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EQUESTRIAN INSIGHTS Salute e benessere del cavallo

Benessere del cavallo e regolamenti: proviamo a fare un po’ di chiarezza

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02 giugno 2017 #focus

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Sempre più spesso, fortunatamente, leggiamo di benessere del cavallo, un argomento per molti versi complesso sul quale si concentrano e si scontrano molteplice teorie, visioni e regolamenti. Una notizia che ha attirato l’attenzione di molti media di settore nei giorni scorsi è quella riguardante il divieto ai cavalieri tedeschi e internazionali, nell’ambito delle competizioni in Germania, di tagliare le vibrisse e i peli delle orecchie del cavallo. Una norma che non è affatto una novità, essendo in vigore, in realtà, dal lontano 1998 (paragrafo 6 della legge tedesca per la protezione e benessere degli animali): recentemente la Germania ha voluto solamente ribadire e riportare all’attenzione sulla norma tutti i cavalieri iscritti ai concorsi nel territorio tedesco. Norme così specifiche attirano sempre l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati, così come fu nel caso del divieto di utilizzo delle redini di ritorno, questa volta in Svizzera, dove, secondo l’articolo 7.9, paragrafo 3 del regolamento di Salto Ostacoli Svizzero, “le redini di ritorno sono proibite in tutte le prove, nella fase di riscaldamento e durante la premiazione” (+ info: clicca qui).

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A regolamenti molti precisi ed esaustivi, come il “2017 Equine Prohibited substances list” redatto dalla FEI che elenca nello specifico tutte le sostanze cui è vietata la somministrazione ai cavalli sportivi iscritti alle diverse Federazioni europee di Sport Equestri (+info: clicca qui), si affiancano normative molto più vaghe, soggettivamente interpretabili e certamente non dettagliate. È il caso del Codice di Condotta FEI per la tutela del cavallo (clicca qui), adottato anche dalla Federazione Italiana Sport Equestri che all’articolo 142, “Abuse of Horses”, recita quanto segue:

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  1. CODICE DI CONDOTTA FEI PER IL BENESSERE DEL CAVALLO

La FISE, in quanto rappresentante per l’Italia della Federazione Equestre Internazionale (FEI) riconosce ed adotta il Codice di Condotta FEI per il Benessere del Cavallo (Allegato “I”). Tutti gli Ufficiali di Gara e gli iscritti FISE sono tenuti ad osservare e far rispettare i pertinenti Regolamenti FISE e in particolare quanto disposto a favore della tutela del cavallo. Gli Istruttori e Tecnici FISE sono responsabili del fatto che la comprovata competenza dei concorrenti è un fattore essenziale nella tutela del benessere del cavallo.

  1. CONCETTO DI ABUSO

Nessuno può abusare di un Cavallo nel corso di una manifestazione FISE o in qualsiasi altra occasione. Il termine “abuso” indica qualsiasi azione od omissione (dolosa o colposa) che causa o può causare dolore o disagio non necessario a un cavallo, compresi ma non limitati i seguenti comportamenti:

  1. Frustare o percuotere in modo eccessivo un cavallo;
  2. Sottomettere un cavallo a un qualsiasi tipo di apparecchiatura che produca scosse elettriche;
  3. Utilizzare gli speroni in modo eccessivo o in modo ostinato;
  4. Strattonare con violenza la bocca del Cavallo, col morso o altra apparecchiatura;
  5. Gareggiare con un cavallo esausto, affetto da zoppia o ferito;
  6. Malmenare un cavallo;
  7. Sensibilizzare o desensibilizzare in modo anomalo qualsiasi parte di un cavallo;
  8. Utilizzare strumenti, equipaggiamenti o procedure in grado di causare dolore eccessivo al cavallo in caso di abbattimento di un ostacolo;
  9. Lasciare un cavallo senza cibo, acqua o esercizio adeguati;
  10. Immobilizzare o isolare un cavallo per lunghi periodi impedendone i più elementari movimenti.

(estratto tratto da pag. 50 del Regolamento Veterinario FISE in vigore dal 30 settembre 2015: clicca qui). A determinare il carattere piuttosto vago di tale regolamento è proprio il “compresi ma non limitati” che lascia aperta e indefinita la lista dei comportamenti vietati perché considerati concretamente abuso nei confronti del cavallo. Non possiamo non rimanere veramente allibiti di fronte alla definizione fornita da tale regolamento al concetto di abuso, indicato come “qualsiasi azione od omissione (dolosa o colposa) che causa o può causare dolore o disagio non necessario a un cavallo”: quando il dolore e il disagio sono necessari a un cavallo? E, soprattutto, chi può stabilire la presenza o l’assenza di tale assurda necessità?

Queste semplici domande individuano alcuni grandi limiti dei regolamenti sul benessere del cavallo, poiché il carattere aperto delle indicazioni, che dà spazio all’interpretazione soggettiva, limite di innumerevoli norme giuridiche nei più svariati ambiti, non definisce in modo univoco e preciso il confine tra lavoro e costrizione, tra benessere e maltrattamento.

Nel 2015 FISE, CONI, Ministero della Salute e Comitato Italiano Paralimpico hanno lavorato ad una pubblicazione molto interessante intitolata “Principi di Tutela e di Gestione degli Equidi”, costituito dal “Codice per la tutela e la gestione degli equidi” del Ministero della Salute, i Principi fondamentali dell’addestramento del cavallo promossi dall’International Society for Equitation Science, il“Regolamento FISE per la tutela del cavallo sportivo”  e da un estratto del Codice Penale – libro secondo, titolo IX-Bis – dei delitti contro il sentimento per gli animali (clicca qui). Si tratta di un manuale dall’indice molto dettagliato, contenente linee guida sul benessere equino in diversi ambiti, dalla stabulazione all’alimentazione, passando per la detenzione all’aperto fino all’allenamento, per arrivare (a pag. 48 nel capitolo a cura della FISE sulla tutela dei cavalli sportivi), ad un breve elenco di comportamenti vietati: tra questi spicca proprio il divieto di privare questi animali dei peli tattili. Quindi, la domanda sorge spontanea, anche in Italia è vietato tagliare questi particolari peli, oppure è solamente vietato estirparli del tutto? La mancanza di chiarezza la fa ancora da padrone.

Nel 2016 il Ministero della Salute ha pubblicato un nuovo opuscolo dei Principi di tutela e gestione degli equidi (clicca qui), questa volta, almeno non esplicitamente, senza la collaborazione di FISE e CONI, nel quale sono scomparsi i capitoli dedicati al Codice Penale e al Cavallo Sportivo: inoltre il manuale sopra citato non sembra essere stato aggiornato. Sarà ancora valido? Difficile scoprirlo. Purtroppo in un’era dove gli estremi e gli eccessi sono dietro l’angolo, dove le informazioni piovono dalla rete da fonti più o meno affidabili, dove le false notizie sono all’ordine del giorno e la qualità dell’informazione è sempre più scarsa, questo carattere impreciso e poco schematico delle norme ufficiali sul Benessere equino certamente non aiuta a compiere quel passo in più di tutela nei confronti di questi fedeli animali. Il lavoro da fare è ancora tanto, quel che già esiste è già un punto di partenza, ma non possiamo certo dire di essere a buon punto…

© D.M. – Riproduzione riservata; foto copertina ©A.Benna

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