“Porre fine all’era della macellazione dei cavalli”: un’iniziativa europea
24 febbraio 2024 #news
Con l’iniziativa “End The Horse Slaughter Age”, i cittadini europei chiedono una legge per vietare la macellazione dei cavalli.
Un provvedimento che mira a vietare la macellazione dei cavalli per fini commerciali, così come la loro riproduzione e commercializzazione per ottenere pelli, cuoio, carne e per la produzione di medicinali e altri prodotti: questo è lo scopo dell’iniziativa “End The Horse Slaughter Age”, promossa dai cittadini europei attraverso una petizione che sarà aperta fino al 21 settembre 2024. Tra gli obiettivi della campagna c’è anche quello di ottenere che la legge proibisca il trasporto su lunghe distanze per la macellazione dei cavalli in Europa, e che venga introdotto un regolamento per proteggerli da lavori troppo gravosi e da addestramenti troppo estenuanti.
L’iniziativa dei cittadini europei fa parte di uno strumento che è stato introdotto nell’aprile 2012, previsto dal Trattato di Lisbona, e che consente ai cittadini dell’Unione Europea di influenzare le decisioni della Commissione europea. Ogni proposta deve rispettare determinati criteri per essere considerata ammissibile, tra cui non superare i limiti della competenza della Commissione nella presentazione di proposte legislative e non essere offensiva, futiIe, vessatoria o in contrasto con i valori dell’Unione Europea. Dopo aver completato la registrazione ufficiale, gli organizzatori devono lanciare una petizione entro sei mesi e raccogliere almeno un milione di firme in sette Paesi membri entro 12 mesi. Una volta raggiunto questo obiettivo, la Commissione Europea deve esaminare le richieste e decidere se accettarle o meno, fornendo una motivazione per la decisione presa.
La petizione mira ad equiparare la normativa sui cavalli a quella sugli animali d’affezione, come cani e gatti. Al 20 novembre 2023, erano state raccolte 9.039 firme, di cui 847 in Italia, secondo quanto comunicato dagli organizzatori. Anche l’Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali (OIPA) si è fatta sostenitrice dell’iniziativa dei cittadini europei, denunciando diverse forme di maltrattamento: utilizzo dei cavalli nei trasporti urbani, lo sfruttamento nell’industria delle corse, la lavorazione intensiva nei settori agricoli e naturalmente l’impiego alimentare.
Ogni anno vengono macellati circa 5 milioni di cavalli in tutto il mondo, di cui 250 mila nell’Unione Europea. Il Messico è uno dei maggiori Paesi produttori di carne equina, mentre l’Italia ha il primato in Europa per il numero di cavalli macellati e per la quantità di carne equina importata dall’estero. I sostenitori dell’iniziativa sostengono che la macellazione sia una pratica crudele. Gli animali destinati a questo fine non sono anziani, malati o indesiderati, ma vengono uccisi per soddisfare una domanda di mercato ancora molto elevata. Inoltre, i firmatari della petizione ritengono che il consumo di carne equina non sia sicuro.
Ogni anno in UE vengono importati oltre 16 mila tonnellate di carne equina, principalmente dal Sud America e dal Canada, per un valore di circa 70 milioni di euro. Negli ultimi anni le associazioni animaliste hanno raccolto parecchie prove di maltrattamento, incuria, abusi sistemici e violazioni rilevanti in materia di sicurezza alimentare. Le denunce riguardano soprattutto le condizioni di trasporto inadeguate, l’assenza di ricoveri nei centri di raccolta, mancanza di cure veterinarie per gli animali malati, documenti falsi, macellazione di cavalli rubati e di cavalle sfruttate per la produzione gonadotropina corionica equina – ECG.
