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Addio a Monty Roberts, il rivoluzionario che insegnò al mondo ad ascoltare i cavalli

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02 agosto 2026 #news

EquiSportMania

Il mondo equestre internazionale piange Monty Roberts, scomparso all’età di 91 anni nella sua storica Flag Is Up Farms di Solvang, in California. Considerato uno dei più influenti uomini di cavalli del XX e XXI secolo, Roberts ha lasciato un’eredità che va ben oltre l’addestramento: ha cambiato il modo in cui milioni di persone concepiscono il rapporto tra uomo e cavallo.

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Nato nel 1935 a Salinas, in California, Roberts crebbe in un ambiente profondamente legato ai cavalli. Fin da giovane sviluppò una forte avversione per i metodi coercitivi allora comunemente utilizzati nell’addestramento, maturando la convinzione che la fiducia fosse uno strumento molto più potente della forza. Da questa intuizione nacque la filosofia che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo.

Il suo nome è indissolubilmente legato al metodo “Join-Up”, una tecnica basata sull’osservazione del comportamento dei mustang selvatici e sulla convinzione che i cavalli comunichino attraverso un sofisticato linguaggio non verbale che Roberts chiamava “Equus”. Attraverso questa metodologia il trainer californiano dimostrò che era possibile ottenere collaborazione e rispetto senza ricorrere alla violenza, aprendo la strada a quella che oggi viene comunemente definita “natural horsemanship”.

La notorietà internazionale arrivò definitivamente con la pubblicazione del bestseller L’uomo che sussurrava ai cavalli“The Man Who Listens to Horses”, un’opera che portò le sue idee ben oltre i confini dell’equitazione. Il libro trasformò Roberts in una figura di riferimento non soltanto per cavalieri e addestratori, ma anche per chi studiava leadership, comunicazione e relazione uomo-animale. Da allora il termine “uomo che sussurra ai cavalli” è diventato quasi sinonimo del suo nome, trasformandolo in una delle personalità equestri più riconoscibili al mondo. La popolarità di Monty Roberts presso il grande pubblico è legata anche al fenomeno culturale de “L’uomo che sussurrava ai cavalli”. Sebbene il film del 1998 diretto e interpretato da Robert Redford fosse tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Evans e non raccontasse direttamente la vita del trainer americano, il successo mondiale dell’opera contribuì ad associare Roberts alla figura del “horse whisperer”.

Tra le personalità che più sostennero il suo lavoro vi fu la regina Elisabetta II, affascinata dalla sua filosofia e dai risultati ottenuti con cavalli considerati difficili o problematici. Il legame tra il trainer americano e la sovrana britannica divenne negli anni uno degli aspetti più noti della sua carriera, tanto da portare Roberts a ricevere la nomina a membro onorario del Royal Victorian Order (MVO) per i servizi resi all’ambiente ippico della Corona.

Il suo contributo si fece sentire anche nel mondo delle corse. Celebre rimane il recupero del campione tedesco Lomitas, cavallo dal talento straordinario ma caratterizzato da difficoltà comportamentali che ne avevano compromesso la carriera. Grazie al lavoro di Roberts, il purosangue tornò alle competizioni diventando una delle icone dell’allevamento europeo. Successivamente il trainer collaborò per oltre trent’anni con il prestigioso allevamento tedesco Gestüt Fährhof, lasciando un’impronta profonda anche nel settore del galoppo internazionale.

La scomparsa di Monty Roberts segna la fine di un’epoca, ma il suo messaggio continua a vivere nelle scuole, nei centri equestri e nelle scuderie di tutto il mondo. In un ambiente che per decenni aveva considerato normale imporre la propria volontà al cavallo, Roberts dimostrò che il rispetto reciproco poteva produrre risultati migliori della coercizione. Più che un addestratore, Monty Roberts è stato un innovatore culturale. Il suo lascito non è rappresentato soltanto dai successi professionali o dai libri pubblicati, ma dall’idea, oggi ampiamente condivisa, che il cavallo non debba essere dominato, bensì compreso.

© B.S.; riproduzione riservata; fonti principali: Sporting Life, Sporting Post, biografia ufficiale e documentazione storica su Monty Roberts; foto: © via fb Monty Roberts

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