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A cavallo al distributore di Pavia. Sorridiamo, ma non troppo [video]

Il cavallo al distributore di Pavia. Sorridiamo, ma non troppo (video)
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03 ottobre 2026 #news

EquiSportMania

Guerre, energia e bollette: altro che auto elettrica, a Pavia qualcuno ha scelto il cavallo per mandare IL messaggio.

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C’è stato un tempo in cui andare “a rifornirsi”, dover fare “pit stop”, significava arrivarci a cavallo: le scuderie di sosta esistono anche oggi, pur con significato diverso, riservato solo agli equestrian, non necessarie alla vita quotidiana, e manco note a tutti. Sono arrivati i motori, il progresso, la velocità, i SUV, le app per confrontare il prezzo del carburante e le discussioni infinite su diesel, elettrico, ibrido, idrogeno e colonnine di ricarica. Da rilevare che resta la misurazione “in cavalli” di ogni motore in quanto potente o meno, non è mai cambiata. Parimenti che oggi, tra guerre che scuotono le politiche e i mercati energetici globali, tra rincari, inflazione (più specificamente stagflazione) e bollette che continuano a preoccupare famiglie e imprese, qualcuno potrebbe essere tentato di pensare che il vero visionario non sia Elon Musk ma chi si presenta al distributore in sella a un cavallo, lanciando così un messaggio “immenso”, non solo una semplice provocazione.

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Il video reel, rilanciato sui social e finito ovviamente al centro prima di tutto in condivisioni e commenti divertiti, ha inevitabilmente strappato un sorriso a tutti, non meno che engagement ai promotori. Serve però anche una riflessione. Oggi, mentre automobilisti, camionisti e tassisti ecc. controllano il prezzo del carburante sul display con la stessa apprensione con cui si guarda il risultato di un esame medico, il cavallo ovviamente ignora, è completamente indifferente e sereno rispetto alle oscillazioni del petrolio, agli scenari geopolitici e alle tensioni internazionali. Eppure è sempre lì, il cavallo. C’è sempre stato, comprovato, a fianco dell’uomo e non è – mai stato – un semplice pet, animale di affezione, e bon.

In fondo la logica è disarmante. Niente benzina, niente gasolio, niente batterie da ricaricare. Al massimo un po’ di fieno, acqua e qualche carezza. Certo, anche mantenere un cavallo ha attualmente costi tutt’altro che trascurabili, per quel che è diventato per noi, ludico-sportivo-terapeutico: la relazione uomo-cavallo è per tutti e per nessuno, oggi. Difficilmente vedremo parcheggi multipiano trasformati in scuderie comunali. Ma il messaggio simbolico resta potente: più il mondo corre verso una modernità tecnologicamente complicata, più cresce la nostalgia e la necessità per ciò che sarebbe ed è stato, in passato, comunque più spontaneo e semplice.

L’Italia, del resto, è il Paese dei paradossi. Discutiamo di intelligenza artificiale mentre interi territori combattono ancora con infrastrutture insufficienti e vari altri problemi. Parliamo di transizione energetica, ma milioni di cittadini continuano a fare i conti con il costo quotidiano della mobilità e del caro vita.

Così questa figura del cavaliere al distributore finisce per assumere un significato quasi filosofico: non è un ritorno al passato, una semplice provocazione, ma una domanda sul presente. Il cavallo davanti alle pompe di Casteggio non rappresenta la soluzione odierna, ovviamente: ma nemmeno può “far sorridere e basta”. Rappresenta una domanda e ricorda: prima, si faceva così.

Nel frattempo il cavallo osserva e vive la scena con la serenità di chi non sa cosa siano le accise, le quotazioni del greggio o il prezzo medio provinciale del carburante. Del cavallo ci si continua a servire, da centinaia di anni, anche adesso.

Forse è proprio questo il punto. Mentre noi litighiamo su bonus, transizione verde, incentivi e rincari, lui aspetta tranquillo, c’è. Non deve scegliere tra benzina e diesel, elettrica. E nemmeno sui concordati per le tasse, o decidere se spendere per sé o no per quell’esame diagnostico di approfondimento di salute in cliniche private (dato che pare gli servirebbe adesso l’indagine, non tra sei o più mesi). Non teme blackout. Non cerca colonnine libere. Al massimo cerca una carota in più, ma fa da sé. Con o senza di noi, è, resta e resterà autosussistente, tra i suoi simili, naturaliter.

© B.Scapolo; riproduzione riservata, fonte principale e foto: © provinciapavese;

 

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