Parigi 2024: grazie a Emanuele Camilli, dopo 20 anni…
06 agosto 2024 #News
Dopo aver ottenuto la qualifica nella 1^ prova realizzata ieri a Versailles con uno spettacolare percorso netto in sella a Odense Odeveld, Emanuele Camilli ha continuato oggi il suo debutto olimpico prendendo parte alla Finale Individuale riservata ai migliori 30 binomi in corsa (su 74) per le medaglie olimpiche individuali di Parigi 2024.
Questa edizione delle Olimpiadi di Parigi sarà senza dubbio memorabile, distinguendosi sia per l’eccellenza del livello tecnico e competitivo, sia per la magnifica cornice in cui si sono svolte le gare e per la straordinaria abilità di cavalli e cavalieri, che hanno esaltato al massimo l’essenza di questo magnifico sport.
Emanuele Camilli è stato autore nella giornata di ieri di una prestazione memorabile: alla sua prima partecipazione olimpica, ha infatti messo a segno un netto nella gara di qualifica individuale terminando all’ottavo posto su 74 con il 10 anni belga Odense Odeveld (Diamant de Semilly x Querlybet Hero). Una finale che mancava all’Italia da 20 anni esatti: bisogna infatti tornare indietro sino ad Atene 2004. (+ informazioni: clicca qui)
Il percorso della Finalissima odierna, con ostacoli di altezza massima 1.65 mt, svoltosi nell’arena allestita di fronte alla magnifica Reggia di Versailles, prevedeva 15 ostacoli per 19 sforzi totali da percorrere ad una velocità di 400 metri al minuto. I due Course Designer Santiago Varela (ESP) e Grégory Bodo (FRA) – nel team anche l’italiano Elio Travagliati – hanno ideato un barrage di ulteriori 7 salti per 8 sforzi che è stato appannaggio di soli 3 binomi su 30 al via, gli unici tre che hanno concluso il 1° giro senza penalità e che dunque hanno composto il podio e meritato le 3 medaglie olimpiche individuali per il salto ostacoli: l’Oro è stato infine Christian Kukuk (primo titolo olimpico in carriera) in sella a Checher 47, unico doppio netto della finale. Argento per l’elvetico e già campione olimpico (Londra 2012) non meno che europeo (Milano 2023) Steve Guerdat su Dynamix de Belheme (0/4; 38″38), e bronzo per l’olandese Maikel Van der Vleuten su Beauville Z (0/4; 39″12), che replica la medaglia conquistata a Tokyo 2020 (+ informazioni a seguire).
Certo è che quest’ultima gara valida per la Finale olimpica individuale ha mostrato con precisione e tecnica come guadagnare una medaglia a 5 Cerchi non sia affatto scontato e facile, dato che anche cavalieri di comprovata capacità ed esperienza (già olimpici e/o olimpionici) si sono trovati in vera difficoltà: molte le penalità realizzate dai binomi sul tracciato base che non ha ammesso sbavature, essendo riservato agli attuali migliori 30 al mondo giunti infine per meriti a gareggiarvi; nemmeno sono mancati i ritiri, le cadute ed eliminazioni. Tra tutte, basti ricordare quella di von Eckermann (n.1 al mondo) con il fantastico King Edward. Questo sport non fa sconti a nessuno, e le variabili in gioco sono sempre tantissime: chi gareggia davvero lo sa.
Camilli ed Odense Odeveld hanno concluso oggi il loro debutto olimpico con 12 penalità totali (21^ posizione in classifica). E anche se ognuno di noi, da casa, dopo l’eccezionale prova di ieri, sperava in una medaglia, perché tutto – ma proprio tutto – lasciava presagire come concreta questa possibilità – la soddisfazione e il ringraziamento a lui e a Odense non devono comunque mancare. Alla loro prima Olimpiade hanno compiuto un’impresa eccezionale: ci hanno fatto sognare, finalmente, dopo 20 anni, raggiungendo la Finale e realizzando senza drammi una gara che, nonostante alcune difficoltà (se vogliamo, comprensibili e sempre possibili, specie per un binomio alla 1^ Olimpiade: errore al verticale numero 1, al verticale di tavole numero 11, posizionato di seguito alla doppia gabbia e infine al penultimo salto del tracciato, il numero 14), han mostrato comunque quanto qualitativamente, tra i migliori al mondo, meritassero di essere lì, a rappresentare l’Italia: lasciando nuovamente e finalmente un segno nella storia del salto ostacoli, dopo tantissimo tempo.
La foto di copertina vede Emanuele in azione sull’ultimo salto del percorso odierno, la cui struttura/immagine rimanda ai prossimi Giochi Olimpici (Los Angeles 2028): l’augurio è proprio questo! Ad maiora semper.
© B.Scapolo – riproduzione riservata; foto: © EqIn/M. Argenziano

















