (+ info: clicca qui), ogni falcata, ogni curva e ogni salto saranno il frutto di settimane di pensiero e creatività. I binomi brilleranno sotto i riflettori, ma a guidare la trama c’è il course designer: scienziato, artista e narratore insieme.
© Trad. it. a cura di redaz. – Comunicato stampa EEF / E. Kelly – riproduzione riservata; foto: La scienza e la strategia dietro il disegno dei percorsi di salto ostacoli © EEF



















