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Achtung! Zuccherini e biscotti sì, ma con moderazione

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Ci piace coccolare i nostri cavalli con zollette di zucchero, caramelle o dolcetti: tuttavia non sempre fanno bene. Alcuni cavalli, a seconda delle condizioni di salute, dovrebbero proprio evitare i dolcetti.

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In commercio esistono diverse tipologie e varietà di ricompense e ci sono molti produttori tra cui scegliere. Ci sono poi i tanti snack “naturali”, come ad esempio le carote, un grande classico, insieme alle zollette di zucchero. Ovviamente, non bisogna mai esagerare, anche in questo caso… i cavalli sono golosi e non sanno controllarsi!

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Lo snack è sicuramente un momento di coccola per i nostri cavalli; si associa direttamente il piacere dello snack a una ricompensa, ossia al rinforzo positivo, di cui abbiamo già trattato (+ info: clicca qui).

Va da sé che gli snacks devono sempre essere distribuiti come complemento di un’alimentazione sana ed equilibrata. Si sarà molto parsimoniosi con quelli che contengono cereali, melassa o frutta secca. Il fieno e le carote, al contrario, costituiscono buone ricompense e possono essere dati senza nessun problema. Per ciò che invece riguarda gli zuccheri semplici, come il saccarosio presente nelle mentine e nelle zollette di zucchero, vengono assorbiti dall’intestino tenue del cavallo come glucosio e fruttosio. Il glucosio provoca il rilascio di insulina per facilitare l’ingresso del glucosio nelle cellule. Il fruttosio (da non confondere con i fruttani) viene metabolizzato in modo diverso. Metabolizzato solo nel fegato, il fruttosio è più lipogenico del glucosio, il che significa che è più probabile che porti alla produzione di grasso.

La maggior parte delle preoccupazioni sull’assunzione di zucchero e amido deriva dalla possibilità di resistenza all’insulina (IR) , di laminite (+ informazioni: clicca qui), di miopatie da accumulo di polisaccaridi (PSSM) e di sindrome dell’ulcera gastrica equina (EGUS) (+ info: clicca qui). I cavalli con IR rilasciano più insulina del normale per rimuovere il glucosio dal flusso sanguigno. Di conseguenza, mentre il glucosio circolante tende a essere normale, l’insulina circolante è elevata. Un’insulina circolante elevata crea un rischio maggiore nello sviluppare laminite.

Quando si somministra fieno a un cavallo, gli si somministrano anche proteine ​​e minerali che aiutano a tamponare l’acidità di stomaco. Inoltre, la componente di fibre del fieno influisce sulla velocità con cui l’NSC raggiunge l’intestino tenue e viene assorbito. Lo zucchero delle zollette si dissolve rapidamente: ciò significa che lo zucchero verrà probabilmente assorbito relativamente presto dopo essere stato somministrato. Tutto questo rende potenzialmente più probabile che causi un picco di glucosio nel sangue rispetto all’NSC contenuto nel fieno.

Se ipotizziamo che un cavallo di circa 550 kg mangi il 2% del suo peso corporeo come sostanza secca dal fieno al giorno, e che il fieno contenga il 10% di umidità e il 10% di carboidrati su base di sostanza secca, questo cavallo sta consumando 1.090 grammi di NSC (amido e zuccheri semplici) al giorno. Una zolletta di zucchero puro, che pesa circa 4 grammi, è saccarosio al 100%.

Le famose caramelle alla menta piperita rotonde hanno una composizione di tre pezzi del peso di circa 15 grammi e, di questi, tra 8 e 10 grammi sono zucchero. I tradizionali bastoncini di zucchero alla menta piperita sono più pesanti, 18 grammi, e forniscono circa 12-14 grammi di zucchero. Si può vedere che, nel contesto della dieta quotidiana del cavallo di cui sopra, si tratta di piccole assunzioni di zucchero. È assai improbabile che tre o quattro zollette di zucchero possano causare un picco significativo di glucosio in un cavallo sano. La ricerca sull’uomo mostra che i tessuti nelle persone resistenti all’insulina sono più sensibili all’insulina dopo l’esercizio fisico. I cavalli potrebbero invece essere in grado di gestire meglio lo zucchero contenuto negli snacks se assunto subito dopo il lavoro. Un solo bastoncino di zucchero o qualche caramella alla menta difficilmente avranno un impatto significativo sull’organismo di un cavallo sano, ma vale anche in questo caso il vecchio adagio secondo il quale “il troppo stroppia”.

(29 marzo 2025) © L. Badulescu; rev. B.S. – fonte principale: https://thehorse.com; riproduzione riservata; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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