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Bambini nello Spettro Autistico: il ruolo dei cavalli è sempre più importante

Bambini nello Spettro Autistico: il ruolo dei cavalli sempre più importante
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Sempre maggiori e certificati sono gli effetti positivi dell’ippoterapia coadiuvante anche per bambini con Disturbo dello Spettro Autistico e altre condizioni simili: il cavallo diviene il mezzo con il quale il paziente affronta, e spessa supera, i propri deficit.

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Ippoterapia deriva dal greco “Hippos- cavallo” e “Therapeia – cura”, ed è l’insieme delle discipline mediche che, con l’ausilio del cavallo, mirano a migliorare lo stato di salute dei pazienti. E’ considerata una terapia integrale perché influenza positivamente lo sviluppo cognitivo, fisico, emotivo, sociale e occupazionale. Il fatto che sia benefica in così tanti aspetti, la rende uno strumento molto utile per migliorare la qualità della vita delle persone disabili.

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Poiché è praticata in uno specifico ambiente ed in determinate condizioni per i pazienti con disabilità motorie o intellettuali, la terapia equina richiede una preparazione speciale da parte dei professionisti che la praticano poiché, oltre a conoscere bene i cavalli, devono avere una preparazione in fisioterapia, psicologia e pedagogia. L’equitazione terapeutica, o terapia equina, è stata praticata per secoli. In effetti, nella Grecia classica si consigliava di cavalcare un cavallo come metodo per prevenire e curare vari disturbi del corpo e della mente.

Come sappiamo oggi, l’ippoterapia fu introdotta negli Stati Uniti e in Canada dopo il 1950. Nel 1969 fu creato il primo centro specializzato in terapia equestre e nello stesso anno nacque NARHA, l’associazione che coordina e riconosce ufficialmente queste terapie. L’ippoterapia consiste nella realizzazione di esercizi fisioterapici su base neurofisiologica con e sul cavallo; cerca di ottimizzare alcuni dei benefici medici della terapia equina nell’ambito fisico, come la trasmissione del calore corporeo del cavallo alla persona, gli impulsi ritmici e il movimento tridimensionale.

In Italia ebbe origine nel 1975 con la dottoressa Danièle Nicolas Citterio, una psicologa francese che fondò l’ANIRE dando vita alla riabilitazione equestre come forma di terapia per dare benefici nell’ambito neuro-motorio e dello sviluppo delle abilità relazionali dei soggetti disabili. La sua terapia toccava aspetti importanti come l’autostima, la fiducia e la gratificazione incentivata dalla relazione uomo-animale. Si è cominciato quindi ad usare l’ippoterapia in Italia inizialmente come sostegno alle cure tradizionali per problemi neuro-motori e di tipo psico-motorio, e in seguito in situazioni quali autismo, traumi gravi, paralisi cerebrale infantile, sindrome di Down, disturbi del linguaggio e del comportamento.

Le attività che questo tipo di terapia prevede in Italia si basano sulla cura della relazione col cavallo e con l’ambiente, un corretto approccio al cavallo e la conduzione dell’animale. Tutto questo viene poi sviluppato in modo naturale a seconda delle capacità e delle situazioni individuali. I benefici dell’ippoterapia sono svariati e derivano da tanti fattori. Un esempio possono essere le emozioni intense suscitate dal cavallo, animale estremamente sensibile, e quelle generate dall’ambiente stesso del maneggio. Questo prevede occasioni di socializzazione e cooperazione, ma richiede anche il rispetto di regole di sicurezza e di norme di convivenza.

Inoltre si tratta di un ambiente di per sé stimolante per gli elementi olfattivi, visivi, sonori così caratteristici e particolari che offre. Non è poi da trascurare il fatto che i maneggi siano solitamente collocati in zone verdi: consentono in questo modo anche un contatto diretto con la natura grazie alla loro dislocazione. L’ippoterapia si prefigge inoltre come scopo quello di migliorare il tono muscolare, l’equilibrio e la coordinazione neuro-motoria dei praticanti. Attua anche miglioramenti funzionali psichici e motori mediante gli stimoli determinati dall’interazione uomo/cavallo sia a livello neuro-motorio che neuro-psicologico.

