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Ma i cavalli sanno riconoscere gli alimenti dannosi per la loro salute? Scopriamolo con Cortal

Ma i cavalli sanno riconoscere gli alimenti dannosi per la loro salute? Scopriamolo con Cortal 3
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Per un cavallo, saper distinguere un alimento sicuro da uno potenzialmente nocivo è essenziale per la sua sopravvivenza, prima di tutto perché, a differenza di altri animali – uomo compreso -, non può vomitare. Molteplici sono le condizioni che possono essere all’origine di quest’emissione dalla bocca, involontaria e riflessa, del contenuto gastrico: affezioni gastrointestinali, epato-biliari, renali e cardiache (infarto), intossicazioni di vario tipo, comprese quelle da farmaci, cinetosi (il cosiddetto “mal d’auto”), malattie neurologiche, disturbi psicologici (ansia, stress), mal di testa. Ma cosa succede se, “tecnicamente”, non si può vomitare, non essendo strutturati per farlo, come accade ai cavalli? Scopriamolo con Cortal Horse.

Ma i cavalli sanno riconoscere gli alimenti dannosi per la loro salute? Scopriamolo con Cortal 1

In primo luogo, i cavalli non possiedono il riflesso del vomito; in secondo luogo, dal punto di vista anatomico, il cardias – la valvola che collega l’esofago allo stomaco – è estremamente potente e si apre solo in una direzione, verso lo stomaco. Di conseguenza, se un cavallo ingerisce qualcosa di tossico o dannoso, non può espellerlo rapidamente, rischiando seri problemi di salute come coliche o gravi malesseri gastrointestinali.

Per proteggersi da questi rischi, i cavalli hanno sviluppato particolari abilità per scegliere gli alimenti giusti. Utilizzano i sensi in modo molto accurato: osservano la forma delle foglie e i colori delle piante con la vista, annusano l’alimento per verificarne l’odore e infine lo assaggiano per confermare che il sapore sia familiare e sicuro. Oltre all’uso dei sensi, i cavalli possiedono un meccanismo innato di autoprotezione. Questo sistema si basa sull’associazione tra malessere e alimento: se un cavallo si sente male dopo aver ingerito un alimento, lo considera pericoloso e sicuramente lo eviterà in futuro. Questo meccanismo varia tra le specie. I carnivori, che consumano pasti più distanziati nel tempo, possono collegare un malessere a un pasto anche dopo diverse ore. I cavalli, invece, pascolando continuamente per gran parte della giornata, ingeriscono piccole quantità di cibo in modo costante. Per loro è quindi fondamentale capire rapidamente se un alimento è sicuro. Per questo motivo, hanno sviluppato una reazione molto veloce: entro soli 30 minuti dall’ingestione, riescono a collegare un eventuale malessere all’alimento che lo ha causato, evitando così di ripetere l’errore in futuro.

Questa naturale cautela si riflette anche nel loro comportamento verso alimenti nuovi: in generale, un cavallo si mostrerà sempre diffidente di fronte a un alimento sconosciuto. Dunque, quando si decide di introdurre qualcosa di nuovo nella sua dieta, è importante dargli il tempo necessario per analizzarlo e accettarlo, come nel caso dei pastoni che, alla vista, possono suscitare scetticismo nell’animale poiché rendono l’acqua torbida e quindi sospetta. In un contesto domestico o di scuderia, è consigliabile introdurre un nuovo alimento gradualmente nell’arco di 7-10 giorni, per permettere al cavallo di abituarsi senza rischi per la sua salute. Comprendere il motivo di questa diffidenza e rispettare i tempi del cavallo non è solo una questione di pazienza, ma anche di cura responsabile per garantire il suo benessere e costruire un rapporto di fiducia duraturo.

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(11 marzo 2025 © Caterina Addis – Cortal Extrasoy Spa; foto © Cortal

 

Redazione EQIN
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