“Di tutti i colori”? No, se si scelgono i cavalli in base al mantello, anche per adozioni
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Futuri proprietari che scelgono i cavalli in base al colore del mantello, anche se si tratta di adozioni? Purtroppo, pare proprio di sì. Due recenti studi statunitensi che hanno esaminato domande di adozione hanno rilevato che pure coloro che vogliono adottare un mustang pretendono di sceglierlo in base al colore del mantello. In più, un sondaggio su larga scala rileva che molte persone pur con reddito e situazione personale complessiva più che adatta all’adozione di un cavallo, non ci pensano proprio.
Quando si pensa agli americani e ai cavalli, subito nel nostro immaginario si stagliano immense praterie e branchi di cavalli liberi, al galoppo verso l’orizzonte. Sia chiaro, non che si tratti di un’immagine così tanto lontana dalla realtà, ma, di certo, rispetto a questo idillio, vi sono anche molte zone grigie, con controllo delle mandrie e necessità di adozione dei soggetti nati liberi. Stando agli ultimi dati in nostro possesso, gli Stati Uniti vedono attualmente la presenza di circa 72.000 Mustang, ma secondo il BLM (Bureau of Land Management), solo circa 27.000 cavalli, in teoria, possono vivere in buona salute negli spazi loro dedicati e riservati. Così, 47.000 di questi cavalli selvaggi sono in attesa, collocati in rifugi dove sono registrati, accuditi e nutriti in attesa di una possibile adozione. Con questi numeri, le adozioni si stanno rivelando fondamentali per tenere sotto controllo la popolazione di equidi selvaggi.
Condotti da Jill Stowe, PhD, professore di economia agraria all’Università del Kentucky, questi due studi vanno sicuramente a rilevare dei dettagli inaspettati e anche un po’ sconcertanti.
Il primo articolo, scritto in collaborazione con Kathryn Bender, PhD, professore di economia ambientale al Allegheny College Center for Business and Economics, e pubblicato su Sustainability nel 2019, punta ad indagare quali siano le caratteristiche dei cavalli selvaggi più desiderate da chi ne vuole adottare uno. Il secondo pezzo, scritto in collaborazione con la studentessa di UK Equine Science and Management Hannah White, è attualmente in fase di revisione per la pubblicazione ed esplora le caratteristiche delle persone che hanno maggiori probabilità di adottare cavalli selvaggi.
Bender e Stowe, per il loro studio, hanno utilizzato i dati raccolti dalle aste online BLM tenutesi da novembre 2012 a novembre 2014. Gli autori hanno sviluppato due modelli: uno in grado di prevedere la probabilità di adozione e l’altro di stimare la disponibilità a pagare degli adottanti per le diverse caratteristiche del cavallo.
I risultati della prima parte dello studio hanno evidenziato che entrano in gioco varie dinamiche quando un cavallo selvaggio viene venduto attraverso un’asta online. Ad esempio, i cavalli più anziani hanno meno probabilità di essere adottati, così come quelli nati in cattività e quelli che hanno trascorso un periodo più lungo con l’uomo. Tuttavia, le possibilità di adozione si alzano poi ulteriormente nel caso in cui il soggetto in questione abbia avuto un po’ di fortuna da parte della genetica: in pratica, più il mantello è di particolari colorazioni (palomino, pinto…) più è probabile che il cavallo venga adottato.
Per quanto riguarda la seconda parte, secondo quanto riportato da Stowe, quando un cavallo ha 3 anni gli adottanti sono disposti a pagare quasi il 40% in più per un pinto e circa il 20% in più per un colore più chiaro, come ad esempio il palomino.
Gli adottanti inoltre mostrano interesse nel pagare almeno il 55% in più per un cavallo selvaggio con addestramento da sella, ma quasi il 20% in meno per un cavallo nato in cattività e quindi abituato all’essere umano.
Il secondo studio, quello condotto da Stowe e White, è invece un sondaggio riguardante le caratteristiche di chi adotterebbe un cavallo selvaggio. Su quasi 2.250 risposte utilizzabili, meno del 10% non aveva mai adottato un cavallo selvaggio e nemmeno intende prendere in considerazione l’idea.
Nessuna delle altre caratteristiche dell’adottante, come l’età, il sesso, il reddito o lo stato di residenza, ha influenzato sulla disponibilità a pagare per un cavallo. L’intervistato medio era disposto a pagare circa $125 per un cavallo selvaggio non addestrato, poco meno di $300 per un cavallo che aveva ricevuto un addestramento di base a mano e quasi $415 per uno con addestramento da sella.
Stowe ha affermato che i risultati di questi documenti possono essere utilizzati da BLM per selezionare gli animali da rendere disponibili per l’adozione. Componenti chiave per l’adozione, quindi, sono: l’età, l’addestramento ed il colore del mantello.
Di fatto, è triste che anche per quanto riguarda le adozioni si vadano a cercare soggetti in base all’estetica e non principalmente in base al carattere e propensioni. In realtà, ammettiamolo: è proprio desolante anche solo il fatto che l’estetica sia un fattore chiave nelle adozioni!
L’età, alla fine, è importante: un cavallo giovane e uno anziano, che siano addestrati o meno, richiedono diversi tipi di gestione e spese. L’addestramento stesso può essere un costo non indifferente e quindi è giusto considerarlo come un fattore più o meno determinante in base alle proprie possibilità. Ma l’estetica ed il mantello di un cavallo non possono essere davvero così importanti. Dov’è finita la volontà primaria di scoprire un animale incredibile? Perché non adottare un cavallo che semplicemente ne ha bisogno, non perché è pinto o morello? C’è davvero, intorno a noi, così tanta superficialità?
© M. Vettori – riproduzione riservata; fonte principale: horsetalk.co.nz in collaborazione con University of Kentucky College of Agriculture, Food and Environment;



















