I vostri commenti su “Affaire Dujardin”
25 luglio 2024 #News
Le reazioni e commenti all’affaire Dujardin non sono tardate ad arrivare dopo la pubblicazione della densa e problematica lettera/riflessione (+ info: clicca qui). Al di là dei (troppo) facili estremismi ed eccessi, spesso solo “di pancia” di fronte ad immagini forti e “al crollo di un mito”; che rispondono ad un giusto bisogno di condannare l’azione/il gesto ma anche, limitatamente a noi, alla necessità quasi imperativa di scovare solo l’autore – alias il colpevole – cui puntare il dito per i contenuti scomodi espressi sotto anonimato – pur avendo a sua volta condannato l’accaduto, la Redazione di Equestrian Insights continua a mantenere riserbo sulle persone – anche in merito a quelli che vorrebbero invece apparire – per preservare l’attenzione solo sui contenuti di questa discussione, dialogo che si vuole totalmente libero; si continua quindi a scandagliare la questione, il problema, insieme. Di seguito le reazioni dei lettori pervenute, a nostro parere tra le più salienti. L’intera comunità equestre mondiale è sotto pressione, e non sono mancati i commenti dall’estero di chi vive una realtà diversa dalla nostra, quella italiana.
“Hanno distrutto una vita, una professione e una campionessa. Charlotte non monterà più, questo è quello che è stato scritto. Nelle chat di gruppo all’estero la Dujardin è stata attaccata duramente, addirittura oggi evita di uscire di casa per la vergogna per quante gliene hanno dette. Non è giusto, cosi: perché alzi la mano chi non ha dato uno schiaffo ad un cavallo, alzi la mano chi non ha mai usato una frusta in vita sua. L’intervento che è stato fatto nell’articolo pubblicato da Equestrian Insights è giusto: colpiamo il campione o colpiamo il gesto? Perchè se dobbiamo colpire il gesto allora non deve montare a cavallo più nessuno. Il gesto della frustata del video, che fa molta scena, non provoca quasi alcun dolore al cavallo, per intenderci lo stesso dolore che prova un cavallo ad essere montato da una persona in evidente sovrappeso, cosa che accade frequentemente, qui in UK. Oppure ancora la stessa pressione/dolore che provoca un’imboccatura metallica messa e usata senza cognizione di causa, oppure ancora la stessa pressione che provoca uno sperone di 3 cm (regolamentare secondo le normative FEI) che, se viene premuto sul fianco di un cavallo, fa certamente molto più male di una frustata (ma questo è consentito). Fa molto più male una gambata mal posta o ripetuta “a caso”, lo stesso dolore equivalente è ammesso dalla FEI se usi la frusta in gara. Vorrei capire la coerenza di tutto questo: se uso la frusta in gara per far saltare al cavallo va bene, ma se uso la frusta in allenamento non va più bene. Per essere coerenti, allora, i cavalli dovrebbero essere tenuti come dei cani da divano/compagnia, apparentemente sempre contenti e felici, senza compiere alcuna azione invasiva nei loro confronti: e quindi montati senza imboccatura, solo con la capezza (opione solo per pochi “coraggiosi”, diciamolo: ma mai visti, salvo rarissime eccezioni, in gare di alto livello), o forse addirittura non vanno montati…”.
“Dunque, allora, che il fatto stesso di montare è invasivo: e quindi tutto il resto che ne consegue deve risultare, essere x noi chiaro in testa, che è un compromesso è inevitabile. Allora, se è un compromesso, bisogna accettare che a certi livelli certi cavalieri, così come sono molto severi verso se stessi, possono essere anche molto severi ed esigenti con i cavalli. Questa richiesta può essere fatta in diversi modi, certo che richiede un’insistenza perché altrimenti i risultati non arrivano. Per arrivare a gareggiare ad alti livelli un minimo di compromesso va accettato. Altrimenti viviamo nel mondo dell’ipocrisia più totale. Per concludere, aggiungo che il mondo equestre è composto da due tipologie di persone: i ricchi – quelli che davvero possono fare anche altro, e solo random occuparsi dei cavalli – e i cavalieri. I ricchi “brutte” azioni non le compiono perché non hanno bisogno di farle, spendendo molti soldi, comprando cavalli che sono delle macchine prodotte e poi gestite da professionisti, cui si vantano di essere allievi. A volte per creare/mantenere queste “macchine”, i professionisti devono però spingere il cavallo oltre i suoi limiti – per sopportare anche i comandi inevitabilmente raffazzonati di un amatore – o nel mettergli una grande pressione. Di fatto, alla fine, “i ricchi” montano, trovano sotto la loro sella, quando montano, una sorta di “macchina” che fa esattamente quello che gli viene chiesto: pagano, investono proprio x questa soddisfazione. Dall’altro lato, ci sono i cavalieri che insegnano ai cavalli ad arrivare a certi livelli, o a sopportare; li lavorano, mettono pressione, insomma fanno tutto il lavoro duro per portare il cavallo là dove si vuole, gli si chiede di arrivare. Ed i cavalli non sarebbero a certi livelli, o cosi tolleranti con certe persone, se non fossero gestiti, o stati messi sotto pressione sufficiente, diciamocelo chiaramente, poi se ci vogliamo raccontare il fatto che tutti i cavalli da Grand Prix possono esser montati con la capezza e la longia, allora ci raccontiamo una bella favola”.
