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Carla Chiusano: quando la passione per gli animali incontra l’Arte

Carla Chiusano: quando la passione per gli animali incontra l’Arte
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24 settembre 2020 #focus

Carla Chiusano, artista, famosa per i suoi quadri ritraenti animali, è nata a Torino; ha viaggiato in giro per il mondo ma alla fine è tornata nella sua terra madre; ha trascorso molti anni a Londra, Rio de Janeiro, Roma e Ginevra. Attualmente risiede e lavora a Milano. Inizia a dipingere nel 2007 privilegiando l’astrattismo, per poi scoprire l’espressività animale. Utilizza prevalentemente la pittura ad olio, tecnica che predilige per lavorare, in infinite varianti, sulle strategie cromatiche.

Iniziamo da un tratto essenziale della sua opera. Arte e animali. Si tratta di un connubio che esiste da millenni. Per l’uomo antico, raffigurare la fauna era un bisogno fondamentale legato al rapporto tra preda ed essere umano. Lei è un’artista contemporanea che interpreta lo stesso bisogno di un rapporto così forte tra la sua arte e gli animali.
Nel mondo moderno, per un’artista moderna come lei, dipingere animali significa recuperare qualcosa di essenziale e importante rispetto alla vita di ogni giorno?

Per me l’animale è un essenza, non ha nessun genere di contaminazione dovuto a società, educazione, rappresenta ciò che è più intimo e più puro. L’anima traspare dagli occhi, infatti i miei animali possiedono tutti degli occhi importanti che ti guardano anche se solitamente in natura, ad eccezione del cane, nessun animale ti guarda negli occhi; lo sguardo diretto è sempre una sfida. Questo connubio con l’animale mi era venuto durante un viaggio molti anni fa in Africa dove, durante la notte, si sentivano solo i rumori degli animali…si risveglia tutto e ritengo che sia una cosa che entra nell’anima. Quando dipingevo solo per me lo facevo disegnando animali che potessero rappresentare la forza. Nell’ultima mostra che ho fatto a Bruxelles su bandiere e animali, l’animale rappresentava la propria identità: l’autenticità di ciò che si è ed il mai rinnegare ciò che siamo, soprattutto in questo mondo globale ovvero fatto di tante identità. Il messaggio che voleva dare questa mostra, ovvero il senso globale, penso che dopo il Covid si sia rafforzato molto.

So che lei è torinese di nascita. In che luoghi ha vissuto successivamente? Il rapporto tra la sua arte e gli animali è stato condizionato dai luoghi in cui ha vissuto?

Si, ho vissuto in Brasile, a Roma, in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Francia e successivamente a 22 anni sono tornata in Italia ma l’animale mi ha sempre seguito perché è sempre stato per me il modo più sano di interpretare le emozioni poiché non è malizioso, ritengo che nel mondo animale non esista un sentimento che non sia nobile. Nel mondo animale c’è una grande fierezza di quello che si è, la legge della giungla è la cosa che funziona meglio in natura, se non ci fossimo noi a rovinarlo l’ecosistema sarebbe perfetto.

L’ispirazione per i suoi dipinti è astratta o reale? Mi spiego meglio, i suoi soggetti provengono dal mondo reale?

Sono tutti animali realissimi, prima utilizzavo i libri di animali mentre ora utilizzo molto anche internet, parto da una fotografia per poi integrare altri particolari.

Restiamo sempre sul tema del rapporto tra la sua opera ed il mondo reale. Uno dei suoi soggetti ricorrenti è il cavallo. Ha mai praticato equitazione?

Si, quando ero ragazzina e vivevo in Inghilterra i miei genitori mi hanno mandato quindici giorni in una scuderia a pulire i cavalli, poi è emersa la mia paura per gli animali e non essendo a mio agio ho smesso, mi dava fastidio anche sapere che le briglie, gli speroni e il morso potevano provocare dei dolori ai cavalli, i cavalli mi piacciono liberi. Prima ritenevo che fosse utile montare a cavallo perché era utilizzato nell’antichità come mezzo di locomozione e come aiuto nei campi, ora non ne vedo più l’utilità. È bellissimo vedere il legame che si crea tra il cavallo e il cavaliere. Perché si nota la fusione che avviene fra di loro.

Tra gli eventi più importanti dell’ultimo periodo ho notato la mostra “Celebrating Diversity” a Bruxelles. Qui il tema degli animali si incrocia con le bandiere e con le diverse identità europee e mondiali. Qual è il filo conduttore che lega l’espressività animale al concetto delle nazioni?

L’animale è la tua identità, è riconoscibile ovunque in qualsiasi contesto tu voglia. Ritengo che il più grande regalo che una persona possa fare per il Paese in cui è in visita sia condividere la propria cultura.

Carla Chiusano: quando la passione per gli animali incontra l’Arte 1

Fra le bellissime “vignette” dell’artista torinese ne abbiamo trovato una a tema equestre (polo) – VALET SERVICE: CORINNE SCHULER-VOITH St. Moritz 2014 Bulgari Partycm © carlachiusano.com

© Olivia Belloli; riproduzione riservata; foto in copertina: “cavallo”, olio si tela 126×120 (anno opera: 2016) cm © carlachiusano.com

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Redazione EQIN
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