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Cuori che battono all’unisono: è realtà la sincronia fisiologica cavallo-cavaliere

Cuori che battono all’unisono: è realtà la sincronia fisiologica cavallo-cavaliere
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Identifichiamo e abbiamo identificato da sempre nel cuore, “semplice” organo muscolare che funziona come una pompa assicurando la circolazione del sangue in tutto il corpo, la sede di ogni emozione (nostra o di altri esseri viventi), sia linguisticamente (“ha un gran cuore”, solo per portare un esempio), sia attraverso altre forme d’espressione esclusivamente umane (passando dai film, arte, letteratura, ecc.). Non c’è un motivo preciso, in realtà, per privilegiare questo organo (che tra i molti, ma mai da solo, è certamente essenziale, “vitale” per davvero, calato però nella splendida architettura biologica di un “corpo che vive” insieme ad altri organi che parimenti cooperano all’esistenza di quel corpo). Ossia, per averne fatto il luogo simbolico eletto come sede di ogni passione umana; sarà perché batte, si fa sentire, e non sempre allo stesso modo, nel bene e nel male…. La scienza oggi mostra che nelle relazioni positive di connessione, anche con i cavalli, una qualche ragione, effettivamente, c’è. Grazie a L. Badulescu e L. Ruffino per il pezzo che segue, che approfondisce e fa il punto su ciò che qui, come premessa, si è solo tentato di anticipare per importanza (B.S.).

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Cuori che battono all’unisono: è realtà la sincronia fisiologica cavallo-cavaliere 1

La vicinanza del cavaliere al cavallo comporta una sintonia dei parametri vitali di entrambi, lo dimostra la scienza. L’intima connessione e la comunione di intenti sono basilari per questo peculiare rapporto, che ben conoscono coloro che vivono il mondo equestre. Non raramente, quando l’uomo e il cavallo interagiscono, i loro cuori battono all’unisono, perfettamente sincronizzati: capita, anche tra esseri umani! Numerosi studi nel campo della psico-fisiologia e della biologia comportamentale hanno dimostrato che la sincronizzazione dei battiti cardiaci è una manifestazione di reale empatia, attaccamento emotivo e comunicazione efficace.

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Quando l’essere umano e il cavallo interagiscono per davvero, i loro cuori possono battere all’unisono, creando una vera e propria sincronia fisiologica. Questa osservazione nasce da studi scientifici che hanno esplorato le dinamiche di interazione tra cavalli e cavalieri, evidenziando come la vicinanza e l’impegno emotivo possano influenzare i parametri vitali di entrambi. La semplice presenza di un cavaliere che “abbia un senso” vicino a un cavallo può indurre una sincronizzazione nei ritmi cardiaci, riflettendo un livello profondo di comunicazione non verbale, qualora sussista empatia tra i due. “Sembra che durante l’interazione accada “qualcosa” nell’organismo del cavallo e dell’essere umano dovuto proprio alla qualità di tale interazione e che questo “qualcosa” sia misurabile” (cit. dott. P. Baragli).

Numerosi studi nel campo della psico-fisiologia e della biologia comportamentale hanno dimostrato che la sincronizzazione dei battiti cardiaci tra due individui può essere una manifestazione di empatia, attaccamento e comunicazione efficace. Ad esempio, la ricerca condotta da Palumbo et al. (2017) ha evidenziato come la sincronizzazione dei ritmi cardiaci possa verificarsi in contesti di interazione sociale, specialmente quando i soggetti condividono un’emozione positiva o un’intenzione comune. Nel caso specifico tra uomo e animale, studi recenti hanno dimostrato che l’interazione emotiva può indurre una sincronizzazione dei parametri fisiologici, come il battito cardiaco e la respirazione. Questo fenomeno, spesso chiamato “co-regolazione fisiologica“, indica come i sistemi autonomi di due soggetti possano influenzarsi reciprocamente, favorendo un senso di connessione e di reciproca comprensione.

