Follia della guerra: data alle fiamme una scuderia nei pressi di Kiev
23 marzo 2022 #news
“La guerra è una professione con la quale un uomo non può vivere onorevolmente; un impiego col quale il soldato, se vuole ricavare qualche profitto, è obbligato ad essere falso, avido e crudele”.
Così sentenziava il fondatore della scienza politica moderna Niccolò Machiavelli (1469-1527) e da quegli anni, a quanto pare, il progresso è stato solo tecnologico; la crudeltà è rimasta immutata quando non anche si è servita della tecnologia stessa per rendere l’uomo ancora più letale verso se stesso o contro i suoi simili.
Oggi ci tocca scrivere ancora di questo: di crudeltà. A Gostomel, cittadina nei pressi di Kiev (Ucraina), sede dell’aeroporto strategico Antonov, le truppe che partecipano all’operazione militare russa (mica possiamo scrivere esplicitamente guerra o invasione russa, …) a quanto riferisce The Kyiv Indipendent, un quotidiano locale, non hanno risparmiato nemmeno i cavalli.
Una scuderia infatti è stata data alle fiamme. Il gesto criminale e gratuito (pura e semplice cattiveria contro innocenti) ha coinvolto ben 32 cavalli ospiti della struttura dei quali, dalle poche e frammentarie notizie che abbiamo potuto raccogliere, soltanto alcuni sono scampati vivi all’incendio in quanto collocati, temporaneamente e casualmente rispetto agli altri, all’esterno degli impianti; la maggior parte dei restanti equidi della scuderia è invece purtroppo arsa viva.
La proprietaria e responsabile, Alexandra, ha riferito a censor.net di esser impossibilitata a raggiungere gli impianti già dal 24 febbraio scorso, e che i soldati russi ad inizio marzo avevano intimato al personale comunque di servizio alla struttura di abbandonarla, minacciando di sparare a tutti i cavalli. Hanno comunque in seguito fatto anche di peggio… Alexandra ha appreso dell’accaduto attraverso delle foto scattate da un’amica che si è recata sul luogo del delittuoso rogo.
Una mezza dozzina di cavalli che sono riusciti a fuggire, sebbene con ustioni, stanno ora vagando senza meta tra le zone di Gostomel e Bucha, riferisce Alexandra, la quale, unitamente al proprio dolore ed impotenza, ha dovuto assumersi anche l’increscioso compito di avvertire i proprietari, quelli ancora in loco; ha dovuto inviare loro le foto dell’orrore per tentare l’identificazione degli equidi deceduti e dei non presenti all’appello, molti dei quali, sempre secondo lei, erano cavalli della scuola, per la maggioranza affidati a bambini di 7-10 anni.

Nella foto – una delle cavalle perite nell’incendio, identificata con il nome di Indiana, prima della guerra e dopo l’arrivo delle truppe russe © Censor.net
Episodi di questo genere hanno un effetto devastante che aggiunge lutto e pesantezza di cuore per una situazione già terribilmente grave e dolorosa per le persone colpite da questa guerra, anche nei loro affetti a quattro zampe; possa stabilirsi presto un limite, se non uno stop, a quel peggio che si profila e cresce quotidianamente davanti ai nostri occhi; come in questo caso, nemmeno si può immaginare tanta brutalità gratuita nel peggiore degli incubi.
© A.B. – riproduzione riservata; foto di copertina: ciò che rimane della carcassa di uno dei 32 cavalli ospiti della scuderia data alle fiamme © Censor.net



















