Valentina Truppa lascia l’Arma dei Carabinieri: le sue parole in merito
16 maggio 2025 #News
Dopo oltre 20 anni Valentina Truppa lascia ufficialmente l’uniforme dell’Arma dei Carabinieri. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per approfondire le motivazioni.
La notizia ha fatto scalpore, visto che, per moltissimi anni, è stata la protagonista in uniforme nei rettangoli di gara più prestigiosi nel panorama internazionale, diventando una figura di riferimento nel dressage italiano. Lo scorso lunedì 12 maggio, Valentina Truppa è andata a Roma per firmare il proprio congedo dall’Arma dei Carabinieri. Si è dunque concluso un capitolo storico, ma tanti altri sono in cantiere.
Classe 1986, Valentina Truppa si è arruolata nell’Arma dei Carabinieri il 9 giugno del 2004. Una collezione di successi da Junior (con Don Rico ha preso parte a quattro Europei ottenendo nel 2004 una medaglia d’argento sia nel Campionato Tecnico che nel Freestyle), Young Rider (medaglia di bronzo individuale su Don Rico agli Europei di Barzago nel 2005, medaglia d’oro tecnico e freestyle nel 2006 a Stadl Paura su Chablis, oro individuale nel freestyle nel 2007 a Nussloch) e Senior. Ha vinto la Coppa del Mondo Young Rider a Francoforte in sella a Don Rico nel 2005 e su Chablis nel 2006 e 2007. Da Senior ha partecipato ai Campionati Europei a Rotterdam nel 2011 e a Herning nel 2013 con Eremo del Castegno, mentre Ranieri è stato il suo compagno di gara ad Hagen nel 2021. Sempre con Eremo del Castegno, ha preso parte alle Olimpiadi di Londra nel 2012 e al Campionato del Mondo di Caen nel 2014. Nel 2012 ha ottenuto uno storico 3° posto in sella a Eremo del Castegno nella finale della Coppa del Mondo di ‘S-Hertogenbosch. Nel 2016 in sella a Chablis ha partecipato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro.
Quali sono le motivazioni principali che ti hanno spinta a prendere questa decisione?
All’inizio dell’anno ci sono stati eventi, sia all’interno dell’Arma sia nel mio ambito lavorativo che, messi insieme, analizzando oltre alla situazione sportiva anche quella economica, mi hanno portato a prendere questa scelta che per certi versi in questo momento storico, per quello che voglio fare, è meglio per me.
Sono più di vent’anni che indossi l’uniforme; in tutto questo tempo ti era mai capitato di pensare di lasciare l’Arma?
A giugno sarebbero stati 21 anni. No, prima di questo momento, non avevo mai pensato di uscire dall’Arma, ma in realtà come anzianità di servizio all’interno dell’Arma l’anno scorso avevo raggiunto il livello più alto a livello sportivo (per esempio, se avessi voluto diventare Sottufficiale avrei dovuto fare la scuola all’interno dei Carabinieri). Non avevo mai pensato di uscire perché fino all’anno scorso non si erano presentate determinate proposte lavorative.
Dunque una scelta ponderata?
Un pensiero iniziato tra fine gennaio e inizio febbraio 2025 e poi il congedo l’ho dato effettivamente lunedì 12 maggio, per poter smaltire le ferie accumulate. Ci ho pensato in questi tre mesi, è stato un periodo in cui ci ho ragionato ancora, ma ho deciso poi definitivamente.
All’interno dell’Arma dei Carabinieri come è stata vista questa tua decisione?
All’interno del mio gruppo, il mio diretto Comandante, il Maresciallo Paolo Lacquaniti, e il tecnico della nostra squadra, che è Stefano Brecciaroli, si sono dispiaciuti parecchio e credo che fino all’ultimo abbiano sperato in un mio ripensamento. Ho ricevuto molti messaggi belli e telefonate dai miei colleghi delle altre discipline del Salto Ostacoli e Completo.
Abbiamo letto una curiosità che ci ha fatto sorridere: è vero che in un recente concorso tuo padre non ti aveva riconosciuta in campo prova senza uniforme?
Si, mentre appunto smaltivo le ferie, ho fatto la mia prima gara vestita in civile al CDI di Cattolica svoltosi a febbraio. Nel primo giorno in gara con Smile, c’era non solo mio padre che mi cercava in campo prova mentre io ero già lì; inoltre, quando transitavo per le scuderie nessuno mi salutava perché non mi associava senza divisa. Il primo giorno di gara praticamente l’ho fatto in incognito.
In questo momento la tua attività si divide tra l’insegnamento e la preparazione dei cavalli. Quali sono i tuoi prossimi impegni a stretto giro?
Io continuerò a fare il cavaliere professionista e tra 15 giorni andrò a fare un internazionale. Chiaramente uscendo dal gruppo sportivo posso scegliere dei ritmi diversi, perché quando si appartiene al gruppo sportivo, essendo retribuita, bisogna giustamente rispettare un calendario ben scandito di impegni. Ho intrapreso da un anno e mezzo la carriera di giudice e al momento sono arrivata al livello Da: credo sia giusto che a giudicare ci sia chi ha montato (obbligatorio nella FEI), per avere un punto di vista a 360°. Poi faccio il tecnico dei pony, mi occupo degli esami agli istruttori, vengo chiamata per fare stage dai Comitati regionali. Fondamentalmente non cambia nulla rispetto a quello che facevo prima. Ora sono sicuramente più libera nell’accogliere le proposte lavorative senza chiedere permessi o attendere i tempi lunghi della burocrazia.
Una carriera brillante sotto tutti gli aspetti, ma un sogno nel cassetto?
Credo, come qualunque atleta, andare all’Olimpiade e portare a casa una medaglia. Tempo ce l’ho perché per fortuna il nostro sport lo permette, cavalli giovani ne ho, perciò cercherò di fare il massimo. Due Olimpiadi le ho fatte, e sono l’unica azzurra nella disciplina del dressage; tante medaglie le ho già portate a casa, da Junior, Young Rider e Senior; ho ottenuto un Bronzo in Coppa del Mondo, e tutto ciò con più di un cavallo, perciò mi considero già molto fortunata; dunque il sogno nel cassetto rimane vincere una medaglia alle Olimpiadi. Fatto quello, direi che concludo quello che mi manca.
La redazione di Equestrian Insights fa un grande in bocca al lupo a Valentina per questo nuovo capitolo della sua vita!
© L.Badulescu – Riproduzione riservata; foto: via ig valentina.truppa



















