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Il celebre cavallo “bianco” di Napoleone era grigio!

Il celebre cavallo "bianco" di Napoleone era grigio!
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Dietro questo indovinello per bambini si cela la storia di un binomio che è diventato famoso fino ai giorni nostri. Il cavallo Marengo (circa 1793–1831) era il prediletto cavallo da guerra di Napoleone Bonaparte. Prese il nome in ricordo della battaglia nell’alessandrino, durante la seconda campagna d’Italia nel 14 giugno 1800, attraverso la quale condusse incolume il proprio cavaliere.

Come noi equestri ben sappiamo il cosiddetto cavallo bianco di Napoleone in realtà è grigio, come viene raffigurato nel quadro di Jacques Louis David nell’atto di impennarsi, opera che è diventata il simbolo del mito di Napoleone. Il condottiero francese fu sempre amante dei cavalli, prediligendo la razza araba per diversi motivi, tra i quali l’agilità, la fierezza ma soprattutto le dimensioni contenute. Napoleone era alto 1.68 mt, quindi per lui montare cavalli troppo alti era difficoltoso.

Nelle sue scuderie prima da Console e poi da Imperatore Napoleone aveva un parco cavalli privato di oltre 100 esemplari, ma di questi solo uno lo accompagnò nei più duri ed atroci campi di battaglia: Marengo. Marengo era un purosangue arabo alto 1,43 mt acquistato durante la Campagna d’Egitto del 1799 nelle famose scuderie di Al Nusiri, all’età di 6 anni. Fin da subito si dimostrò docile, coraggioso e tenace.

Il suo nome deriva dalla battaglia di Marengo, una delle vittorie più strepitose della carriera di Napoleone dove il 14 Giugno del 1800, avvenne lo scontro decisivo con gli Austriaci, che sconfitti, cedettero gran parte dell’Italia Settentrionale. Marengo partecipò a numerose campagne e battaglie, e fu ferito per ben 8 volte affrontando le battaglie di Austerlitz, Jena, Wagram e Waterloo.

Partecipò anche alla durissima campagna di Russia, sopravvivendo al gelo della steppa dimostrando ancora una volta la sua resistenza. Era accanto a Napoleone anche nella sconfitta definitiva a Waterloo, dove fu catturato dai britannici e portato a Londra come trofeo di guerra. Morì alla veneranda età di 38 anni, dopo aver passato gran parte della sua pensione nelle scuderie Angerstein dei granatieri britannici. Addirittura, post mortem – durante un’ispezione – venne asportata una pallottola che gli si era incastrata nell’osso della coda. Il suo scheletro è oggi esposto al National Army Museum di Londra, come simbolo del coraggio, della forza e della fedeltà di questi incredibili animali

(04 aprile 2024) © F. Poggi – riproduzione riservata;

Redazione EQIN
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