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La ferratura del cavallo come intervento meccano-biologico

La ferratura del cavallo intervento meccano - biologico
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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La ferratura non è un dettaglio tecnico: è parte della costruzione dell’atleta. Non si riduce a mettere o togliere un ferro come semplice strumento “protettivo” del piede del cavallo, ma a trovare un equilibrio tra biomeccanica, comfort, tipo di lavoro e condizioni ambientali. Facciamo il punto grazie allo studio “La ferratura del piede equino come intervento meccano-biologico. Ruolo nella protezione del corium, nella stimolazione della crescita ungueale e nell’ottimizzazione della biomeccanica funzionale” del dott. vet. Davide Pietro Bianchi.

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Il ferro non è da considerarsi un semplice accessorio per il piede del cavallo. Deve rispettarne la conformazione, sostenerne il peso in movimento, proteggerlo dalle sollecitazioni e favorire un appoggio regolare.

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Il consumo dello zoccolo in contrapposizione alla sua crescita è la prima cosa da considerare: dipende dalla genetica del cavallo, dalla sua conformazione e dalla superficie sulla quale il piede lavora la maggior parte del tempo. La ferratura del piede del cavallo rappresenta un classico esempio di intervento meccano-biologico, in cui i principi della meccanica si integrano con i processi biologici dei tessuti vivi.
Il piede del cavallo è una struttura complessa, costituita da ossa, tendini, legamenti, vasi sanguigni, nervi e dal tessuto corneo dello zoccolo, che funziona come un sistema elastico e dinamico. Ogni appoggio al suolo genera forze rilevanti che vengono assorbite, distribuite e trasformate dall’insieme delle strutture podali.

La ferratura nasce come mezzo di protezione dello zoccolo dall’usura, ma nel tempo si è evoluta in un intervento capace di modificare in modo mirato la biomeccanica del piede. Attraverso la scelta del ferro, la sua conformazione e la tecnica di applicazione, il maniscalco interviene sui punti di carico e sui tempi di rotazione del piede, influenzando l’intero apparato locomotore. E’ un tema sempre attuale e in costante sviluppo: a tal proposito in Emilia Romagna si è recetntemente svolta una Masterclass Mascalcia che ha avuto come obiettivo proprio il portare la professione verso un approccio sempre più scientifico (+ informazioni clicca qui).

Dal punto di vista biologico, la ferratura interagisce con tessuti vivi e altamente specializzati, in particolare con il corium. Anatomicamente il corium si colloca tra la terza falange (osso triangolare) e lo strato corneo, formando un sistema di ancoraggio, nutrimento e produzione del rivestimento cheratinizzato. Senza il corium, lo zoccolo non potrebbe crescere né mantenere le proprie caratteristiche di resistenza ed elasticità. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio:
Il corium è un tessuto connettivo vascolarizzato e innervato, situato tra la terza falange e lo strato corneo, ed è responsabile della produzione e del nutrimento dello zoccolo. Si può identificare in diversi corium, ciascuno con una funzione specifica nella crescita e nella resistenza del piede:

  • coronario – situato a livello della corona, è responsabile della produzione della parete dello zoccolo.
  • laminare – formato da lamelle sensibili che si combinano con le lamelle cornee, sospendendo la terza falange all’interno dello zoccolo.
  • solare – produce la suola e contribuisce alla protezione delle strutture interne.
  • della forchetta – coinvolto nell’elasticità del piede e nella funzione ammortizzante.

Istologicamente, il corium è costituito da tessuto connettivo denso e vascolarizzato, ricco di fibre collagene ed elastiche.
Queste fibre conferiscono al tessuto una notevole resistenza meccanica, pur mantenendo una certa elasticità necessaria ad assorbire le sollecitazioni dell’appoggio. Le pressioni esercitate durante l’appoggio stimolano il metabolismo cellulare del corium, influenzando la velocità e la qualità della crescita dello zoccolo. Nel corium sono presenti numerosi vasi sanguigni, capillari e terminazioni nervose, che rendono il tessuto estremamente sensibile agli stimoli meccanici e dolorifici. La presenza di una fitta rete vascolare consente al corium di svolgere una funzione nutritiva essenziale.

Il sangue trasporta ossigeno, nutrienti e sostanze necessarie alla produzione della cheratina, che costituisce lo strato corneo dello zoccolo. Per questo motivo, qualsiasi alterazione della circolazione sanguigna può riflettersi negativamente sulla qualità dello zoccolo. Il corium è strettamente collegato all’epidermide cornea, che rappresenta la parte esterna e non sensibile dello zoccolo. La superficie del corium non è liscia, ma presenta una conformazione specializzata che aumenta la superficie di contatto con l’epidermide. Questa caratteristica migliora l’ancoraggio dello zoccolo e la trasmissione delle forze meccaniche.

Dal punto di vista clinico, il corium è spesso coinvolto in numerose patologie del piede. Processi infiammatori, compressioni meccaniche o alterazioni vascolari possono compromettere la sua funzione. La laminite rappresenta l’esempio più evidente di sofferenza del corium laminare, con conseguenze gravi sulla stabilità della terza falange.

Per questo motivo, ogni intervento di pareggio e ferratura deve tenere in massima considerazione lo stato del corium. Una gestione corretta delle forze meccaniche consente di proteggere questo tessuto vitale, favorendo la salute del piede e il benessere generale del cavallo. Gli stimoli meccanici derivanti dall’appoggio e dalla ferratura influenzano direttamente il metabolismo del corium. Una distribuzione corretta dei carichi favorisce una buona perfusione sanguigna e una crescita regolare del tessuto corneo, mentre pressioni anomale o squilibri meccanici possono compromettere la funzionalità del corium, causando dolore, infiammazione o patologie come la laminite.

La ferratura terapeutica mette in evidenza in modo ancora più chiaro la natura meccano-biologica dell’intervento. In presenza di patologie del piede o di alterazioni del corium, il ferro diventa uno strumento di modulazione delle forze, con l’obiettivo di ridurre le sollecitazioni dannose e favorire i processi di riparazione biologica.

È quindi fondamentale che la ferratura non sia considerata un atto esclusivamente tecnico. Essa richiede una profonda conoscenza dell’anatomia del piede, della fisiologia del corium e dei principi di biomeccanica applicata. Solo un approccio integrato consente di rispettare la natura biologica del piede, utilizzando la meccanica come supporto al benessere dell’animale.

In conclusione, la ferratura del cavallo rappresenta un delicato equilibrio tra intervento meccanico e risposta biologica. Come evidenziato nello studio del dott. Bianchi, “la ferratura può rappresentare, in numerosi contesti clinici e funzionali, una soluzione più efficace e più facilmente gestibile rispetto al piede non ferrato. Tale affermazione non implica una superiorità intrinseca del ferro, ma riconosce la maggiore capacità di modulazione controllata dello stimolo meccanico che la ferratura consente”.
Un’azione corretta sul piano meccano-biologico contribuisce alla salute del corium, alla qualità dello zoccolo e al benessere generale del cavallo nel tempo. “Il confronto tra piede ferrato e piede non ferrato deve pertanto essere interpretato come una valutazione clinica individualizzata, non come una scelta ideologica“.

(16 gennaio 2026) © L. Badulescu; rev. B.S. – Riproduzione riservata; foto archivio © EqIn

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Redazione EQIN
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