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Architettura e design equestri: spazi che diventano realtà artistica

Architettura e design per le strutture equestri: sogni che diventano realtà 6
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12 giugno 2020 #focus

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Numerosi elementi contribuiscono a definire gli sport equestri. Oltre alla centrale relazione tra uomo e animale, caso unico per lo sport, si aggiungono altri importanti aspetti nel definire la qualità vera dell’andare a cavallo; tra questi, non da ultimo, lo spazio in cui si pratica e si vive questa attività, sia ludica che agonistica, è di particolare rilevanza.

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Suddiviso tra esercizio all’aperto (outdoor) e al coperto (indoor), lo sport equestre condivide con pochi altri una notevole complessità di dimensioni. Per questo motivo non ci sono molti dubbi che l’elemento architettonico possa fare la differenza nel realizzare una scuderia all’insegna dell’efficienza funzionale e, last but not least, del gusto estetico.

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Architettura e design per le strutture equestri: sogni che diventano realtà 5

© Francisco Mangado / archdaily.com/

In un passato non troppo lontano, gli edifici dedicati ai cavalli erano un ulteriore ed importante elemento per lo sfoggio del lusso dei palazzi nobiliari, strutture che via via hanno assunto forme artistiche che, nel tempo, si sono poi facilmente prestate alla conversione in spazi abitativi o espositivi: un esempio sono le scuderie della Villa Reale di Milano – detta anche Villa di Belgiojoso in nome dell’omonimo conte che ne decise la costruzione a fine ‘700 – ora utilizzate come Padiglione della Galleria d’Arte Moderna (GAM), che conserva ed espone la più importante collezione lombarda di opere dell’Ottocento.

Architettura e design equestri: spazi che diventano realtà

gam-milano.com/it/la-villa/storia/

Sempre a Milano, è un caso quello delle Scuderie de Montel, complesso liberty che, dopo aver perso l’originaria funzione ed essere caduto in fatiscenza, sta attirando le attenzioni degli architetti per una riqualificazione sito termale. Certo è che l’eccezionalità di esempi come questi pone anzitutto in luce come una scuderia possa essere – e pure diventare – molto altro da un semplice impianto sportivo…

Architettura e design per le strutture equestri: sogni che diventano realtà

Milano – Area Scuderie del Montel – cr. milanocittastato.it

Tra la ricercatezza artistica ed il tratto spartano che caratterizza l’architettura della maggior parte dei centri equestri si può infatti trovare un compromesso. Questo indirizzo lo si intravede già in alcune costruzioni recenti, tese a sintetizzare a livello architettonico la filosofia equestre. Le scuderie di Nacho Figueras, campione argentino di polo, sebbene rappresentino ancora un’eccezione, sono state costruite all’insegna del legame dei binomi che la vivono: in cemento e legno locale, con una capienza per 44 cavalli e un’area di 3600 mq., la struttura riprede le linee essenziali della funzionalità e, allo stesso tempo, si confonde in parte col tappeto erboso, creando così una continuità armonica con l’adiacente arena da polo. Anche in questo caso, spazio interno ed esterno sono posti in dialogo. Si tratta pertanto di un progetto innovativo che è arrivato alla presentazione alla Biennale di Architettura di Venezia del 2016. Come sostenuto dagli stessi progettisti, Juan Ignacio Ramos e Ignacio Ramos: “una connessione molto speciale ed intima si instaura tra i cavalli e gli uomini che li nutrono e li allenano. Disegnare queste scuderie come lo spazio che contiene e nutre questa relazione è stato il nostro obiettivo”.

Architettura e design per le strutture equestri: sogni che diventano realtà 1

ramosarq.com/

Sempre dall’America latina, questa volta dal Messico, arriva un’altra soluzione indirizzata all’armonia con il paesaggio e volta all’ecosostenibilità. In questo caso la miscela degli architetti di “Arquitectura Para Todos” è di muri a secco, legno locale, pannelli solari e led.

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“Arquitectura Para Todos”

Spostandoci sul vecchio continente, pur rimanendo in ambito ispanofono, si può apprezzare a Zenot, nel nord della Spagna, il “Centro Hípico de Alto Rendimiento de Doma Clásica”, opera dello studio di architettura di Francisco Mangado. Il centro, adibito all’allevamento e alla doma, segue invece le linee dell’edilizia della Navarra: “l’idea di chiarezza e di potere architettonico presenti negli insediamenti adiacenti è sempre stata presente nel progetto”. Così viene descritto l’imponente complesso, nel quale si è cercato il connubio tra “grandi spazi di intrattenimento e altri più modesti di carattere domestico”.

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Indoor Centro Hípico de Alto Rendimiento de Doma Clásica

Un forte contrasto tra tradizione e modernità è invece il caso della scuderia dedicata al polo di Chengdu in Cina (Equestrian Center in Luxelakes Eco-City / Chengdu Wide Horizon Investment Group).

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Equestrian Center in Luxelakes Eco-City / Chengdu

Tra l’uso del laterizio locale per i box dei cavalli e la gigantesca tensostruttura che copre i campi gara si è cercato di puntare sullo stupore dell’effetto visivo; anche questo è un elemento che dovrebbe essere parte integrante degli obiettivi di un centro equestre dedicato alle manifestazioni sportive.

Seppur non indispensabile, la raffinatezza architettonica può costituire un valore aggiunto e un elemento di concreta attrattiva per le strutture, le quali devono indubbiamente cercare di esprimere quel che si pratica: sostanzialmente, uno sport fondato sulla grazia e l’armonia dei movimenti, caratteri che l’architettura mirata degli impianti può solo accentuare e valorizzare pienamente.

© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; in copertina © Francisco Mangado / archdaily.com/

 

 

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