La sincronizzazione cardiaca tra cavallo e cavaliere può essere spiegata attraverso i meccanismi di comunicazione non verbale e di feedback sensoriale. Durante l’interazione, segnali come il linguaggio del corpo, le espressioni facciali, il tono di voce e persino i movimenti respiratori si integrano e influenzano i sistemi autonomi di entrambi.

La presenza di sensori indossabili, come quelli utilizzati negli studi dell’Università di Pisa, ha permesso di misurare con precisione questa dinamica, rilevando come i parametri fisiologici si avvicinino o si allineino in presenza di contatto e di un’interazione empatica. Alla base della tecnica utilizzata a Pisa ci sono sensori integrati all’interno di tessuti con cui realizzare capi fatti poi indossare a cavalli ed esseri umani durante la sperimentazione: una fascia toracica per i primi e una maglietta per i secondi. E’ interessante notare il cambiamento dei battiti del cuore in tre situazioni diverse. Nella prima situazione i soggetti esaminati non avevano alcun tipo di contatto; nella seconda la persona era seduta e il cavallo era libero di annusarlo e avvicinarsi; nella terza il soggetto umano si avvicinava all’animale per spazzolarlo.

È stato osservato che, sia nella seconda fase che nella terza, i parametri fisiologici dei due soggetti in esame, l’uomo e il cavallo, si sincronizzavano come se i loro cuori battessero all’unisono. Per creare questa connessione è fondamentale che il cavaliere dimostri autenticità nella comunicazione, imparando a interpretare i segnali dell’animale e adattando il proprio atteggiamento. Gli studi scientifici hanno evidenziato come i loro ritmi cardiaci possano sincronizzarsi durante un’interazione emotiva. Questa armonia di ritmi cardiaci a è una manifestazione fisica del legame che si crea e dimostra come il cavallo percepisca e rifletta lo stato d’animo del cavaliere, richiedendo autenticità e reciproca comprensione.

L’aspetto fondamentale di questa sincronizzazione risiede nella qualità dell’interazione emotiva. La ricerca indica che l’autenticità, la capacità di interpretare i segnali dell’animale e di rispondere in modo coerente, giocano un ruolo cruciale. Quando il cavaliere si mostra autentico e empatico, il cavallo percepisce questa sincerità, adattando a sua volta il proprio stato emotivo e fisiologico. Questo processo di co-regolazione, come descritto da Feldman (2012), favorisce l’instaurarsi di un legame di attaccamento sicuro, rafforzando la comunicazione non verbale e la sincronizzazione dei parametri vitali.

Gli studi sperimentali condotti anche in Italia, presso l’Università di Pisa (etologi Elisabetta Palagi del Museo di Storia Naturale e Paolo Baragli del dipartimento Scienze Veterinarie con i bioingegneri Enzo Pasquale Scilingo e Antonio Lanatà) e da altri centri di ricerca hanno mostrato che, in situazioni di interazione come il contatto visivo, l’olfatto e il contatto fisico, la frequenza cardiaca del cavallo e del cavaliere tende a convergere. In particolare, nelle fasi di avvicinamento, come durante il grooming (spazzolare o coccolare l’animale), questa convergenza diventa più evidente. La presenza di una chiara sincronizzazione dei battiti cardiaci rappresenta un indicatore di empatia e di una comunicazione efficace, che supera il semplice linguaggio verbale.

La relazione tra uomo e cavallo si fonda non solo su aspetti pratici e tecnici, ma anche su una profonda connessione emotiva e fisiologica. La sincronizzazione dei cuori, supportata da evidenze scientifiche, testimonia come il legame tra cavaliere e animale possa essere percepito a livello biologico e psicologico. Questo fenomeno sottolinea l’importanza di un’interazione autentica, basata sulla comprensione reciproca e sulla capacità di leggere e rispondere ai segnali emotivi dell’altro, facilitando così un rapporto di fiducia e di armonia tra i due esseri viventi.

© L.R. – L.B.; Riproduzione Riservata; fonti principali: heartline.com; unipi.it; pubmed.ncbi.nl; lifegate.it; foto: all © EqIn

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Redazione EQIN
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