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Le iniziative della FEI per migliorare le condizioni lavorative dei groom sono state efficaci?

Le iniziative della FEI per migliorare le condizioni lavorative dei groom sono state efficaci?
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14 marzo 2024 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Di recente la FEI ha intrapreso diverse iniziative volte a riconoscere il ruolo fondamentale dei groom negli sport equestri; uno studio condotto dall’università olandese di Van Hall Larenstein ha analizzato la loro efficacia.

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I groom sono considerati la spina dorsale dell’industria equestre, sono infatti responsabili della cura quotidiana e della gestione dei cavalli, della loro salute e benessere. I groom sono la colonna portante nella gestione generale della scuderia, ma anche in una clinica veterinaria equina, in una scuola di equitazione, in un allevamento o durante gli allenamenti e la competizioni. Tuttavia, negli ultimi anni, un numero crescente di groom ha deciso di abbandonare il settore. Condizioni di lavoro difficili, tra cui lunghe ore di lavoro fisicamente e mentalmente impegnative, conseguenti problemi di salute, scarso riconoscimento o rispetto da parte dei datori di lavoro combinati con salari inferiori al minimo e uno scarso equilibrio tra lavoro e vita privata vengono citati come ragioni alla base della loro rinuncia.

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Nel 2022, in risposta alle crescenti preoccupazioni riguardanti i groom, la Federazione Equestre Internazionale (FEI), ha recentemente avviato e sostenuto 4 iniziative di alto profilo volte a rafforzare l’immagine dei groom e a riconoscerne l’importanza del ruolo negli sport equestri: l’istituzione della IGA (International Grooms Association) avvenuta il 26 aprile 2022, la premiazione #ChampionsAsOne in occasione degli ECCO FEI World Championships di Herning e sempre durante questi ultimi si sono compiuti sforzi concertati e ben pubblicizzati per migliorare i servizi per i groom e per favorire il loro riconoscimento pubblico. Infine ogni anno, la FEI annuncia il vincitore del premio FEI Cavalor Best Groom. Presentati al Gala dei FEI Awards, i groom possono essere nominati per questo premio dai loro cavalieri o colleghi. La rosa dei candidati viene stilata da una giuria e il vincitore viene scelto da tale lista sulla base del 50% dei voti del pubblico e del 50% da una giuria FEI.

Come risultato di queste iniziative, i groom hanno goduto di una maggiore copertura mediatica oltre ad essere stati invitati a partecipare a cerimonie di premiazione e ad aver ricevuto pasti caldi durante gli spettacoli o “borse regalo” da portare a casa. Tuttavia, sebbene tale riconoscimento pubblico possa essere considerato più che gradito, è importante indagare se queste iniziative abbiano migliorato, o risolto, alcune delle ragioni fondamentali per cui i groom hanno deciso di lasciare il settore.

I 1.389 partecipanti allo studio condotto dal centro di ricerche dell’università olandese di Van Hall Larenstein che hanno completato il sondaggio avevano un’età media di 34 anni. Il 54% erano ex groom e il 46% lavorava attualmente come professionisti. Il 91% dei partecipanti erano donne, l’8% uomini, mentre l’1% ha preferito non dirlo. I partecipanti provenienti dagli Stati Uniti erano rappresentati dal 33,8%, seguiti da Regno Unito (12,2%), Germania (9,1%), Canada (8,6%) e Paesi Bassi (7,8%). Il 74% dei partecipanti lavorava nella disciplina del salto ostacoli. Complessivamente l’87,4% dei groom che hanno preso parte al sondaggio ha partecipato alle gare; 49,5% di livello nazionale e 50,5% livello internazionale. Lo studio fornisce informazioni preziose su come questi groom hanno percepito le diverse iniziative lanciate dalla FEI.

Il 58,5% dei groom ha indicato che le iniziative non hanno avuto alcun impatto su di loro personalmente, probabilmente perché le iniziative non sono riuscite ad affrontare le questioni percepite come più urgenti, vale a dire un elevato carico di lavoro mentale e fisico, una retribuzione inadeguata ed il tempo libero insufficiente. In particolare, lo studio descrive in dettaglio come le iniziative FEI sembrano non essere riuscite ad affrontare le barriere relative alla capacità fisica dei groom. Gli interventi efficaci si sarebbero concentrati sulla riduzione del carico di lavoro fisico e mentale, consentendo loro così di prendersi più cura della propria salute e forma fisica. Lo studio ha inoltre riscontrato che le iniziative non sono riuscite ad affrontare le barriere legate alle opportunità fisiche. Fornire una migliore retribuzione o assicurare le ferie godute sarebbe stato probabilmente molto più efficace visto che si tratta di esempi concreti di attivazione di funzioni di intervento rilevanti o di ristrutturazione dell’ambiente (di lavoro). Infine, lo studio ha rilevato che le iniziative sembrano aver fatto ben poco per reprimere o “limitare” i livelli di mancanza di rispetto da parte dei datori di lavoro – piuttosto che del pubblico in generale – non riuscendo così a tenere conto delle barriere pervasive relative alle opportunità sociali.

Lo studio conclude che, sebbene indubbiamente ben intenzionati, l’effetto delle iniziative FEI volte a migliorare il settore è percepito come, nella migliore delle ipotesi, marginale. Gli autori concludono che la ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’indagine su come i groom stessi vedono il futuro del settore, quali cambiamenti considerano essenziali e cosa potrebbe essere necessario per impedire loro di lasciare il lavoro. Entro la fine dell’anno gli autori intendono pubblicare la seconda parte del loro studio che vertera’ su questi argomenti.

© L. Ruffino – riproduzione riservata; fonte: Rasayely International Journal of Equine Science; foto: © FEI /Christophe Taniére

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Redazione EQIN
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