“Divulgare queste notizie non fa il bene dell’equitazione“.
“Ricordiamo sempre che per un’ora di lavoro, che sia chiaro deve avvenire sempre nel rispetto della specie, ma che comporta sacrifici quando è sforzo agonistico, questi animali ne trascorrono altre 23 al sicuro, protetti, curati e amati, con giostre e paddock a disposizione, infrarossi, coperte di tutte le taglie e grammature, integratori di tutti i tipi, mangimi e fieni top quality etc etc…..e a quanti risponderanno…loro vorrebbero essere liberi…gli rispondo in anticipo…d’accordissimo…ditemi dove e quando e ci ritroviamo tutti in queste foreste e praterie e insieme ai cavalli ci lasciamo anche i cani, i gatti etc che vivono in appartamento. L’eccesso è sempre difetto…ma le cose vanno viste a 360°“.
“La violenza è sempre e comunque da condannare, soprattutto se agita verso un essere indifeso“.
“Molto strano il tempismo dopo 4 anni… non cerco giustificazioni ma molto strano”.
“Il cane o il cavallo è sportivamente “buono” solo se ha la tempra per reggere il lavoro che noi decidiamo, in pressione. Se poi ha le capacità (e intelligenza) di far proprio il lavoro, disponendosi allo sport imposto da noi, per noi, è anche un fuoriclasse (ma sono pochi). La bravura del professionista sta nel chiedere, pressare e fare uscire le qualità dell’animale – che poi tutti, a giochi fatti, ammirano – in rinforzo nel modo giusto, al fine di ottimizzare l’addestramento. Il resto sono teorie per dilettanti allo sbaraglio, non è sport di alto livello. Tuttavia, questa non conoscenza/ipocrisia dei più serve a fornire ancora un’immagine umana a sport che ormai sono estremizzati. Concetto e problema che ormai vale anche per soli atleti uomini“.
“Agghiacciante ipocrisia della lettera e di chi la condivide. Le forzature ci possono stare nello sport, ma solo se chi ne è protagonista, ovvero l’atleta, le sceglie. Una ballerina può decidere di ballare con i piedi sanguinanti, un cavallo no . Una creatura che non può scegliere è uno schiavo, e uno schiavo frustato, sinceramente fa vomitare. Finché non capirete che i metodi coercitivi sono da abbandonare definitivamente, a costo di abbassare il livello dello sport, come è successo nei paesi scandinavi, non si uscirà da questo gap. Nei paesi scandinavi sono anni che le corse vengono sostenute senza frusta, malgrado negli ippodromi ci sia un giro miliardario, ben superiore all’equitazione. Risultato: ippodromi pieni, bambini che si iscrivono alle scuole di equitazione, di galoppo e di trotto. Da noi il deserto. Patetica poi la nuova scusa: “ è successo quattro anni fa”. Benissimo che la vicenda sia stata tirata fuori in prossimità delle olimpiadi, così la punizione è più forte e più eclatante. Altrimenti la torturatrice si sarebbe fatta sei mesi di squalifica a casa sua, e poi avrebbe ricominciato imperterrita. Almeno così le brucerà aver perso un probabile oro. Rimango estremamente delusa nel leggere la lettera, ovviamente anonima, mentre ci sono molti cavalieri che hanno preso posizione forte, rischiando in prima persona, ma anche rimango delusa dal fatto che la pagina non esprima il proprio biasimo“.
