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5 antidoti contro la negatività in sella

5 antidoti contro la negatività in sella
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Quale momento migliore se non l’inizio dell’anno per fissare nuovi propositi e porsi obiettivi vincenti nella vita di tutti giorni e, perché no, anche per ciò che riguarda la passione che ci accomuna, equestrians? Come molti altri prima di me, un aspetto su cui ho deciso di iniziare a lavorare, e sul quale credo sia utile a tutti riflettere, è l’opinione che abbiamo di noi stessi quando siamo in sella.

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Sarà capitato anche a voi qualche momento di sconforto nel non riuscire a svolgere un esercizio correttamente o sentire che non è la giornata giusta: spesso in queste occasioni il nostro cervello inizia ad incastrarsi in un loop di negatività, che genera frasi del tipo: “Non sono abbastanza bravo.” “Non ho il fisico adatto per montare a cavallo.” “Sono troppo nervoso.” “Sono imbranato”.

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Questi pensieri, tutt’altro che capaci di spronarci a far meglio, generano una catena di negatività che ci avvilisce ancor di più portandoci a credere che ci sia qualcosa che non va in noi, quasi impossibile da risolvere. Ci etichettiamo, in modo che ogni volta che qualcosa va storto, possiamo dire: “Lo sapevo, sono senza speranza”.

L’etichetta della vergogna può essere creata attraverso esperienze di coaching e/o genitorialità non adeguate: se qualcuno cerca di criticarti, giudicarti e farti vergognare anche con il solo fine di spronarti per farti raggiugere risultati ancora migliori, è probabile che imparerai a fare la medesima cosa con te stesso. Ciò è particolarmente vero se questa persona è qualcuno su cui contare (un genitore) o qualcuno che rispetti per la sua autorità (un istruttore).

Non diversamente da chi ha piantato il seme, confondiamo il colpevolizzarci con motivazione ( = “è colpa mia quindi posso cambiare”) con il suo opposto negativo (= “è colpa mia, non sono capace e non imparerò mai”). L’auto-vergogna e l’auto-critica condotta così è demotivante e demoralizzante, e non porterà mai ad alcun cambiamento positivo.

A darci una mano per sbrogliare questo intoppo è la psicologa dello sport canadese April Clay, che propone cinque antidoti che ci permetteranno di combattere i pensieri negativi che formuliamo su noi stessi:

Antidoto 1: Metti il ​​tuo personale giudizio critico al guinzaglio:

Scopri come risponderai alla tua voce negativa interiore. Potrebbe essere qualcosa del tipo: “Rispondimi quando hai qualcosa di utile e proficuo da dire. Ora, se vuoi scusarmi, devo tornare a concentrarmi su come risolvere il problema”.

Il critico / Grillo parlante non è affatto un allenatore utile; la sua unica funzione è etichettare e denigrare. Quindi vale la pena decidersi nell’ascoltare solo feedback costruttivi, spostando l’attenzione, e chiedendosi: di cosa ho bisogno per andare avanti? Chiedi a te stesso un feedback, studia il problema in modo sistematico e quindi identifica gli obiettivi.

Antidoto 2: Definisci te stesso

Quando cedi alla vergogna, permetti a vecchie e nuove voci interiori negative di decidere riguardo alla tua competenze – come anche l’abilità in sella – cosa che che non è giusta o produttiva. Bisogna invece prendere le redini in mano e provare a definire se stessi. È tempo di “rietichettarti”. Appuntati tre o quattro affermazioni che descrivono le qualità positive che ti definiscono, ad esempio:

Sono il tipo di cavaliere che ama risolvere le sfide.
Ho una forte etica del lavoro.
Una parola che userei per descrivermi quando sono sotto pressione è “concentrato”.
Quando accadono cose inaspettate, posso sempre contare su di me per continuare a muovermi.

Quando crei i tuoi obiettivi, assicurati di includere azioni che supportano e danno concretezza a questa tua identità. Ad esempio, se vuoi essere conosciuto come una persona con una forte etica del lavoro, capace anche di sacrifici, il tuo obiettivo potrebbe essere quello di montare senza staffe. Attenzione: la cosiddetta programmazione neuro linguistica (PNL), usata come chiave di volta da numerosissimi mental coach, ha un valore reale quando le affermazioni, le proprie parole, trasformandosi in aspettative, sfociano in gesti ed azioni concrete.

Antidoto 3: Correre dei rischi

I rischi non devono essere grandi tanto da spaventare, ma tali da porter essere via via affrontati; è importante ampliare i nostri orizzonti sugli obiettivi che ci poniamo, muovendoci dalla nostra zona di comfort. Assumiti piccoli rischi che supportino il tipo di identità che vuoi avere come cavaliere.

Quando metti alla prova te stesso accade qualcosa di grande: inizi a provare orgoglio, che risulta essere il più potente killer di ogni deficit/blocco mentale.

Antidoto 4: Porta la vergogna fuori dal tuo corpo

Tutti sanno che la mente può influenzare il corpo, ma puoi anche usare il corpo per cambiare la tua fisiologia, e quindi la tua mente. La ricercatrice di Harvard Amy Cuddy e i suoi colleghi hanno scoperto che mantenere una certa postura fisica per due minuti o più, cambia la chimica del corpo stesso: l’ormone dello stress inizia a diminuire e il testosterone inizia a salire, e naturalmente ci si sente più sicuri e l’orientamento negativo dei pensieri cambia di conseguenza.

Pensa a testa alta, spalle indietro, ben piantato, mani sui fianchi. Ovviamente, puoi anche lavorare su questo in sella, specie quando non stai facendo nulla di particolarmente complicato per te e per il tuo cavallo. Fai un tentativo la prossima volta che ti senti giù di morale. Lascia che il tuo corpo ti aiuti.

Antidoto 5: Identifica e onora i tuoi punti di forza

È davvero sin troppo facile concentrarsi solo sul negativo e dimenticare ciò che si possiede tra le skills positive. Fai un elenco di quello in cui ti senti veramente abile come cavaliere. Sii il più specifico possibile. Dai un nome ai tuoi super punti di forza e definisci te stesso usando quest’ultimi. Usa questo elenco come segnale visivo quando hai una brutta giornata, quando il tuo “mostro” critico interiore sta facendo i capricci.

Attiva quel coach interiore positivo, quello che ti aiuterà ad affrontare qualsiasi sfida.

(07 gennaio 2022) © S. Scatolini Modigliani; riproduzione riservata; fonte principale: horsejournals.com/; foto © EqIn

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Redazione EQIN
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