La FEI chiude il caso dell’olimpico Ryan: abuso sul cavallo e sport equestre portato in discredito
29 agosto 2026 #news
Heath Ryan, sentenza definitiva della FEI.
A poco più di un anno dalla vicenda della quale avevamo già dato notizia illo tempore all’apertura dell’indagine e alla sospensione provvisoria disposta dalla FEI, è arrivata ora la decisione definitiva del Tribunale federale internazionale nei confronti dell’australiano olimpico Heath Ryan, figura di riferimento dell’equitazione del Paese.
Il Tribunale della FEI ha infatti concluso il procedimento disciplinare riconoscendo il cavaliere australiano colpevole di abuso su un cavallo ai sensi dell’Articolo 142.1 dei Regolamenti Generali FEI e di violazione del Codice di Condotta per il Benessere del Cavallo. Per Ryan è stata quindi stabilita una sospensione di 18 mesi, con decorrenza retroattiva dal 12 giugno 2025, data in cui era entrata in vigore la sospensione provvisoria annunciata dalla Federazione Equestre Internazionale. La sanzione terminerà il 12 dicembre 2026. All’atleta sono stati inoltre comminati una multa di 3.000 franchi svizzeri e il pagamento di ulteriori 3.000 franchi a titolo di contributo per le spese legali sostenute dalla FEI.
Nato a Sydney nel 1958, Ryan ha alle spalle una carriera di alto livello sia nel dressage, sia nel concorso completo. Tre volte campione australiano di Completo, nel 2007 dominò il circuito nazionale di dressage vincendo tutte le prove internazionali di Grand Prix disputate in Australia, risultato che gli valse la convocazione per i Giochi Olimpici di Pechino 2008, dove rappresentò il suo Paese nella squadra di dressage. Nel corso della sua lunga carriera ha inoltre ricoperto ruoli tecnici all’interno del movimento equestre australiano, collaborando con le squadre nazionali in diverse campagne olimpiche e contribuendo alla formazione di numerosi cavalieri.
Come riportato nel nostro precedente articolo – clicca qui, il caso era esploso nel giugno 2025 in seguito alle segnalazioni ricevute dalla FEI e alla Federazione Nazionale, tramite la diffusione sui social media di un video nel quale comparivano tecniche di addestramento considerate, da tutti (sic est!) abusive. Alla luce delle immagini emerse, la FEI l’anno scorso ha immediatamente aperto un’indagine ufficiale e la Federazione Equestre Australiana ha espresso pieno sostegno all’azione disciplinare avviata dall’organismo internazionale. Nella decisione finale odierna, il Tribunale ha ritenuto che il comportamento di Ryan abbia compromesso non soltanto il benessere del cavallo coinvolto, ma anche l’immagine della FEI e dello sport equestre nel suo complesso. Una conclusione che conferma la linea odierna di assoluto rigore adottata dalla FEI sui temi della tutela animale e dell’etica sportiva.
Durante il periodo di sospensione, Ryan non potrà prendere parte ad alcuna competizione o attività sotto la giurisdizione della FEI o delle federazioni nazionali affiliate. Il divieto comprende anche la possibilità di allenare atleti e cavalli FEI, come previsto dai regolamenti federali.
La sentenza chiude così uno dei casi disciplinari più discussi degli ultimi anni nel panorama equestre internazionale, trasformando quella che inizialmente era stata una sospensione cautelare in una condanna – oggi macchia indelebile – in una definitiva #nozone, che ribadisce (e tutela) come il benessere del cavallo resti un principio non negoziabile per la governance mondiale degli sport equestri.
© B.S.; riproduzione riservata; fonte: FEI ;















