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Il lungo e appassionato messaggio di Duccio Bartalucci

Il lungo e appassionato messaggio di Duccio Bartalucci
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19 ottobre 2022 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Lo scorso 30 dicembre 2021 il Consiglio Federale ha deliberato la destituzione di Duccio Bartalucci dal suo ruolo di selezionatore e tecnico della rappresentativa nazionale senior del salto ostacoli, ruolo ora ricoperto da Marco Porro (+ info clicca qui).

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Nella giornata di ieri, l’ormai ex CT ha postato sulla sua pagina Facebook un bellissimo ed appassionato messaggio, che qui sotto condividiamo nella sua interezza.

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Ricordiamo che Bartalucci ha ricoperto il ruolo di CT per la disciplina del Salto Ostacoli dal 2018 fino al 2021. Questa funzione, però, non gli era nuova, aveva già avuto modo di svolgerla nel 1998. In passato, Bartalucci, da cavaliere ha preso parte a 34 Coppe delle Nazioni dal 1972 al 1997, andando anche a far parte del team vincitore a Hickstead nel 1994. È inoltre sceso in campo ai Campionati Europei di Hickstead nel 1983 ed ai Campionati del Mondo di Dublino nel 1982.

Come molti di voi già sapranno lo scorso 30 dicembre è stata deliberata dal Consiglio Federale la mia destituzione dallincarico di Selezionatore, con un anno danticipo rispetto alla scadenza concordata ad inizio 2021 in sede di rinnovo contrattuale.

Senza entrare nel merito di una decisione tecnica che secondo Statuto è di competenza del Presidente (a cui mi sento e sono legato da un sentimento di sincera amicizia da oltre trentanni in virtù del quale non c’è mai stata né ci potrà mai essere tra di noi alcuna divergenza di vedute in ambito sportivo che possa da parte mia cambiare di una virgola la gratitudine, il rispetto e la stima nei suoi confronti), onde evitare strumentalizzazioni di sorta o qualsiasi errata supposizione ab origine ed al fine di sgomberare il campo da illazioni circolate ad arte che nulla hanno a che vedere con gli avvicendamenti in questione e la mia persona in particolare, tengo a chiarire pubblicamente che per lincarico di Selezionatore (da me svolto in questi ultimi quattro anni parallelamente a quello di Direttore Sportivo delle Discipline Non Olimpiche che già svolgevo e che, in virtù di un contratto in essere, continuerò a svolgere sino al 31/12/2022) non ho mai avanzato richieste economiche né percepito alcun compenso supplementare salvo laver suggerito e concordato, come riscontrabile e riportato negli accordi sottoscritti, linserimento di alcuni premi da corrispondersi al conseguimento di determinati risultati preventivamente stabiliti (piazzamento della squadra nei primi tre posti in Coppe delle Nazioni di CSIO 5* o in competizioni di livello superiore_ndr).

Fatte queste doverose premesse, veniamo a ciò che costituisce lanima di questo post e che per me rappresenta, in questo momento, in assoluto laspetto più importante: esprimere la mia gratitudine.

Innanzitutto verso tutti coloro, amici e tifosi azzurri appassionati di questa disciplina, che negli ultimi 15 giorni hanno voluto manifestarmi il loro dispiacere e farmi sentire il loro affetto attraverso messaggi e telefonate: tantissimi attestati di stima che a chi come me, ancora oggi dopo oltre 50 anni di carriera, vive la quotidianità di questo sport mettendo in tutto ciò che fa lo stesso entusiasmo di quando era ragazzino non possono che far piacere ed essere motivo dorgoglio.

Lenorme dispiacere per il risultato di Barcellona dello scorso autunno, per certi versi, fa il paio con lincredibile epilogo ad un passo dal traguardo che ci riservò il destino nella finale del 2018 designando me e tutti quelli che si trovavano in quel momento nel kiss & cry”, pronti ad esplodere di gioia per una vittoria tanto clamorosa quanto meritata, a protagonisti di un incubo in piena regola che solo a pensarci fa male ancora adesso.

Per le modalità con cui si è materializzata e per ciò che ha comportato, allo stesso modo, la delusione di oggi è conseguenza fisiologica di una ferita con cui sono consapevole di dover convivere.

