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A 71 anni verso il Mondiale di Aachen: la determinazione di Heidemarie Dresing

A 71 anni verso Aachen: la determinazione di Heidemarie Dresing
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18 luglio 2026 #News

EquiSportMania

Gareggiare ai Mondiali (FEI World Championships, Aachen 2026) a 71 anni: “La mia cavalla è matta quanto me”.

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Numero due della ranking mondiale di para dressage, Heidemarie Dresing si prepara ai FEI World Championships Aachen 2026 con grandi aspettative e concrete possibilità di medaglia. A 71 anni, è anche la seconda concorrente più anziana registrata per gareggiare all’Allianz Park. In questa intervista, l’ambiziosa amazzone tedesca racconta il legame unico che la unisce ai suoi cavalli e come affronta la sua condizione medica, rivelando ciò che continua a motivarla.

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Signora Dresing, arriverà all’Allianz Park come numero due della ranking mondiale di para dressage e come leader nella sua categoria. Che cosa spera di ottenere ai FEI World Championships di Aachen?

Heidemarie Dresing: Naturalmente, il mio obiettivo è vincere una medaglia. Ai miei primi Mondiali nel 2022, alle Paralimpiadi del 2021 e agli Europei del 2019 sono arrivata quarta diverse volte. Lo scorso anno, agli Europei di Ermelo, ho avuto la fortuna di tornare a casa con tre medaglie d’oro, ma il desiderio di salire sul podio ai Mondiali “di casa” ad Aachen è fortissimo. Oltre a questo, però, voglio anche ispirare le persone più anziane e fare da modello, perché non esiste il concetto di “non si può fare”! Se ci si impegna e si rimane attivi, si possono raggiungere risultati straordinari anche in età avanzata.

Gareggerà con la sua cavalla, Poesie. Insieme avete già ottenuto grandi vittorie e siete salite ai vertici del para dressage mondiale. Ci racconta qualcosa di lei?

Heidemarie Dresing: Poesie è pazza quanto me. È una combattente e ha una forte personalità, dopotutto, è una femmina (ride). Ma è proprio questo il bello. È una cavalla davvero speciale, e tra noi c’è un’armonia straordinaria, una comunicazione molto sottile.

In che modo la sua condizione influisce sulla vita quotidiana e sull’allenamento?

Heidemarie Dresing: Ho la sclerosi multipla, il che significa che soffro di disturbi neurologici e muscolari come problemi di equilibrio, affaticamento e riduzione della forza. Ho difficoltà motorie e uso la sedia a rotelle, anche se riesco a camminare per qualche metro senza. Restare attiva mi mantiene in forma.

Come si è avvicinata agli sport equestri?

Heidemarie Dresing: Ho incontrato i cavalli per la prima volta a otto anni. Mia madre li ha sempre amati, e un giorno mi sono ritrovata seduta su un pony. Poi sono arrivate le lezioni al Reitverein Hagen, il percorso classico con i cavalli della scuola e le prime gare, inizialmente nel salto ostacoli. Con i primi soldi guadagnati ho comprato un cavallo, e da lì tutto ha preso il suo corso.

Che significato hanno i cavalli nella sua vita, soprattutto dopo la diagnosi di sclerosi multipla?

Heidemarie Dresing: I cavalli sono la mia vita; non riesco a immaginare di vivere senza di loro. Naturalmente, il mio modo di allenarmi è cambiato dall’inizio della malattia, ma continuo a essere profondamente affascinata dal senso di unità e armonia che possiamo creare insieme. A volte mi commuovo quando vedo tutto ciò che i cavalli fanno per me e quanto sono attenti. Rispondono agli aiuti più sottili e perdonano gli errori, ed è qualcosa di davvero speciale.

Come è arrivata al para sport?

Heidemarie Dresing: Gareggiare è sempre stato parte della mia vita, perché sono molto ambiziosa. Quando ho pensato che la malattia mi avrebbe impedito di competere, inizialmente volevo smettere. Poi ho conosciuto il para sport grazie a Hanne Brenner (una nota amazzone tedesca di para dressage, ndr) e improvvisamente ho potuto tornare a gareggiare, anche se in modo diverso rispetto a prima. I cavalli mi danno nuova motivazione ogni giorno, sono la migliore medicina. È fantastico che noi para atleti facciamo parte dell’evento di Aachen. È un’opportunità straordinaria per mostrare le nostre capacità su un palcoscenico così prestigioso.

© Comunicato Stampa FEI – trad. ita a cura di L.Ruffino: foto: Heidemarie Dresing © ALRV/Jasmin Metzner

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