La terapia con i cavalli è raccomandata per le persone con disabilità psichiche, fisiche o sensoriali, per le persone con disturbi psicologici, linguistici o di apprendimento e anche per le persone con problemi di emarginazione o disadattamento sociale. Può essere utilizzata da adulti e bambini, anche nella stimolazione precoce. A livello fisiologico il cavallo trasmette al nostro corpo calore che aiuta a rilassare muscoli e legamenti, e il flusso sanguigno dell’animale stimola il sistema circolatorio. D’altra parte il cavallo trasmette impulsi ritmici alla cintura pelvica, alla colonna vertebrale e alle gambe del cavaliere, fornendo stimoli in grado di regolare il tono muscolare e la coordinazione. La marcia del cavallo trasmette anche un modello di locomozione tridimensionale e un senso di movimento e slancio in avanti.

Riassumendo, i benefici fisici della terapia equina comprendono lo sviluppo del tono muscolare, facendo lavorare diversi muscoli contemporaneamente, aumentando la forza, la resistenza, l’equilibrio, il coordinamento e migliorando le capacità motorie. Per quanto riguarda i suoi benefici psicologici, la terapia equina consente di associare sensazioni fisiche a nuove reazioni psicologiche in relazione a se stessi e all’ambiente. Quasi tutte queste sensazioni sono legate all’area psico-affettiva, ma anche alla stimolazione cognitiva e all’espressività. In questo senso, la terapia equina aumenta l’autostima e la sicurezza, promuove l’autonomia e l’autocontrollo, migliora la comunicazione, la concentrazione, l’attenzione e sviluppa il rispetto per gli animali.

Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) dell’American Psychiatric Association, il Disturbo dello Spettro Autistico (dall’inglese “Autism Spectrum Disorders”, ASD) è una condizione neurologica complessa caratterizzata da una variazione significativa nello schema di comportamento e nell’interazione sociale. Le persone con ASD possono manifestare difficoltà nella comunicazione sociale, comportamenti ripetitivi o interessi ristretti e, talvolta, sensibilità sensoriali atipiche. La definizione di “spettro” riflette la vasta gamma di sintomi e livelli di gravità che possono essere presenti in individui con questa condizione.

Il Disturbo dello Spettro Autistico può essere accompagnato da altri disturbi o condizioni mediche, e può coesistere con disabilità intellettive o disturbi del linguaggio, che vanno da difficoltà di linguaggio e comunicazione verbale fino a mutismo selettivo. Le capacità adattive possono essere significativamente compromesse, influenzando l’autonomia e la qualità della vita delle persone affette. L’ippoterapia è una forma di terapia che utilizza il movimento del cavallo come strumento terapeutico per migliorare la funzione neurologica, l’elaborazione sensoriale e una serie di abilità motorie e cognitive. In un certo senso il cavallo diventa un vero e proprio terapeuta e, attraverso la sua presenza e la sua indole, può riuscire ad instaurare nell’individuo un legame che va oltre ogni aspettativa.

Questa forma di terapia è stata utilizzata per trattare una vasta gamma di condizioni, tra cui disabilità neurologiche come paralisi cerebrale, sclerosi multipla e autismo, oltre a disturbi comportamentali e psichiatrici. L’ippoterapia è una forma di terapia che coinvolge l’interazione con il cavallo sotto la guida di un professionista sanitario qualificato e si declina in diverse aree di lavoro e programmi (https://www.equestrianinsights.it/ippoterapia-cavalli-ci-aiutano/ ). A livello fisico/sensoriale aiuta a migliorare la postura, la forza muscolare, l’equilibrio e la coordinazione: uno dei principali vantaggi dell’ippoterapia, infatti, è la sua capacità di fornire input sensoriali e motori unici attraverso il movimento ritmico e tridimensionale del cavallo, il che può aiutare a migliorare l’orientamento spaziale, la percezione del corpo e la regolazione sensoriale.