“Condivido completamente la lettera e la Dujardin continua e continuerà ad avere la mia stima“.
“Abolire tutti gli sport che includono lo sfruttamento animale e parlo da ex amazzone”.
“Nell’esatto momento in cui metto un guinzaglio ad un cane, o una capezza ad un cavallo, compio già un abuso di specie. Il resto, con lo sport di mezzo, va affrontato cum grano salis e secondo la logica del rispetto reciproco:, facciamo qualcosa insieme (anche perché, senza vera collaborazione/relazione/feeling, non si va mai da nessuna parte): come, dipende solo dalla statura morale dell’essere umano, che ha deciso di servirsene”.
“Francamente non comprendo la necessità di rimanere anonimi, così come il riferimento e la “velata” accusa di ipocrisia verso chi propugna “approcci etologici”. Io penso che per onore di chiarezza, le persone competenti parlino, alzino il velo e vengano allo scoperto, sì, mettendoci anche la faccia come va di moda direi. E che i singoli, amatori compresi, comincino a informarsi meglio e diventino più consapevoli. Altro discorso è se sia il caso cominciare a pensare quanto siano compatibili e rispettose dell’animale certe arie e movimenti particolarmente premiati nelle competizioni, che per essere raggiunti non solo si è agito nel tempo con la selezione allevatoriale, ma richiedono addestramenti specifici, sicuramente molto impegnativi fisicamente per il cavallo”.
“Il video è terribile e parla da solo, mi dispiace ma c’è poco da aggiungere per la sua difesa“.
“Ma quelli che si fanno montare il cavallo da professionisti per averlo bravo e pronto x far la garetta o meno – fenomeni!, e sono molti, vivono nel mondo di Paperino?“.
“Credo che una grande riflessione vada aperta sul sistema che si è creato intorno all’agonismo equestre: si rincorre sempre più la prestazione spettacolare e ci si allontana sempre più dai sani principi classici. È un sistema tossico e la prima vittima è ovviamente il cavallo, che deve essere prestazionale anche se non pronto/in grado. Detto questo vedendo il video della Dujardin ( cavallo chiaramente stressato ) mi sono venuti in mente diversi altri video di cavalieri ripresi a lavorare in campi prova anche importanti con i cavalli in rollkur e talvolta con la lingua blu, cosa che per me equivale a vera tortura. Mi piacerebbe sapere se in quei casi i preposti al controllo hanno fatto qualcosa oppure se ci vuole sempre e solo la denuncia di un avvocato affinché la FEI agisca“.
“Lei è stata beccata ma sicuramente non è l’unica che allena in questo modo“.
“Quando nella connessione Animali-Umani gli unici obiettivi sono i Premi, i Soldi e la Notorietà, i modi per raggiungerli sono devastanti, per gli Animali. Pessima la Dujardin, (e la gran quantità di cavalieri che adottano le stesse, “modalità”, tecniche!). Pessima la lettera (anonima!)”
“Credo che la gente che pratica quotidianamente sappia quali sono i veri maltrattamenti: su cavalli della scuola, su cavalli “sfruttati” di ogni tipo. Questo non è certo un episodio esemplare ma ci sono altrettanti esempi anche a volte del tutto regolari che sono molto discutibili“.
“Capro espiatorio. Ho l’impressione che questi scandali periodici fungano come valvola di sfogo per l’inconscio collettivo degli appartenenti al mondo equestre. Mi spiego. Gli inevitabili compromessi, per usare un eufemismo, di cui la lettera parla, non possono che creare una fortissima pressione, almeno inconscia, in chi appartiene al mondo dello sport equestre. È per questo che, appena scoppiano questi scandali, si sentono moltissime voci indignate e rabbiose scagliarsi a spada tratta contro l’episodio in questione. E’ un meccanismo molto utile per mantenere in piedi un sistema basato su un elefante nella stanza che tutti fingono di non vedere, o peggio, non vedono davvero a causa di una sorta di meccanismo ipnotico. La trovo un’ipocrisia insopportabile“.
L’invito è quello di continuare a utilizzare tutti i mezzi che avete a disposizione (commenti direct social o mail info@equestrianinsights.it o whatsapp redazione +39 333 7726234: pulsante a lato destro sempre presente in ogni articolo) per dialogare, insieme.
© L.R. – B.S. – riproduzione riservata, foto: Charlotte Dujardin © via Facebook Charlotte Dujardin



















