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EHV/Rinopolmonite: negli USA stanziati ben 2 milioni di dollari per la ricerca di un nuovo vaccino

EHV/Rinopolmonite: negli USA stanziati ben 2 milioni di dollari per la ricerca di un nuovo vaccino
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Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Non si ferma la lotta alla rinopolmonite (EHV): negli Stati Uniti il dottor John Ballantyne, proprietario di cavalli, assieme alla Fargo-Moorhead Area Foundation, un’associazione no profit, ha stanziato ben due milioni di dollari per la ricerca di un vaccino a base di acido nucleico per combattere l’herpesvirus equino. La Grayson-Jockey Club Foundation si è offerta di fare ricerca con un approccio polivalente contro le diverse varianti del virus.

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E’ cosa nota che il mondo dei cavalli tema fortemente il verificarsi di un’altra epidemia, soprattutto a seguito del grave focolaio scoppiato a Valencia la scorsa primavera che ha investito mezza Europa, causando ben 18 decessi e bloccando per mesi l’intero mondo sportivo equestre. Dall’America, dove la malattia è presente da anni senza soluzione di continuità, arrivano due buone notizie, a conferma del continuo investimento per gli studi atti a conoscere e quindi combattere al meglio l’equine herpes virus.

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Ricordiamo che, sebbene ad oggi non esistano vaccini in grado di proteggere dalla forma più grave, quella neurologica, del virus, vaccinare i cavalli contro la rinopolmonite è comunque sempre raccomandato per combattere la diffusione della malattia, indipendentemente dal fatto che i cavalli partecipino a competizioni ed entrino o meno in contatto con altri cavalli.

Grazie a questa importante donazione i ricercatori avranno la possibilità di proseguire gli studi e di condurre esperimenti in vivo in merito ad un nuovo vaccino. È fortemente incoraggiata anche la collaborazione tra specialisti di equini e studiosi di altri campi, inclusi esperti di vaccini umani: la Grayson-Jockey Club Research Foundation ha lanciato un invito formale a presentare proposte di ricerca incentrate su EHV-1, EHV-3 ed EHV-4, con un approccio multivalente o panvalente. Questa ricerca durerà dai tre ai quattro anni e vedrà il coinvolgimento di più progetti.

Il presidente della Fondazione Dell Hancock ha affermato che il comitato consultivo per la ricerca non vede l’ora di vedere quali proposte verranno presentate. “Questo finanziamento consentirà a Grayson di continuare nel suo impegno nel finanziare una ricerca fondamentale per i cavalli”.

Le domande per accedere al finanziamento devono essere presentate entro il 1° ottobre 2022 su grayson-jockeyclub.org.

I cavalli possono tra loro trasmettere l’herpesvirus tramite le vie respiratorie e le secrezioni nasali, ma anche indirettamente, attraverso il contatto con superfici infette. Il virus trasmesso per via aerea può diffondersi fino a due chilometri, a seconda delle condizioni ambientali, e può essere facilmente trasmesso tra i cavalli che sono a stretto contatto, in scuderia, durante la partecipazione ad eventi, l’allenamento in gruppo, o tra cavalli vaccinati e non vaccinati che vivono nello stesso luogo. Quasi un terzo dei cavalli che contraggono la forma neurologica della malattia muoiono, o le loro condizioni diventano cosi precarie e gravi da costringere i veterinari a praticare l’eutanasia. La seconda buona notizia riguarda nuovi risultati raggiunti dal team di ricerca formato da Van Crombrugge, Emma Vanbeylen, Jolien Van Cleemput, Wim Van den Broeck, Kathlyn Laval e Hans Nauwynck , che ha scoperto come i cavalli possano essere più facilmente infettati dall’herpesvirus se contraggono malattie respiratorie date da batteri come lo Staphylococcus aureus o il Bordetella bronchiseptica a causa delle endotossine prodotte da questi ultimi. Le condizioni ambientali sono un altro elemento che aumenta la sensibilità all’herpesvirus: i pollini e le micotossine aiutano il virus a raggiungere i recettori.

I ricercatori sottolineano come questo studio possa aiutare i veterinari che oggi hanno così la possibilità di prevenire, almeno in parte, le infezioni da herpesvirus negli equini, controllando le condizioni ambientali che favoriscono quei batteri che a loro volta facilitano la contaminazione virale per EHV, cercando quindi di curare con terapia antimicrobica i cavalli al primo insorgere/palesarsi di queste specifiche infezioni batteriche.

Bibliografia: Van Crombrugge, E.; Vanbeylen, E.; Van Cleemput, J.; Van den Broeck, W.; Laval, K.; Nauwynck, “H. Bacterial Toxins from Staphylococcus aureus and Bordetella bronchiseptica Predispose the Horse’s Respiratory Tract to Equine Herpesvirus Type 1 Infection”. Viruses 2022, 14, 149. https://doi.org/10.3390/v14010149

(17 gennaio 2022) © E. Mercuri; rev. B.S.; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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