Uno dei principali vantaggi è il contatto diretto e la relazione che si sviluppa tra il bambino e il cavallo durante le sessioni di terapia. Questo contatto può promuovere un senso di fiducia, sicurezza e benessere emotivo nel bambino, creando un ambiente terapeutico favorevole alla crescita e al miglioramento. Ciò può aiutare a ridurre lo stress, l’ansia e aumentare la motivazione, offrendo un’opportunità più unica che rara per esprimere emozioni, comunicare e sviluppare le capacità sociali e di interazione. Alcune delle attività che possono aiutare i ragazzi con ASD ad avvicinarsi a questo sport, che sia in un’ottica di piacere o in un’ottica terapeutica, sono:

  1. Montare in sella: il primo vero approccio all’animale è la sella; avvicinarsi ad un animale così grande essendo consapevoli della sua altezza è il primo passo per stabilire una connessione importante. I bambini possono essere incoraggiati a montare il cavallo e a praticare movimenti come trotto, passo e galoppo; questo aiuta a stimolare il coraggio e la fiducia reciproca con l’animale.
  2. Esercizi terapeutici: Una volta in sella si possono progettare esercizi specifici per indirizzare le esigenze individuali del bambino, come esercizi per migliorare la postura, la coordinazione motoria o l’attenzione. Gli esercizi possono incorporare giochi e attività educative durante le sessioni di ippoterapia per rendere l’esperienza più coinvolgente e stimolante per il bambino. Ad esempio, possono essere utilizzati giochi di abilità, labirinti o attività di associazione per migliorare le capacità cognitive e la risoluzione dei problemi. Questi esercizi possono essere eseguiti mentre si è a cavallo o durante altre attività di interazione con il cavallo, come vedremo di seguito.
  3. Attività di grooming: Questo è forse il momento più intimo che si viene a creare fra uomo e cavallo e riguarda tutte quelle attività che racchiudono la cura del cavallo, come spazzolare il manto, pulire gli zoccoli e pettinare la criniera e la coda. Questo non solo aiuta a sviluppare abilità motorie fini, ma anche a promuovere il senso di responsabilità e la connessione emotiva con l’animale.
  4. Esperienze sensoriali: L’ambiente naturale e l’interazione con il cavallo offrono molte opportunità per esperienze sensoriali ricche. I bambini possono essere incoraggiati ad esplorare i diversi suoni, odori e sensazioni tattili associati al cavallo e all’ambiente circostante, contribuendo così a migliorare la regolazione sensoriale e l’attenzione.

L’ippoterapia coinvolge diversi professionisti sanitari opportunamente formati sull’uso terapeutico del cavallo; tra questi professionisti ci sono medici, fisioterapisti, psicomotricisti, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva e psicologi. Questi professionisti collaborano in equipe multidisciplinari per garantire un trattamento completo e personalizzato per ciascun individuo che partecipa all’ippoterapia. La formazione specifica sull’uso terapeutico del cavallo è essenziale per assicurare la sicurezza e l’efficacia del trattamento, poiché coinvolge l’interazione con un animale vivente e imprevedibile.

La competenza e l’esperienza di questi professionisti sono fondamentali per fornire un ambiente terapeutico sicuro, guidare in modo appropriato le attività e valutare i progressi del paziente nel corso del trattamento. Nella terapia con i cavalli è prevista la presenza di personale qualificato costituito da psicologi e fisioterapisti, affiancati a istruttori di equitazione  che favoriscono la relazione con l’animale mettendo l’utente sempre in condizioni di sicurezza.

Naturalmente anche gli animali coinvolti nella riabilitazione equestre devono essere adatti allo scopo e vanno scelti accuratamente. Le attività assistite dagli equini sono considerate una pratica riabilitativa innovativa adatta ai bambini con disturbi del neurosviluppo, tra cui l’autismo. L’interazione con un cavallo è in grado di promuovere rapporti sociali e comportamenti comunicativi nei bambini affetti da autismo, con effetti correlati al sesso e all’età. Le attività con i cavalli – in grado di stimolare i domini fisici, sociali e cognitivi e svolte all’aperto – hanno un grande potenziale per essere ben integrate nel piano di riabilitazione generale dei bambini con disturbo dello spettro autistico.

(02/03/2025) © L. Badulescu – riproduzione riservata; fonti principali: horsetalk.co.nz; sunrisemedical.it; psicologiadellosport.it; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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