ClipMyHorse.TV, cresce il malcontento: aumenti delle tariffe e timori di monopolio
07 gennaio 2025 #news
Negli ultimi mesi ClipMyHorse.TV — la principale piattaforma di streaming dedicata agli sport equestri — è finita sotto ai riflettori per un deciso aumento dei prezzi dei propri abbonamenti annuali che stanno sollevando parecchio malcontento, a tutti i livelli:
Le nuove tariffe varate dal servizio streaming hanno visto incrementi consistenti rispetto al passato:
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La membership standard è salita da circa 149,99 € a 239,99 € all’anno.
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La versione Premium/Professionale, che consente di effettuare più di 40 ricerche nel vasto archivio video, ora costa 719,99 € l’anno, una cifra che molti utenti giudicano inaccessibile e difficile da giustificare.
La decisione ha generato una forte ondata di protesta: abbonati di lunga data lamentano un rapporto qualità-prezzo sempre più sfavorevole, citando problemi di buffering, difficoltà di navigazione, qualità video altalenante e politiche di fatturazione considerate poco trasparenti. Molti utenti riferiscono inoltre la difficoltà — o l’impossibilità — di disdire in modo semplice il proprio abbonamento.
Una posizione di mercato quasi monopolistica
Alla base del malcontento c’è anche un fattore strutturale: ClipMyHorse.TV, negli anni, ha consolidato la propria posizione come piattaforma dominante grazie a partnership con federazioni equestri (prima tra tutti, la FEI: non esiste più FEI Tv!) e grandi eventi, riducendo di fatto le alternative disponibili per chi desidera seguire le gare internazionali. L’assenza di concorrenza reale sta favorendo politiche di prezzo sempre più aggressive. Un punto centrale della discussione riguarda il ruolo di ClipMyHorse come piattaforma praticamente irrinunciabile per l’accesso a materiale video tecnico, riprese delle gare e strumenti di ricerca su cavalli e cavalieri. Chi lavora nel mondo equestre professionale si trova quasi costretto ad accettare le condizioni imposte, senza possibilità di scelta.
La società ha motivato gli aumenti principalmente con la crescita dei costi operativi: server, infrastrutture tecnologiche, personale e spese di viaggio sono aumentati, costringendo l’azienda a rivedere il proprio modello di prezzo. In aggiunta, ClipMyHorse afferma di aver investito in innovazione tecnologica e ampliamento dei contenuti disponibili sulla piattaforma.
Tuttavia, il confronto con altri servizi di streaming generalisti (un esempio tra tanti: Netflix), dove tariffe annuali inferiori offrono contenuti illimitati, evidenziano come gli utenti equestri percepiscano un rapporto qualità/prezzo poco favorevole, soprattutto in relazione ad un’altra esperienza d’uso e fruibilità dei contenuti.
Accessibilità e diffusione: una leva strategica per il futuro degli sport equestri
Al di là delle dinamiche commerciali, la questione dei costi di accesso ai contenuti streaming solleva un tema più ampio e strategico per l’intero settore: la diffusione e l’ampliamento dello sport equestre passano inevitabilmente dall’accessibilità. Le piattaforme digitali rappresentano oggi uno degli strumenti principali per avvicinare il pubblico alle discipline equestri, raccontarne il valore tecnico, atletico ed emotivo e renderle comprensibili anche a chi non ne fa già parte.
Limitare l’accesso a contenuti video, competizioni e archivi tecnici attraverso tariffe elevate rischia di restringere la fruizione a una cerchia ristretta di professionisti e addetti ai lavori, escludendo appassionati, giovani cavalieri, famiglie e potenziali nuovi spettatori. Al contrario, una maggiore apertura favorirebbe non solo la crescita culturale del pubblico equestre, ma anche il coinvolgimento di un’audience “non equestre”, fondamentale per aumentare visibilità, interesse mediatico e attrattività per sponsor e investitori. Con apertura non s’intende di certo gratuità (il lavoro professionale si paga!) ma certamente una riconsiderazione in merito a tariffe di servizio così alte.
In un contesto sportivo sempre più orientato alla comunicazione digitale, rendere lo streaming accessibile e inclusivo non è soltanto una scelta commerciale, ma una responsabilità verso lo sviluppo futuro dello sport. Più persone possono vedere, capire e appassionarsi alle competizioni equestri, maggiore sarà la possibilità di costruire una base solida e diversificata di pubblico, capace di sostenere la crescita del settore nel lungo periodo.
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