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No hoof, no horse: un approfondimento con Mattia Rongoni – maniscalco

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Buona norma per chiunque possegga o gestisca un cavallo sarebbe quella di possedere almeno alcune conoscenze anatomiche di base, quel tanto da permettergli anzitutto di gestire correttamente l’animale, di individuarne le eventuali problematiche e, non da ultimo, di interfacciarsi con il veterinario e il maniscalco in maniera adeguata.

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Per questa ragione abbiamo chiesto al maniscalco Mattia Rongoni di avviarci sinteticamente verso una conoscenza del complesso e delicato meccanismo/costituzione del “piede” del cavallo (e non “zampa” come talvolta capita talvolta sentir dire).

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Mattia Rongoni: «Il piede del cavallo è principalmente costituito dallo zoccolo, che è una porzione definita “insensibile” in quanto non attraversata da nervi o vasi sanguigni, a sua volta composta di tre parti: la parete, la suola e il fettone.

Lo zoccolo visto da sotto2016-03-09 11.57.59 (1)Considerate la parete al pari di una struttura a strati, dove la parte più esterna prende il nome di “periople”. Lo spessore di questa porzione, che è costituita da materiale corneo morbido, è di circa due centimetri. Il secondo strato è costituito invece dall’unghia, decisamente molto più solida e resistente. Il pigmento in essa contenuto determinerà il colore dello zoccolo del nostro cavallo. Infine abbiamo lo strato denominato “laminare” che è appunto costituito da una stratificazione molto fitta di lamine cornee. Se saliamo verso i talloni potremo notare come la parete si ripieghi verso l’interno andando a formare le cosiddette “barre” che costituiscono la superficie d’appoggio per l’intero piede del cavallo, confluendo nel fettone. Vale la pena precisare che la parete si divide a sua volta in punta, mammelle, quarti e talloni.

Il fettone è cuneiforme, con l’apice rivolto verso la punta della suola, facilmente identificabile per la tradizionale forma a “V”. È estremamente elastico e la sua funzione è quella di ammortizzare gli urti ed impedire lo scivolamento del piede stesso. Il fatto che sia morbido ed elastico gli permette infatti di espandersi sotto il peso dell’equide, consentendo ai talloni di restare aperti e permettendo al piede di assumere la posizione più idonea alla situazione.

La suola invece, con la sua forma concava, svolge la funzione di protezione delle porzioni interne del piede.

La linea bianca che potrete notare alzando e guardando il piede del cavallo è formata da una sostanza cornea depigmentata che costituisce il punto di incontro fra suola e parete; durante l’operazione di ferratura diviene un indispensabile punto di riferimento per il maniscalco ai fini della determinazione dello spessore esatto dell’unghia, spessore all’interno del quale non si potranno inserire i chiodi usati per fissare il ferro (avrete sentito certamente parlare di danni per avere posizionato un chiodo “sul vivo”). La crescita dell’unghia è di circa 7-10 mm al mese ed è variabile da cavallo a cavallo, a seconda della stagione, delle condizioni climatiche e dal tipo di lavoro che svolge l’equide stesso; pensate che per rinnovare completamente la parte cornea che riveste il piede occorre circa un anno!

Una delle parti più sensibili (in quanto estremamente vascolarizzata) è poi il “corion” che, a seconda della posizione, prende il nome di perioplico, laminare, della suola o del fettone.

2016-03-09 11.57.16Completa il piede del cavallo la presenza di due cuscinetti (quello coronarico e quello digitale) delle cosiddette cartilagini alari; sono tutti elementi, quest’ultimi, con l’essenziale funzione di ammortizzatore; è evidente infatti la sproporzione che esiste fra la stazza del cavallo e quella dei suoi appoggi, da qui la forma “angolare” atta, appunto, ad ammortizzare gli urti del piede con il terreno».

In chiusura di questo rapido ma fondamentale “viaggio” alla scoperta del piede del cavallo, con Mattia Rongoni ricordiamo l’importanza del noto detto “No hoof, no horse (niente zoccolo, niente cavallo)” che bene esprime l’importanza della salute e della robustezza dei piedi del nostro amico (sia esso compagno per l’amatore o partner nell’agonismo): il consiglio è quindi quello di prestare più di un occhio di riguardo al benessere generale di questa importantissima e costitutiva parte del suo corpo, affidandoci alle competenze professionali del nostro maniscalco e veterinario di fronte a qualsiasi dubbio!

© Riproduzione riservata

Visita la pagina Facebook di Mattia Rongoni - Maniscalco

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Redazione EQIN
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