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Anche il sistema di giudizio del dressage è al centro di indagini

Il sistema di giudizio del dressage al centro di numerose polemiche
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27 agosto 2024 #News

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Nei mesi precedenti i Giochi Olimpici di Parigi 2024, i giudici delle riprese di dressage a livello internazionale (Grand Prix) sono stati oggetto di critiche aspre e diffuse. Sui social, in particolare, sono stati spesso accusati di favorire i “grandi nomi” della disciplina o di non prestare sufficiente attenzione alle linee guida di giudizio pubblicate dalla Federazione Equestre Internazionale ed ai segnali di possibile disagio nei cavalli. 

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L’anno scorso, l’accademica olandese Inga Wolframm e l’informatico tedesco Daniel Göhlen hanno condotto ciascuno uno studio sulle scorciatoie e sui pregiudizi cognitivi adottati dai giudici di dressage. Sebbene le loro analisi abbiano entrambe evidenziato un’influenza significativa di fattori come la gara in casa o, per un cavaliere, la presenza di un connazionale nella giuria, i loro risultati differiscono ampiamente. Per la Wolframm la conclusione è semplice: il sistema attuale chiede ai giudici di fare niente meno che l’impossibile.

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Inga Wolframm è docente di Equitazione Sostenibile presso l’Università di Scienze Applicate Van Hall Larenstein di Utrecht (NED) e ricercatrice esterna affiliata al Dipartimento di scienze cliniche della Facoltà di medicina veterinaria. In uno studio condotto lo scorso mese (luglio 2024) la Wolframm ha esaminato il comportamento di analisi (visiva) dei giudici di dressage a diversi livelli di competenza durante la valutazione dei binomi nei Grand Prix. 

Hanno partecipato allo studio venti giudici (11 di livello base, 9 di livello avanzato): sono stati registrati i loro movimenti oculari tramite Tobii Fusion Eyetracker mentre valutavano i video dei test di dressage. Le metriche di fissazione, ovvero durata totale della fissazione (TDF), durata media della fissazione (ADF) e numero totale di fissazioni (TNF), sono state analizzate in quattro Aree di interesse (AOI): anteriore, posteriore, cavaliere e arti del cavallo. L’analisi statistica ha utilizzato modelli lineari a effetti misti. 

I risultati hanno dimostrato che i giudici si sono costantemente concentrati di più sulla parte anteriore del corpo del cavallo, con ulteriori differenze nella durata e nella frequenza della fissazione basate sull’esperienza del giudice e su movimenti specifici. I giudici di livello avanzato si sono concentrati di più sugli arti dei cavalli, il che suggerisce che abbiano tratto significato da aree specifiche indicative della qualità della prestazione. Al contempo, è emerso come giudici di livello base si siano concentrati di più sul cavaliere, riflettendo diverse priorità di valutazione a livelli inferiori dello sport. Questi risultati suggeriscono che i giudici si concentrano su un numero limitato di aree altamente rilevanti, che differiscono a seconda dei movimenti e dei livelli di competenza. Lo studio sottolinea la necessità di comprendere sia il comportamento dello sguardo dei giudici sia le successive interpretazioni delle informazioni visive per aumentare la trasparenza del giudizio, l’equità ed il benessere equino.

L’IDOC, l’International Dressage Officials Club, e Daniel Göhlen, l’uomo fondatore dell’azienda che ha sviluppato la soluzione di giudizio senza carta nel Dressage, hanno inoltre realizzato, già nel 2021, nuovi strumenti di formazione e istruzione online per i giudici di dressage in tutto il mondo. Lo scopo di questa collaborazione è stato quello di offrire congiuntamente servizi per tutti i giudici di dressage aspiranti o attivi per beneficiare di innovative possibilità di istruzione. I giudici di dressage in qualsiasi parte del mondo possono ora partecipare a webinar online interattivi e fare pratica giudicando gli stessi concorrenti da remoto.

Nonostante la sua struttura rigorosa, il sistema di giudizio nel dressage non è esente da critiche. Alcuni atleti e allenatori sostengono che le differenze di giudizio tra i vari giudici possono portare a risultati incoerenti. L’interpretazione soggettiva delle prove, unita alla variabilità delle situazioni e delle condizioni di gara, rappresenta una sfida sia per i cavalieri sia per gli stessi giudici. Purtroppo, siamo esseri umani: differentemente da altre discipline in cui esistono parametri oggettivamente diversi, il giudizio dei risultati nel dressage è inevitabilmente connesso ai bias cognitivi, ben noti in psicologia cognitiva: rappresentano una distorsione del ragionamento e dell’analisi inevitabilmente condizionata dal preconcetto o dal pregiudizio esperienziale, la quale conduce ad errori di valutazione o a mancanza di oggettività nel giudizio… vale in ogni ambito, non solo equestre.

Congiuntamente, queste analisi non sono solo critiche: hanno di mira l’impegno per trovare/mantenere il sistema di giudizio giusto ed accurato e promettono di elevare ulteriormente la qualità delle prestazioni per garantire un futuro roseo a tutti coloro che amano questa disciplina equestre, ad ogni livello.

© L. Ruffino; rev. B.S. – Riproduzione Riservata; fonti: researchgate.net idc.me; foto: © Victoria Max-Theurer (AUT) in sella ad Abegglen FH NRW durante il Grand Prix Freestyle al Chateau de Versailles per i Paris 2024 Olympic Games © FEI/Benjamin Clark

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Redazione EQIN
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