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Buffe tipologie di proprietari di cavalli in attività nelle scuderie

Buffe tipologie di proprietari di cavalli in attività nelle scuderie
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16 novembre 2020 #equestrians

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Per la serie il mondo è bello perché è vario: possiamo ritrovare in tutte le comunità che si rispettino, grandi o piccole che siano, determinati individui con comportamenti stereotipabili e dunque individuare questi topoi sociali è interessante quanto divertente!

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Ad esempio, in qualsivoglia gruppo di persone non mancano mai il leader, il pessimista, il disordinato, il maniaco dell’ordine, l’attaccabrighe ecc.. Anche nel mondo equestre possiamo ritrovare proprietari di cavalli che si rifanno a determinati stereotipi, soggetti che in qualsiasi circolo ippico non possono mancare: leggendo, pensate se riconoscete alcune tipologie, per la vostra esperienza, e fateci sapere! Stiamo raccogliendo contributi anche da parte vostra! info@equestrianinsights.it

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PS: procederemo poi ad individuare le categorie presenti anche tra gli addetti ai lavori! Per ora partiamo dagli utenti del mondo equestre!

  1. L’ipocondriaco: proprietario che vede un caso clinico anche nella puntura di un tafano. Non fa altro che ispezionare in maniera maniacale il proprio equide (abitudine sacrosanta, per carità… ma a tutto c’è un limite!), alla ricerca di un motivo per chiamare il veterinario o palesare le sue preoccupazioni, nel frattempo sfibrando l’intero maneggio. Il cavallo ha un bolla, evidente puntura d’insetto: per lui è l’inizio di una dermatite o, peggio reazione allergica con shock anafilattico; il cavallo starnutisce o tossisce, una volta: per lui sarà una rinopolmonite; ha qualche ragade: ecco, s’infetterà per sempre e diventerà zoppo cronico… e cosi via..
  2. Quelli delLibro della Lamentazioni” (con “L” maiuscola): sembra che l’hobby principale di questi proprietari non sia tanto il montare a cavallo, quanto l’arrivare in scuderia per trovare una ragione di doglianza, qualsiasi essa sia. La lamentela ha un valore tale per la quale tutto il resto per loro non conta più… Il problema “tipo” da individuare per questi soggetti varia: dalla pietanza che ieri è stata somministrata alle 12.05 rispetto ad oggi che, invece, erano le 12.35; dallo stage in corso che crea “confusione”; dal cavallo trovato ancora a paddock – quando alle 14.00 doveva rientrare, non si sa bene perché – allo stesso che si trova in box, quando doveva essere ancora fuori (13.55); dal cavallo “nervoso” a terra (“qualcosa sarà successo di sicuro!”), alle lezioni troppo numerose: eh sì, erano 3 i presenti (alla fine costoro non montano proprio, preferiscono continuare a lamentarsi).
  3. L’ossessivo compulsivo: i suoi finimenti sono impeccabilmente puliti, il suo cassone non può nemmeno definirsi tale  – sembra una libreria; il suo cavallo è SEMPRE il più pulito e toelettato dell’intera scuderia; lui NON TOLLERA gli stivali sporchi, difatti li protegge se li indossa fintantoché non sale in sella… non fate l’errore di chiedergli qualcosa in prestito, o meglio, fatelo pure: è probabile che ve la regalerà, piuttosto di vederla tornare “rovinata”…
  4. Il collezionista di cavalli: proprietario di tre, quattro cavalli, uno per ogni categoria e disciplina (tutta invidia la nostra!). Onnipresente seppur non professionista; montare a cavallo diventa / è per lui un secondo lavoro, specie se non ha il groom personale; li prepara in fretta e furia uno dopo l’altro per cercare di non arrivare a montare col buio, specie in autunno/inverno; chiede aiuto a destra e a manca per passeggiare un cavallo dopo una doccia, o se il cavallo è sudato, o per finire di sellare quell’altro; quando accade che debba condividere gli spazi comuni in scuderia, è irascibile e impaziente con chiunque gli occupi la postazione ai due venti o al lavaggio – certo, lui ne ha tanti, e non ha tempo da perdere.
  5. Montare a cavallo? Per costui è un giro in giostra, puro, semplice ed esclusivo divertimento (e guai se non è così); si presenta al maneggio una tantum e monta il suo cavallo sfinendolo; la sua attività ludica è prioritaria, viene anche prima del benessere dell’equide; quest’ultimo, il più delle volte, è un soggetto troppo buono: quasi mai è uno di quei cavalli che se stanno fermi un sol giorno si trasformano in demoni con gli occhi fuori dalle orbite…
