Stephan Conter (Stephex Stables) versus FEI
03 luglio 2020 #news
Stephan Conter ha parlato ieri delle nuove regole introdotte dalla FEI per le competizioni a due e tre stelle, esprimendo la sua contrarietà in maniera ferma e cristallina. Speriamo che anche gli altri importanti organizzatori ed operatori del settore non esitino a prendere d’esempio questo commerciante di cavalli di successo, non meno che rinomato produttore di van ed organizzatore di eventi sempre più prestigiosi, esprimendo a loro volta le loro opinioni…visto che di certo la situazione che viene configurandosi come queste nuove regole non è semplice.
“A mio parere, la FEI è una federazione dittatoriale, antidemocratica e priva di libertà che danneggia la comunità equestre e lo sviluppo del nostro sport. Con mio grande sgomento, questa organizzazione è caratterizzata da una totale mancanza di comprensione. La situazione attuale richiede una risposta. Dobbiamo mobilitarci e stare uniti. Unitevi a me in questa protesta.
Cari amici, cavalieri, allenatori, organizzatori e sponsor, non è la prima volta che parlo della FEI. Prima lo facevo in colloqui individuali o condividevo la mia opinione attraverso mezzi di comunicazione più o meno formali. Con questa lettera voglio esprimere il mio disappunto e la mia totale mancanza di comprensione. Inoltre, sottolineo la necessità di resistere alle decisioni e alle regole che ci sono state imposte dalla Fédération Equestre Internationale. O meglio, le decisioni e le regole del suo presidente che ha imposto queste restrizioni, ovvero le nuove “regole d’accesso” applicabili agli eventi a 2 e 3 stelle. Mi oppongo fermamente a queste nuove regole d’ingresso e voglio che tutti siano consapevoli delle loro conseguenze. Considero queste disposizioni assolutamente sconcertanti, inutili, antidemocratiche e, peggio ancora, molto dannose per il nostro sport e la sua prosperità. Esse minano la capacità di crescita del nostro sport, ma anche le capacità di tutte le parti coinvolte, cavalieri, organizzatori, allenatori e sponsor di operare liberamente.
Ricordiamo tutti con nitidezza come, nel 2017, la FEI riuscì ad imporci delle regole attraverso un cosiddetto ‘sistema di voto’ democratico. Norme che sono state prodotte dando a paesi come il Botswana, lo Zimbabwe, Honolulu e le Isole Fiji lo stesso peso di voto che hanno altri Paesi molto più sviluppati e più ‘equestri’ come la Germania, il Belgio, la Francia e l’Olanda. Con questo sistema di voto il presidente della FEI è riuscito a creare una maggioranza dei voti per far approvare le sue decisioni personali nell’assemblea generale a Losanna.
Questo è stato l’inizio di una politica a due binari che pone delle restrizioni alle organizzazioni di eventi, impedisce una sana concorrenza e favorisce alcune organizzazioni a scapito di altre. Ho parlato a lungo di questo tema e dell’approccio vergognoso e delle sue implicazioni. A mio parere si tratta di una questione senza senso, alimentata da un incomprensibile e inquietante impulso a controllare tutto. Allo stesso tempo alimenta un sistema che permette di fare eccezioni per alcuni organizzatori, mentre altri non hanno gli stessi privilegi.
Non ho intenzione di ricordare questo episodio, che è rimasto impresso nella memoria di tutti. Le decisioni prese in questo incontro (nuove politiche organizzative per gli spettacoli a 5* e un sistema parallelo per il Global Champions Tour) sono già state ampiamente discusse. Da notare che sul tema delle competizioni a 5*, dopo numerose discussioni e contrasti, è stato raggiunto un accordo su un meccanismo di punteggio “60/20/20”.
Detto questo, la FEI, che si nasconde ancora una volta dietro la sacra assemblea generale del 2017, ha pubblicato all’inizio di quest’anno un nuovo regolamento d’accesso per i concorsi a 2* e 3*. Senza consultare gli attori con maggiore esperienza e più interessati. Nuove regole d’ingresso basate sui voti di Paesi con federazioni molto piccole rappresentano non più di un centinaio di atleti. Questi voti hanno un peso pari ai voti delle federazioni che rappresentano centinaia di migliaia di atleti. La presidenza del Consiglio della FEI probabilmente pensava che tutti si disinteressassero e che le avrebbero dato campo libero (devo ammetterlo, una grande strategia politica per aspettare e poi far passare tutto).