Un dolore, per mia fortuna, parzialmente attenuato dallinfinità di immagini e di ricordi indelebili legati a vittorie e momenti meravigliosi vissuti in tutti gli anni alla guida della Nazionale, sia in questi ultimi 4 che nei 7 dal 1998 al 2004 della mia prima esperienza da CT ma anche in quelli successivi da Responsabile dellArea Tecnica a coordinamento e supporto dei Selezionatori che si sono via via succeduti.

Lunico rammarico, in questo momento, è dover abbandonare in corsa una sfida che ad inizio stagione, nonostante si presentasse come la più complicata di sempre da Selezionatore azzurro per tutta una serie di ragioni ormai note (su tutte, programmazione stravolta ed attività ridotta allosso dalla doppia pandemia nel 2020 ed un 2021 da affrontare contro avversari più attrezzati fuori della nostra portata e che, non disponendo di un parco cavalli qualitativamente e numericamente allaltezza delle Nazioni regine della disciplina, imponeva lungimiranza per la costruzione di nuovi binomi e tornare competitivi ai massimi livelli) io e Marco Porro abbiamo accettato con entusiasmo, condividendo e portando avanti programmi ed attività in totale accordo e sintonia.

Un operato che reputo di buonissima qualità e che, nel pieno rispetto delle opinioni che ciascuno è e sarà ovviamente sempre libero di avere al riguardo, personalmente continuerò a ritenere tale.

Ad ogni modo, al di là di considerazioni personali ed unicamente per un quadro dinsieme del lavoro svolto che fa ben sperare per il futuro in termini di crescita e risultati, mi preme evidenziare come nel 2021 nei 14 concorsi internazionali ufficiali a cui abbiamo preso parte con una squadra, in ragione di una strategia volta a testare il maggior numero di binomi possibile, abbiamo optato per attuare un massiccio turnover, schierandone un totale di 32 diversi e riuscendo a salire sul podio in 6 occasioni (con due vittorie e quattro secondi posti allattivo) per un totale pari al 43% delle partecipazioni: una percentuale, almeno per quella che è la mia esperienza sul campo, di assoluto rilievo.

Ovviamente, consapevoli della rosa a disposizione in termini numerici e qualitativi e dovendo lavorare in prospettiva dei futuri appuntamenti in chiave olimpica (Campionato del Mondo di 2022 e Campionato dEuropa 2023), si è optato per provare a vincere quando abbiamo ritenuto ci fossero maggiori probabilità di riuscirci (vedi la finale EEF vinta a Varsavia dove si è strategicamente scelto di attingere alla rosa dei cavalieri di prima fascia” mettendo in campo, accanto alla giovane rivelazione dellanno Francesca Ciriesi, 3 top riders: Piergiorgio Bucci, Giulia Martinengo Marquet ed Antonio Alfonso) ed abbiamo preso qualche legnata dove si era messo in conto leventualità di prenderla.

A Marco Porro, con cui nel tempo si è costruito e consolidato un ottimo rapporto che credo abbia arricchito entrambi sotto ogni punto di vista e che ringrazio moltissimo per le parole di stima spese pubblicamente nei miei confronti a seguito della nomina, va il mio più grande e sincero in bocca al lupo per il lavoro presente e futuro alla guida della Nazionale con la speranza possa anche lui togliersi le soddisfazioni che merita come ho avuto la fortuna di fare io.

Un sincero in bocca al lupo anche a Stefano Nogara, uomo di valori ed ottimo professionista che sono certo saprà far bene.

Voglio poi abbracciare virtualmente e dire grazie a tutti i cavalieri con cui ho avuto lonore di condividere responsabilità ed emozioni che soltanto chi ha avuto il privilegio di vestire almeno una volta la maglia azzurra per rappresentare il suo Paese può comprendere.

A tutti loro mi auguro di aver donato qualcosa ma, soprattutto, a tutti loro spero di aver trasmesso il principio fondamentale secondo cui per considerarsi realmente parte di una squadra non basta una convocazione ma occorre, prima di tutto, guadagnarsi la fiducia degli altri e farsi accettare dal gruppo nellunica maniera possibile: anteponendo il NOI allIO in ogni ragionamento, comportamento, valutazione e decisione presa o da prendere per il bene o nellinteresse della Nazionale.

