In memoriam Colonnello Paolo Angioni
21 agosto 2025 #News
“Per fermezza, in equitazione, si intende l’assenza di movimenti inutili o involontari. Meno il cavaliere si muove, meno fastidio dà al cavallo. Si immagini lei di avere uno zaino sulle spalle che, mentre lei cammina, si muova. Le darebbe certamente fastidio. Non solo. Alla lunga aumenterebbe anche la sua fatica nel portarlo.” Cit. Paolo Angioni.
Il Colonnello Paolo Angioni, icona azzurra degli sport equestri, ha scritto la storia di un’equitazione che ormai non esiste più.
Paolo Angioni, nato il 22 gennaio del 1938 a Cagliari, è stato allievo del Generale Francesco Amalfi, allievo diretto di Caprilli fino alla sua scomparsa e di Piero d’Inzeo, medaglia d’oro nel concorso completo a squadre ai Giochi Olimpici di Tokio del 1964, preparatore di cavalieri di completo e di pentathlon moderno. Grande uomo di cavalli, ha primeggiato nelle varie discipline equestri, soprattutto nel completo, con uno stile impeccabile.
Paolo Angioni è stato ufficiale di Cavalleria dell’Esercito Italiano e ha fatto suo il sistema naturale di equitazione, che ha approfondito con altri maestri, tra cui anche l’allora capitano Piero d’Inzeo ed il marchese Fabio Mangilli. Oltre ad essere stato insignito della qualifica di Socio Benemerito dalla Federazione Italiana Sport Equestri, nel 2015 ha ricevuto dal CONI il Collare d’Oro al merito sportivo, ovvero la massima onorificenza dello sport italiano.
La dedizione di Paolo Angioni lo ha portato ad essere un grande conoscitore degli sport equestri e anche a diventarne uno studioso, una passione che ha continuato a coltivare anche sceso di sella, mettendo a disposizione dei più giovani la sua infinita cultura con la stesura di testi molto apprezzati.
Nel 1964, ai Giochi Olimpici di Tokio, ha condiviso il primo gradino del podio nella gara di Completo a squadre con Alessandro Argenton, Giuseppe Ravano e Mauro Checcoli. Ricordiamo inoltre che nel 1968 ha partecipato anche ai Giochi Olimpici di Città del Messico.
Paolo Angioni è sempre stato un ottimo cavaliere anche nel salto ostacoli, con numerose partecipazioni sia allo CSIO di Piazza di Siena sia in Coppa delle Nazioni. Nel 1966, Angioni ha avuto un brutto incidente rimanendo schiacciato dal suo cavallo in una gara in Polonia; entrò in coma, ma riuscì a riprendersi per competere alle Olimpiadi del 1968. Uomo di grande cultura, equestre e non solo, ha sempre desiderato trasmettere le sue conoscenze, convinto che alla base di una buona equitazione ci debba essere una profonda conoscenza. Si è occupato di insegnamento e soprattutto di formazione, quella che lui aveva definito “educazione equestre”. In seguito, ha scritto diversi libri sulla storia e le tecniche equestri.
Nei social network “Equitazione Accademica” da un’idea del Col. Paolo Angioni
Tra le sue pubblicazioni, è da ricordare il libro “Questioni equestri”, una traduzione del testo del Generale l’Hotte, nel quale Angioni ha sottolineato “un nuovo modi di considerare i problemi derivanti dalle principali, odierne necessità. Stimolerà nel lettore il desiderio della conservazione, della difesa e della trasmissione, attraverso l’insegnamento, di un patrimonio di conoscenze, del quale la nostra equitazione sembra sia stata, finora, condannata a essere privata“.
Paolo Angioni si è spento il 17 agosto 2025 all’età di 87 anni lasciando il mondo degli sport equestri italiano a lutto.
© L. Badulescu – Riproduzione riservata; foto: Il Colonnello Paolo Angioni in azione al CHIO di Piazza di Siena nel 1964 © via FB_Paolo Angioni

