  6. La madre o il padre mancato: tratta il cavallo come un figlio, ci parla, lo rimprovera, ci gioca, lo stra-vizia, lo lascia libero come se fosse un bambino, si fa mordicchiare, spingere, senza prestare minima attenzione alla sicurezza – propria e degli altri – e alla diversità di linguaggio intraspecifico. Costoro non sanno che mostri stanno creando…
  7. Cavallo “in leasing”: è da annoverare tra quelli che cambiano equide ogni sei mesi, o almeno una volta l’anno: non perché stanno crescendo agonisticamente, ma perché… non gli va più bene, non “gli si confà”! Pur non avendo chissà quali ambizioni con il loro (ennesimo!) cavallo, oggi oggettivamente ingranato (sì, alla fine questo tipo di “cavaliere” ce l’ha fatta a rovinare anche l’ultimo soggetto acquistato). Invece di lavorare per risolvere il problema, lo cambia, un’altra volta, e spesso pure con l’appoggio dell’intera scuderia; senza pensare che, se la cosa si ripete con una frequenza importante, è il soggetto umano ad essere… inadatto (per essere gentili!).
  8. Proprietario alla moda. Arriva sempre in scuderia con un finimento, delle stinchiere o una copertina all’ultimo grido, ha una collezione di set coordinati, guai al mondo se non si monta in tinta! Sta infatti bene attento che il suo vestiario si abbini a come vestirà il cavallo, nei propri social network quando posta una sua foto a cavallo tagga qualsiasi azienda del pianeta che abbia anche solo lontanamente a che fare con i cavalli. E’ l’apparenza che conta.
  9. Lo “scaricabarile“: “oddio, anche oggi proprio non riesco a venire a montare, lo muovi tu?” (istruttore o amico)… si connette direttamente al successivo punto 10.
  10. Quello sempre in emergenza: attenzione, attenzione, fate largo! Costui ha spesso anche un cavallo con problemi psichici (e lui è ormai una specie di stantman) o quel puledro che monta in realtà è sdomo – comprato in origine dal vicino di casa di SUO CUGGGINO – e lui non pensa neanche lontanamente di fargli fare un percorso di formazione o rieducazione… Dunque, al suo sporadico ingresso mette in crisi tutti i presenti in campo, anche i più rodati: normalmente frequenta una tantum, ma quando decide di farlo son dolori per tutti…
  11. Proprietario esigentissssssssimo ma sempre “a corto”. Normalmente è una “qualità” che va di pari passo con la tipologia indicata precedentemente al punto 2: sempre pronti a urlare in faccia a tutti “IO PAGO e dunque pretendo”, poi, alla fine, son quelli troppo spesso morosi o comunque sempre in grave ritardo coi pagamenti della pensione. Inoltre, se solo si prova a proporgli: per i problemi tuoi o del tuo cavallo dovresti a) montare di più, seguito da istruttori e non di testa tua; b) fare pure qualche lezione individuale c) chiamare il veterinario se pensi che il cavallo non stia del tutto bene d) chiamare un osteopata se pensi che abbia problemi alla schiena e) ferrarlo più spesso e confrontarsi con maniscalco e veterinario f) far montare il tuo cavallo quando tu non ci sei/non puoi; g) fare qualche approfondimento specifico di horsemanship se hai dei problemi personali (solo tu, gli altri no) di gestione del tuo equide da terra. Tutto questo, anche per singoli punti, ha ovviamente un costo (aggiuntivo), ergo…
  12. Proprietario (da illo tempore, di più cavalli, monta da anni) che accampa ogni scusa possibile per non dover salire in sella… da riconoscere un suo profondo disagio. Eh, ce ne sono comunque molti: montano se e solo se la congiunzione astrale è favorevole – idem l’umore, proprio e del cavallo – se lo spazio aereo intorno è stato bloccato (no fly zone), se non c’è troppa gente in campo (2 non di più), se può montare (solo) in indoor, se non fa troppo freddo o troppo caldo, se non piove, se non c’è anche Caio, se non ha la cervicale – che anche oggi lo fa impazzire -, se il cavallo non ha fatto un’ora di corda prima, ecc. ecc. ec…
  13. L’Agonista “de core”: se non ha concorsi in programma, non va in scuderia / non monta: non ha “tempo da perdere” o “ha altro da fare”. ecco, diciamolo… costui ha capito davvero “tutto”! E l’istruttore serio non sa proprio come dirglielo, di darsi… al tennis.

© S. Scatolini Modigliani, rev. B.S. – riproduzione riservata; foto in copertina: © EqIn

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