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Deceduto in Argentina l’uomo che aveva contratto l’Encefalite Equina Occidentale

Deceduto in Argentina l’uomo che aveva contratto l’Encefalite Equina Occidentale
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03 gennaio 2024 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Dopo 20 anni dall’ultima segnalazione in Argentina, il primo uomo positivo ai test per l’Encefalite Equina Occidentale è deceduto nella notte del 31 dicembre.

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I virus dell’Encefalite Equina Orientale (WEE), Occidentale (EEE) e Venezuelana (EEV), appartengono alla famiglia Togaviridae, ed al genere Alphavirus, si distinguono in base alla loro distribuzione geografica predominante ed al loro ecosistema. Le zanzare sono i vettori biologici delle encefalomieliti, ma non si esclude che altri insetti ematologi possano avere la stessa funzione.

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L’Encefalopatia Equina Occidentale è stata descritta per la prima volta nel 1847, ma il virus fu isolato in California solo nel 1930 dal cervello di un cavallo. Il ciclo biologico coinvolge da un lato gli uccelli che presentano alti titoli viramici e dall’altro zanzare della specie Culex tarsalis e Aedes dorsalis. Il virus è stato isolato anche da roditori, serpenti e rane; mentre uomini ed equini sono ospiti terminali. 

La WEE si osserva nei cavalli 2-3 settimane prima che si verifichi nell’uomo, anche in questo caso i cavalli sono da considerarsi animali sentinella. In questi ultimi, il periodo di incubazione ha la durata di 1-3 settimane e solo una percentuale degli animali infetti manifesta sintomi nervosi, che appaiono solo quando sia la febbre che la viremia non sono più presenti. I sintomi nei cavalli sono: inquietudine, incoordinazione dei movimenti, sonnolenza, perdita del senso di orientamento, tendenza ad appoggiare la testa su qualsiasi supporto ed infine paralisi. 

La morte si verifica nelle 48-72 ore successiva alla comparsa dei sintomi nervosi, e la letalità tra gli animali con sintomatologia nervosa è approssivamente del 25% e solo occasionalmente può raggiungere il 50%.

Il Ministero della Salute argentino aveva riferito che erano stati ottenuti risultati positivi per l’Encefalite Equina Occidentale (WEE) in un paziente umano residente nel dipartimento di General Obligado, provincia di Santa Fe, dove il Servizio Sanitario Nazionale e Qualità Agroalimentare (Senasa) aveva precedentemente registrato casi della malattia negli equini. 

Si è trattato del primo caso nell’uomo, dopo più di due decenni, poiché gli ultimi rilevamenti in Argentina risalgono al 1983 e al 1996. L’allarme epidemiologico emesso dal Ministero della Salute il 28 novembre, sulla base della comparsa di casi negli equini, ha avviato la sorveglianza epidemiologica negli esseri umani, dichiarando l’emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale.

La diagnosi è stata ottenuta dai campioni inviati dall’ospedale pubblico Olga Stucky di Rizzi, Reconquista, dove il paziente deceduto era in cura. In questo contesto, il caso è stato trattato come sospetto a causa dei sintomi che presentava e della storia di residenza in una regione dove erano stati confermati casi negli equini. Le condizioni dell’agricoltore di 66 anni, affetto da altre patologie, si sono aggravate negli ultimi giorni del 2023, per poi mancare nella notte del 30 dicembre.

In seguito, la provincia di Santa Fe ha emesso un nuovo allarme dichiarando che al 31 dicembre sono 12 i casi umani positivi al virus dell’Encefalite Equina Occidentale, di cui 7 sono stati dimessi dalle strutture ospedaliere mentre 4 sono ancora ricoverati. L’ultimo bollettino epidemiologico del Ministero della Salute nazionale ha confermato che: “tutte le persone diagnosticate positive hanno richiesto l’ospedalizzazione”. 

L’encefalite equina occidentale è una malattia causata da un virus che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette che agiscono come vettori, principalmente nelle zone rurali. A seguito della rilevazione del virus nei cavalli, segnalata dal Senasa il 25 novembre, il Ministero della Salute ha attivato l’Allerta Epidemiologica su tutto il Paese per individuare, attraverso la sorveglianza epidemiologica, possibili casi nell’uomo.

E’ del 30 dicembre la notizia, sempre diffusa dal Ministero della Salute argentino, che sono stati riscontrati dei positivi alla WEE anche nelle provincie di: Buenos Aires, Catamarca, Chaco, Corrientes, Córdoba, Santa Fe, Entre Ríos, Formosa, Santiago del Estero, Río Negro, La Pampa, San Luis, Salta e La Rioja. Finora sono stati confermati un totale di 1.193 equini positivi, con 34 diagnosi di laboratorio e 1.159 per diagnosi clinica. 

L’Encefalite Equina Occidentale nell’uomo ha un periodo di incubazione da 2 a 10 giorni. La maggior parte dei casi è asintomatica o presenta sintomi lievi con febbre, affaticamento, dolore muscolare e disagio generale che si risolvono spontaneamente in 7-10 giorni. La sanificazione ambientale è raccomandata come misura preventiva per prevenire la diffusione delle zanzare, e per proteggere le persone che lavorano o vivono vicino a luoghi dove sono ospitati i cavalli. 

© L. Ruffino – riproduzione riservata; Fonti: https://www.argentina.gob.ar/senasa; https://news.agrofy.com.ar/noticia/207905/murio-primera-persona-encefalomielitis-equina-y-hay-12-casos-confirmados; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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