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Coronavirus: avremmo bisogno tutti del dottor Peyo, il cavallo taumaturgico

Coronavirus: avremmo bisogno tutti del dottor Peyo, il cavallo taumaturgico
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1° aprile 2020

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Peyo non è un normale cavallo impiegato nelle discipline equestri e non è nemmeno un cavallo semplicemente in pensione, o attivo nella pet therapy: perché, se anche in effetti comunque si tratta di quest’ultima pratica, Peyo, a modo suo, è unico, e a oggi è nientemeno che… un medico.

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Nelle case di riposo e negli ospedali francesi Peyo è ormai una star. Il proprietario di questo fantastico cavallo è Hassen Bouchakour, artista e cavaliere di fama internazionale che oggi viaggia per la Francia con il suo amico “a quattro zampe” andando a fare visita ai pazienti in pediatria, nelle unità di cure palliative, in psichiatria e nei reparti dove si cura l’Alzheimer. Peyo fa visita anche agli anziani e ai bambini in pericolo di vita per portare gioia e serenità, almeno per un attimo, nelle loro vite. Pur essendo (solo) un cavallo, Peyo è ormai diventato a tutti gli effetti parte delle equipe di diversi ospedali, riuscendo a farsi amare anche dai medici, specie a fronte dei grandi riscontri positivi in fatto di qualità della vita percepita dai pazienti ospiti, anche nei casi veramente gravi.

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Il protocollo sanitario per l’accesso di questo equide in cliniche e ospedali è molto rigoroso: prima di incontrare i pazienti, Peyo viene intrecciato, il suo corpo viene coperto con una lozione antisettica e quindi con una coperta. Il cavallo gira per le strutture sanitarie senza problemi, prendendo addirittura anche l’ascensore se necessario.

Tutto ciò che Peyo ha imparato gli è stato insegnato in tre anni di duro lavoro dal suo proprietario, Hassen, che gli ha fatto imparare come controllare il suo equilibrio psichico in ambienti anomali ed ignoti (desensibilizzandolo) abituandosi pure a molto rumore. Ogni paziente che incontra Peyo sfodera un sorriso, sente un’emozione: la sua capacità di intratternersi con gli uomini, specie con quelli gravemente malati – che lui subito individua, e verso i quali in primis rivolge le sue attenzione, ha un qualcosa di incredibile… ma è reale.

Anche in Italia, forse, in questo momento avremmo bisogno di un dottor Peyo per quelle molte persone che sono sole in ospedale, soprattutto a fronte del fatto che i loro cari non possono nemmeno andare a fargli visita: i cavalli, come i cani, non veicolano il virus, ma tanta, tanta umanità. Sarebbe bello avere un dottor Peyo in ogni ospedale, che allievi il dolore e porti un momento di serenità, con grandi emozioni.

© Olivia Belloli; riproduzione riservata;

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Redazione EQIN
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