Questo innato senso di appartenenza che da sempre contraddistingue noi italiani e che in questo sport dai connotati prevalentemente individuali quasi ci si vergognava a manifestare, in questi anni labbiamo volutamente tirato fuori ed ha sempre fatto la differenza costituendo a tutti gli effetti un valore aggiunto nel tentativo di rendere la vita più difficile alle squadre migliori del mondo.

Ed aiutandoci, in qualche importante occasione, anche a batterle.

Su tutte, la straordinaria impresa del 2018 a Piazza di Siena con quella storica doppietta Coppa delle Nazioni/Gran Premio Roma che mancava dal 1977, centrata contro ogni pronostico e che nessuno potrà mai cancellare dagli almanacchi.

Questo il campo, poi c’è tutto il fuori a cui spesso non si pensa soltanto perché probabilmente non si vede.

Ma sempre della stessa squadra si tratta ed il lavoro dietro le quinte”, per me, ha sempre contato e vale tanto quanto quello di chi è poi chiamato a doverne raccogliere i frutti quando si va in scena.

Mi riferisco a tutte le persone che con il loro entusiasmo e grazie alla loro competenza e professionalità hanno reso più semplice e completo il mio compito di questi anni.

A tutto lUfficio Salto Ostacoli che mi ha coadiuvato e dato supporto in ogni sua forma nelle attività quotidiane con una precisione ed una puntualità senza eguali dico grazie con tutto il cuore.

Roberta Schirru, Raffaella Vari, Michela Lombardi, Elisabetta Antonelli, Elisa Solerio e Marco Bergomi:

siete stati le colonne portanti di tutto il mio lavoro e senza di voi non so come avrei fatto.

Benedetta Pecini e Andrea White, sempre impeccabili e prezioso supporto per tutta lattività dinterazione con la FEI di questi anni: grazie di cuore anche a voi. Giorgio Masiero, amico di una gioventù condivisa sui campi di gara: grazie per la presenza e preziosa collaborazione negli eventi di interesse federale.

Francesco Girardi, grazie. Per le tue virtù, innanzitutto. La lealtà, la sensibilità, lumiltà e la sincerità che ti contraddistinguono hanno reso ogni nostro confronto mai banale.

Poi, per il professionista che sei e per lamico che hai dimostrato di essere in più di una circostanza: lessermi guadagnato ed aver potuto godere della tua fiducia incondizionata  lo considero un riconoscimento professionale ed un attestato di stima di grandissimo valore.

Un sentito ringraziamento a tutti i veterinari, scrupolosamente attenti a salvaguardare il benessere dei nostri cavalli in ogni situazione e sempre con noi, in prima linea, nelle tante trasferte in giro per il mondo.

Ugo Carrozzo, Cristiano Pasquini, Iacopo Secco e Chiara Viotti: tutti eccellenti professionisti con cui mi sono sentito sempre al sicuro ma anche nostri primi tifosi e parte fondamentale del Team Italia con cui è stato bello condividere lavoro, emozioni ed ogni risultato ottenuto in questi anni.

Non dimentico Francesca Simmons per tutto il tempo che, alimentata dalla passione per questo sport e per amicizia nei miei confronti, ha voluto dedicare al monitoraggio dei risultati dei cavalieri italiani impegnati in gare allestero non mancando mai di trasferirmi i dati in tempo reale.

Per il tuo costante e prezioso aiuto, grazie Sax.

In ultimo ringrazio mio figlio Jacopo per essere stato al mio fianco in questavventura, per essere stato quel qualcuno di cui sai di poterti fidare e su cui sai di poter sempre contare; e per aver contribuito con il suo lavoro di analisi, revisione, controllo, indirizzo e gestione di tutto ciò che attiene la sfera della Comunicazione e dei Social Media, a dare completezza e valore al mio.

Concludo salutando con affetto e sincera gratitudine tutti coloro che ci hanno seguito attraverso questa pagina e che in questi quattro anni non hanno mai smesso di sostenerci con linvito a continuare a seguire la squadra oggi più di prima perché, anche da lontano, il vostro affetto si è sentito eccome ed i cavalieri azzurri, ne avranno sempre bisogno. Soprattutto, lo meritano.

Io non sarò con loro ma tiferò Italia insieme a voi, sempre e comunque”. (Duccio Bartalucci)

© a cura di M. Vettori; foto Duccio Bartalucci © A.Benna / EqIn

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Redazione EQIN
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