Caso Delestre / squalifica per fibbia casco slacciata: il Tribunale FEI si dichiara senza giurisdizione nel valutare l’Appello
27 marzo 2026 #news
La complessa vicenda che ha coinvolto il fuoriclasse francese Simon Delestre ai Prague Playoffs lo scorso novembre vede oggi un nuovo sviluppo, reso noto dal Tribunale FEI (clicca qui): il caso è destinato a lasciare aperte molte delle domande e discussioni già sollevate nei mesi scorsi.
La vicenda che ha riguardato Simon Delestre ai Prague Playoffs compie un nuovo passo formale, ma non sostanziale. Il Tribunale della FEI (Fédération Equestre Internationale), investito del ricorso presentato dall’atleta contro la decisione che ne aveva sancito l’eliminazione per la fibbia del casco slacciatasi durante il percorso, ha infatti stabilito di non avere giurisdizione per esaminare il merito dell’appello. La ragione non risiede in una mancanza di competenza generale dell’Organo, bensì nella natura della decisione in questione, classificata come una “field of play decision”, cioè una decisione presa dai giudici di gara su un fatto tecnico relativo all’esecuzione della prova e per regolamento non appellabile.
Si tratta di un punto decisivo che modifica la lettura iniziale del caso. Ciò che viene affermato è che l’appello non può essere trattato dal Tribunale FEI, perché la materia è sottratta alla giurisdizione dell’organo giudicante in base alle General Regulations della FEI stessa.
Il fatto
L’episodio risale al 20 novembre 2025, quando Delestre aveva concluso un percorso netto che avrebbe garantito agli Istanbul Warriors l’accesso alle semifinali. A prova regolarmente terminata, e dopo la pubblicazione dei risultati, il cavaliere era stato richiamato dalla Ground Jury: un’analisi video postuma aveva rivelato che la fibbia del casco si era slacciata poco prima del traguardo. Da questo era derivata una decisione retroattiva di eliminazione individuale e, conseguentemente, di esclusione dell’intera squadra. Il provvedimento aveva suscitato un’ondata di contestazioni. Il team aveva sottolineato come casi simili, verificatisi in passato durante altre tappe del circuito, non avessero portato alle stesse sanzioni. Le critiche si erano concentrate soprattutto sulla mancanza di un intervento immediato da parte dei giudici, elemento che – secondo Delestre – avrebbe dovuto impedire una revisione retroattiva di tale portata (clicca qui per maggiori informazioni).
L’appello e il nodo centrale della giurisdizione
Il 5 dicembre 2025 Delestre ha poi presentato ricorso al Tribunale FEI sostenendo che la decisione fosse sproporzionata, contraria alle prassi e fondata su una revisione post gara che non avrebbe dovuto prevalere sull’assenza di rilievi immediati da parte dei giudici. Nella sua dettagliata memoria, il cavaliere aveva inoltre evidenziato come la Ground Jury avesse trattato il suo reclamo sul merito e non come un caso “non protestabile”, circostanza che – a suo avviso – apriva la via all’appello.
Come indicato sopra, il Tribunale FEI, nella decisione del 24 marzo 2026, ha però chiarito che la natura della sanzione impugnata rientra nella categoria delle field of play decisions, ovvero decisioni che derivano da valutazioni tecniche sullo svolgimento della prova, come l’accertamento di un errore, un abbattimento, una caduta o – come in questo caso – la condizione dell’attrezzatura di sicurezza durante il percorso. Tali decisioni, disciplinate dagli articoli 161.2 e 161.19 delle General Regulations, sono finali e non appellabili al Tribunale FEI. Ne consegue che l’appello è stato dichiarato inammissibile, senza alcuna valutazione sul merito della scelta operata dalla Ground Jury.
Cosa significa davvero “field of play decision”
La nozione di field of play decision è centrale per capire la portata della sentenza. Nel diritto sportivo internazionale, e nelle regole FEI, essa definisce una decisione che viene presa dagli ufficiali di gara in relazione a un fatto accaduto durante la prova, riguarda l’esecuzione tecnica dell’esercizio, che rientra nell’ambito delle competenze esclusive del Ground Jury stanziato in loco.
Secondo la FEI, anche quando tale decisione viene confermata sulla base di un video, la sua natura resta quella di un accertamento tecnico, quindi non soggetto ad appello. Il Tribunale FEI ribadisce che il suo ruolo non è quello di sostituirsi ai giudici sul campo, né di riesaminare valutazioni tecniche o accertamenti fattuali relativi all’esecuzione sportiva. È per questo che la sentenza non affronta la questione della correttezza o meno della squalifica, né la coerenza con precedenti analoghi. Il Tribunale si limita a rilevare che non gli è permesso giudicare.
La decisione comprensibile su di un piano giuridico, che lascia però aperti i temi più ampi che la vicenda ha fatto emergere. All’interno della comunità equestre il caso ha alimentato un dibattito acceso su controllo, uniformità delle sanzioni e affidabilità del sistema di revisione video.
Il Tribunale FEI, pur con una decisione giuridicamente lineare, non ha quindi dissipato le preoccupazioni legate alla coerenza regolamentare, né ha fornito chiarimenti operativi che possano prevenire controversie future di questo tipo. Il vero nodo è l’equilibrio tra rigore regolamentare e coerenza applicativa. Se un giudizio maturato a posteriori può ribaltare un risultato di tale importanza, la FEI dovrebbe forse interrogarsi sull’opportunità di aggiornare le sue procedure per assicurare trasparenza, tempestività e uniformità.
Il caso Delestre non è solo una storia di regolamenti: è un indicatore della necessità di un dialogo più profondo tra istituzioni, cavalieri e organizzatori, affinché la tutela della sicurezza non si trasformi in una fonte di incertezza competitiva. Non dovrebbe essere archiviato come un incidente isolato, ma considerato un punto di partenza per una revisione complessiva delle procedure di controllo e delle garanzie di equità, affinché lo sport equestre possa continuare a progredire senza perdere di vista i suoi valori fondamentali.
© B. Scapolo; riproduzione riservata; fonte principale: FEI – clicca qui per leggere la decisione FEI integrale; foto: archivio Delestre con Cayman Jolly Jumper © A.B. / EqIn
