Queste nuove regole d’ingresso per le gare a 2* e 3* formano un nuovo sistema che semplicemente non è accettabile; non capisco assolutamente su cosa si basi, né la logica e la motivazione che lo ispira. L’unica cosa che capisco è che questo nuovo sistema è svantaggioso per tutte le parti del nostro sport, e questo significa per voi, cari amici, cavalieri, allenatori, sponsor e organizzatori. L’unica motivazione dietro a tutto questo sembra essere un desiderio malsano di esercitare il controllo. Queste nuove regole avranno un impatto enorme sulla nostra flessibilità, sulla nostra libertà imprenditoriale, sulla nostra prosperità e sullo sviluppo del salto ostacoli e si tradurrà in un progressivo disinteresse per il nostro sport.
Agli organizzatori e agli sponsor,
eventi e concorsi possono essere organizzati grazie agli sponsor e al loro sostegno finanziario. Questi sponsor vogliono naturalmente vedere qualcosa in cambio. Vogliono ricevere dei benefici, in particolare attraverso i posti nella lista dei partenti che l’organizzatore può concedere loro. Gli organizzatori usano gli eventi e le competizioni anche in un contesto commerciale, consentendo agli sponsor di invitare i loro clienti. Anche questo è molto importante, oltre agli aspetti promozionali e al sostegno per il nostro sport. Questo nuovo sistema sabota completamente le opportunità per gli organizzatori e gli sponsor. In che modo è ancora interessante per gli organizzatori e per gli sponsor organizzare o sponsorizzare un evento/concorso?
Ai cavalieri,
i cavalieri non possono più scegliere a quale evento partecipare. I cavalieri semi-professionisti non possono più ‘regalarsi’ un grande spettacolo più speciale o un evento più lussuoso come un tour in Spagna, una gara di più settimane a Dinard o anche i CSI a Knokke. A causa della ‘matrice decisionale’ della FEI, le scelte sono limitate al punto che non c’è più molto da scegliere: ognuno deve essere in grado di determinare il budget che vuole spendere. A titolo di confronto, ad esempio, si dispone di un budget anche quando si pianifica una vacanza o quando si sceglie un ristorante o un hotel. Alcuni opteranno per una vacanza più conveniente per motivi rispettabili e altri per viaggi più lussuosi con hotel e ristoranti a 5 stelle. Questo fa parte della libertà individuale e della scelta di spendere i soldi come si vuole.
È difficile credere che questa libertà individuale nella sfera privata (come andare in vacanza) non si applichi al nostro sport. Soprattutto se si considera che la gamma di eventi tra cui scegliere è ampia e varia. Ci sono da cinque a dieci gare a 2* e 3* a settimana, destinate a un pubblico numeroso (amatori, semi-professionisti e professionisti). Non c’è quindi motivo di imporre restrizioni basate su regole dittatoriali, che vanno contro la libertà di scelta individuale; inoltre, ci sono i cavalieri che vengono selezionati per competere in un concorso a 5*, dove si svolge contemporaneamente una competizione a 2* e 3*. Questo cavaliere non può più invitare i suoi clienti allo stesso evento nello stesso fine settimana per far crescere il suo ed il loro circuito di affari assieme, o per allenarli nella stessa località, o anche portare i partner che potrebbero voler partecipare agli eventi a 2* o 3*.
Agli allenatori,
se un formatore non ha la possibilità di iscrivere i suoi allievi allo stesso evento e questi sono costretti a gareggiare nello stesso fine settimana in eventi a Budapest, Praga, Bourg en Bresse e Liegi a causa delle nuove ‘regole d’ingresso’, come può un istruttore continuare a fornire il suo servizio? Nessuna libertà di scelta significa che la FEI rende impossibile il funzionamento e l’attività degli allenatori. In breve, la lettera di cui sopra fornisce solo alcuni esempi delle conseguenze disastrose che le nuove regole della FEI comportano. Spero di avervi fatto capire che è nostro dovere difenderci. E per il nostro sport e la sua prosperità dobbiamo unirci e opporci alle nuove regole!
Vi chiedo quindi di unirvi a me e di far sapere alla FEI che disapproviamo questo nuovo sistema. Potete unirvi a me firmando la petizione allegata. Presenteremo questa petizione alla FEI con l’intento di cambiare questo sistema incomprensibile, assurdo e dannoso. [la petizione si trova nel profilo facebook Stephex Stables che trovate qui]
© A cura di Antonio Sforacchi – riproduzione riservata; foto S. Conter (© photo : Christophe Bortels/lequimag.be)



