Un ulteriore problema segnalato è il commercio illegale di carne di cavallo, che comporta maltrattamenti e mancanza di protezione per gli animali coinvolti. Ad esempio, nel dicembre 2022, l’Europol ha scoperto una rete criminale che aveva ottenuto enormi profitti vendendo illegalmente carne di cavallo nell’Unione Europea. Truffatori spagnoli avevano acquistato cavalli non adatti al consumo umano a prezzi bassi, li maltrattavano e li macellavano in una fabbrica clandestina a Valencia, per poi esportarli in Spagna, Italia, Germania e Belgio con documenti falsi, mettendo a rischio la salute dei consumatori. I cavalli acquistati a 100 euro ciascuno hanno generato introiti stimati intorno a 1,5 milioni di euro.
La Commissione Europea ha sottolineato più volte la mancanza di rispetto delle norme sulla tracciabilità e sul benessere degli animali nell’esportazione di carne equina dai Paesi terzi, che mette a rischio sia gli animali stessi che la salute umana, poiché la carne proveniente da animali malati e trattati con sostanze vietate può finire nella catena alimentare a causa di controlli insoddisfacenti sulla sicurezza alimentare.
L’Unione Europea ha cercato di porre rimedio alla situazione sospendendo le importazioni di carne equina da Messico nel 2015 e poi dal Brasile nel 2017. Tuttavia, il problema persiste poiché non sono state prese misure simili nei confronti di altri Paesi con le stesse criticità. Non c’è ancora una chiara tracciabilità sull’origine della carne di cavallo, nonostante le richieste di etichettatura obbligatoria dei Paesi d’origine avanzate dalle associazioni europee dei consumatori. Solo pochi Paesi europei controllano il mercato interno della carne di cavallo e spesso riesportano carne importata da Sud America, Canada e Australia insieme a quella prodotta all’interno dell’Unione.
Per quanto riguarda il commercio europeo, nel 2020, circa 26.000 cavalli vivi sono stati trasportati all’interno dell’Unione per la macellazione. Tuttavia, la recente istituzione del “Libro bianco di Eurogroup for Animals” ha evidenziato gravi lacune che minacciano il benessere degli animali e la salute pubblica. Tra queste carenze ci sono i tempi di trasporto eccessivamente lunghi, la scarsa formazione dei conducenti, disposizioni vaghe sull’idoneità al trasporto, lo spazio e le attrezzature insufficienti per gli animali.
La produzione di carne equina è un processo lungo e problematico, reso ancora più complicato dalle deroghe burocratiche che compromettono la tracciabilità del prodotto, come dimostrato dagli scandali del 2013 e del 2021. Di fronte a queste criticità, i sostenitori dell’iniziativa chiedono all’Unione Europea di sospendere immediatamente le importazioni di carne equina da Paesi terzi, per garantire il rispetto delle norme comunitarie sul benessere animale.
Di recente, la Commissione Europea ha reso noti i risultati di controlli condotti alla fine del 2022 nei macelli di Argentina ed Uruguay, principali esportatori di carne equina nell’UE. Secondo quanto emerso, sono stati riscontrati gravi problemi legati alla sicurezza alimentare a causa della mancanza di tracciabilità sull’origine dei cavalli e sull’uso di farmaci vietati dalle normative europee sugli animali destinati alla macellazione. Attualmente le autorità europee si affidano esclusivamente alle autocertificazioni dei commercianti che forniscono i cavalli ai macelli, evidenziando la necessità di interventi urgenti in materia.
Una passo avanti in questa direzione è stato fatto dalla Grecia, che nel 2020 ha proibito la macellazione dei cavalli e la loro riproduzione ed esportazione per produrre pelli, cuoi o carne o per la fabbricazione di medicine o altre sostanze. Gli equini sono considerati animali d’affezione alla pari di cani e fatti con le conseguenti identiche tutele.
Più informazioni sull’iniziativa sul sito https://eciveganmeal.wordpress.com/
© L. Ruffino – riproduzione riservata: Fonte: European Citizens’ Iniziative End the Horse Slaughter Age website; foto: una macelleria equina italiana, via facebook



















