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Fattorie del sangue: l’Islanda costretta ad adeguarsi alla normativa europea

Fattorie del sangue: l’Islanda costretta ad adeguarsi alla normativa europea
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10 ottobre 2023 #news

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Il governo islandese ha risposto alla lettera di avvertimento di ESA, l’Autorità di vigilanza sull’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) revocando anticipatamente il “Regolamento sulle aziende di produzione di sangue”. Il regolamento era stato emanato nell’agosto 2022 per tre anni ed era quindi valido fino al 2025.

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E’ stato revocato in anticipo grazie all’intervento dell’ESA che si era mossa formalmente verso l’Islanda lo scorso maggio, a seguito di un reclamo ufficiale presentato dalla rete europea di 17 associazioni guidate da Animal Welfare Foundation / Tierschutzbund Zürich (AWF|TSB) e da Eurogroup for Animals, e in cui IHP rappresenta l’Italia.

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Le associazioni hanno condotto una lunga inchiesta sul campo e hanno presentato una denuncia all’ESA. In particolare le associazioni hanno dimostrato (anche con foto e video) che per la produzione dell’ormone PMSG – impiegato nella produzione di farmaci da somministrare negli allevamenti intensivi per massimizzare la produzione di carne aumentando e controllando la fertilità delle madri – le cavalle in Islanda subiscono violenze, ferite, traumi ripetuti. Inoltre, la quantità di sangue raccolta (5 litri a settimana per due mesi, pari a circa il 15-20 % del loro volume sanguigno) supera qualsiasi linea guida internazionale esistente in materia.

Nel nostro reclamo si sottolineava che l’Islanda non applica correttamente la legislazione europea in materia di protezione degli animali utilizzati a fini scientifici: in particolare, l’Islanda non rispetta il principio comunitario delle 3 R (Replace, Reduce, Refine ovvero sostituzione, affinamento e riduzione) secondo il quale, ove possibile, gli esperimenti sugli animali devono essere sostituiti da metodi alternativi – spiega il presidente di IHP, Sonny Richichi -. Nel caso del PMSG le alternative esistono e quindi la legge europea delle 3R può essere rispettata: i produttori di carne possono contare su una serie di metodi di allevamento diversi e su medicinali sintetici autorizzati”.

ESA ha dato ragione alle associazioni, annunciando una procedura di infrazione e di fatto costringendo l’Islanda a dare l’unica risposta possibile, ovvero quella di adeguarsi e cancellare il proprio regolamento fatto ad hoc. Dal primo novembre 2023 si applicherà la Direttiva UE 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, essendo l’Islanda nell’area dello Spazio economico europeo (SEE). Da un punto di vista legale, i campioni di sangue prelevati per la produzione di farmaci sono classificati come esperimenti sugli animali: nessuno Stato membro del SEE può approvare progetti come il prelievo di sangue prima che sia stata effettuata una valutazione completa sulle alternative, sui metodi e sulla sofferenza. L’inchiesta delle associazioni e l’entrata in vigore della Direttiva hanno messo l’Islanda con le spalle al muro. Questo potrebbe concretamente significare la fine delle fattorie del sangue in Islanda.

La direttiva europea stabilisce che gli animali possono essere utilizzati per scopi scientifici e per la produzione di farmaci solo se non esistono alternative“, conclude Richichi. “Gli allevamenti di sangue non sono più giustificati perché esistono numerose alternative all’uso del PMSG. Grazie ad un lavoro serio condotto in coordinamento con le principali associazioni attive in Europa per la tutela degli animali, siamo riusciti a far muovere le istituzioni comunitarie. E’ un primo passo, ma importante. Speriamo che la fine delle fattorie del sangue in Islanda sia vicina“.

© Comunicato Stampa IHP; foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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