La polpa di barbabietola, tra i nutrienti che originano più discussioni e fraintendimenti
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Nel contesto del cavallo moderno, sempre più distante dal pascolo e sempre più dipendente dall’uomo per l’equilibrio della sua alimentazione, ogni scelta nutrizionale diventa parte integrante del suo benessere. In un sistema di gestione che limita il movimento naturale e standardizza il foraggio, comprendere davvero cosa inseriamo nella razione non è un dettaglio tecnico, ma una necessità.
Tra i nutrienti che più danno origine a discussioni e fraintendimenti, la polpa di barbabietola occupa un posto particolare. Considerata da alcuni una fibra preziosa e da altri un alimento “rischioso”, è diventata il simbolo di quanto la nutrizione equina sia ancora terreno fertile per miti e semplificazioni. Eppure, tra evidenze scientifiche e pratica quotidiana, emerge un quadro molto più chiaro: la polpa di barbabietola è una risorsa versatile e sicura, a patto di conoscerla davvero.
Per affrontare l’argomento con chiarezza, è utile chiarire prima alcuni dei miti più diffusi che accompagnano la polpa di barbabietola.
– Uno dei miti più diffusi sulla barbabietola riguarda il presunto contenuto alto di zuccheri. In realtà, la polpa è ciò che rimane dopo l’estrazione industriale dello zucchero dalla barbabietola: un processo che rimuove completamente la parte zuccherina e lascia solo la componente fibrosa. Il risultato è un alimento privo di amidi, con un contenuto di zuccheri che si aggira intorno al 7% e caratterizzato da un’elevata presenza di pectina, una fibra altamente fermentescibile che rappresenta una fonte di energia sicura e stabile per il cavallo. La fermentazione della pectina nel cieco produce acidi grassi volatili, una fonte di energia stabile e sicura, particolarmente utile per cavalli sportivi, anziani o con difficoltà digestive.
– Un altro mito molto radicato è che la polpa secca possa “gonfiarsi nello stomaco” causando coliche o addirittura rotture gastriche. La polpa non si espande in modo pericoloso all’interno dell’apparato digerente e non rappresenta un rischio intrinseco se somministrata asciutta, qualora il cavallo possa disporre di acqua a volontà. L’ammollo resta comunque sempre consigliato, perché migliora l’idratazione del cavallo, riduce il rischio di soffocamento nei soggetti che mangiano troppo velocemente e ne facilita l’assunzione nei soggetti con problemi dentali. Per cavalli anziani o con dentatura compromessa, la polpa ammollata diventa spesso una soluzione ideale per garantire un adeguato apporto di fibra quando il fieno non è più facilmente masticabile.
– La polpa di barbabietola non è un cereale e non va considerata come tale. È una fonte di fibra, non di amido, e viene digerita tramite fermentazione nel cieco e nel colon, a differenza di avena e orzo che vengono processati nell’intestino tenue. Allo stesso tempo, non è un alimento completo: non fornisce un profilo adeguato di vitamine e minerali e non può sostituire una razione quotidiana di mangime. Quando si aggiunge polpa alla dieta, è quindi fondamentale assicurarsi che la razione complessiva resti correttamente bilanciata.
– La barbabietola ha un ruolo prezioso in diverse situazioni: è particolarmente utile nei cavalli anziani o con problemi dentali, perché la sua consistenza morbida, una volta ammollata, permette di assumere fibra anche quando il fieno non è più facilmente masticabile. Si rivela efficace anche nei cavalli magri o con fabbisogni energetici elevati, grazie alla sua capacità di fornire energia “lenta”, sicura e non eccitante. Nei soggetti con disturbi metabolici come IR (insulino- resistenza: il cavallo produce insulina, ma i tessuti rispondono poco: il corpo “non sente” l’insulina e ne richiede sempre di più. È simile a ciò che accade nel pre-diabete umano), EMS (Equine Metabolic Syndrome: è una condizione più ampia che comprende insulino-resistenza, tendenza all’obesità e rischio aumentato di laminite. L’alimentazione controllata è fondamentale) o PSSM (Polysaccharide Storage Myopathy: è una miopatia da accumulo anomalo di zuccheri nei muscoli. I cavalli affetti hanno bisogno di una dieta a basso contenuto di amidi e zuccheri, con energia proveniente soprattutto da fibre e grassi), la versione senza melassa offre un’opzione povera di zuccheri e amidi. Anche i cavalli con HYPP (è la sigla di Hyperkalemic Periodic Paralysis, una malattia genetica del cavallo che altera la gestione del potassio nell’organismo) possono beneficiarne, poiché la polpa presenta un contenuto di potassio inferiore rispetto alla maggior parte dei foraggi. Infine, è utile nei cavalli che necessitano di una maggiore idratazione: l’ammollo permette infatti di aumentare l’assunzione di acqua, un vantaggio importante in estate, durante i viaggi o nei soggetti predisposti a coliche da impaccamento.
– La scelta tra pellet e fiocchi dipende soprattutto dalle esigenze pratiche. I fiocchi si ammollano rapidamente e sono ideali quando la razione viene preparata all’ultimo momento, mentre i pellet richiedono più tempo ma risultano comodi se il pasto viene predisposto con anticipo. Anche la presenza o meno di melassa va valutata in base al cavallo: la versione senza melassa è preferibile per soggetti con esigenze metaboliche, mentre quella con melassa risulta più appetibile e adatta a cavalli senza particolari restrizioni.
– Resta inteso che la base della dieta deve essere costituita da fieno e pascolo di qualità, disponibili quanto più possibile. La polpa di barbabietola rappresenta un’integrazione utile, ma non sostituisce il foraggio né un bilanciamento corretto della razione. La scelta finale deve sempre essere personalizzata in base all’età, allo stato di salute, al livello di lavoro, alle condizioni dentali e agli obiettivi nutrizionali del cavallo. Per questo, il supporto di un veterinario o di un nutrizionista equino rimane fondamentale.
In conclusione la polpa di barbabietola è un alimento sicuro, versatile e ricco di benefici, purché utilizzato con consapevolezza. Le fonti italiane e internazionali concordano nel definirla una fibra di alta qualità, utile in molte situazioni e priva dei rischi spesso attribuiti erroneamente. Una review pubblicata su Animal Nutrition and Feed Technology la descrive come “una super fibra grazie all’elevato contenuto di fibra solubile, in particolare la pectina, che la rende altamente digeribile”, una definizione che sintetizza perfettamente il suo valore nutrizionale. La barbabietola è capace di fornire energia, sostenere la salute intestinale e migliorare l’idratazione senza ricorrere agli amidi dei cereali. Capire come integrarla correttamente nella dieta permette di sfruttarne appieno le potenzialità, migliorando salute, energia e benessere del cavallo.
(19 marzo 2026) © L. Badulescu – riproduzione riservata; fonte principali: Wróblewska, M., Hikawczuk, T., & Wiliczkiewicz, A. (2021). Beet pulp in horse nutrition – a review. Animal Nutrition and Feed Technology, 21(2), 199–210 ; foto © EqIn



















