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Imboccature e bit fitting: quando a cuore vi è il benessere del cavallo

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04 aprile 2017

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In commercio non esiste solamente una svariata moltitudine di imboccature, ma anche un’ampia gamma di opzioni e varianti delle stesse: come individuare quella che più si confà al binomio? Focus sul bit fitting.

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L’imboccatura è uno strumento di guida e di direzione/controllo, ed è tra i più importanti vettori di comunicazione tra cavallo e cavaliere. Principalmente, essa è composta dal cannone (chiamato boccale nel caso specifico dei morsi), che corrisponde a quanto fisicamente viene collocato in bocca al cavallo. Il cannone è solitamente connesso tramite anelli alle redini, le quali permettono alle mani del cavaliere di esercitare azione sulla bocca del cavallo.

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Tra le innumerevoli imboccature in commercio, si possono principalmente distinguere due importanti grandi famiglie o categorie: i filetti e i morsi. La differenza principale fra questi due gruppi è l’azione che essi esercitano sul cavallo. In generale il filetto agisce sulle commessure labiali, sulla lingua e sul palato (qualora sia snodato), mentre il morso agisce sulle labbra, sulle barre, sul palato, sul mento e in alcuni casi anche sulla nuca.

L’imboccatura è sicuramente il mezzo più diretto di comunicazione per il cavaliere con il cavallo e permette di stabilire con l’animale un contatto che procede dalla mano attraverso le redini fino al ferro (o altro materiale) e quindi ad una zona della bocca dell’animale particolarmente recettiva. Da sempre ogni cavaliere ricerca l’«appoggio leggero e costante del cavallo sul ferro», sensazione importantissima che si trasferisce dalla bocca dell’animale alla sua mano e che permette infine al binomio di comunicare nel modo più proficuo.

Come anche il semplice buon senso suggerirebbe, l’imboccatura dovrebbe essere scelta con particolare riguardo ed attenzione alle specifiche esigenze del cavallo e al livello di preparazione del cavaliere (mani inesperte e/o severe possono causare grande dolore anche se ci serviamo dell’imboccatura più semplice), e dunque andrebbe individuata con l’aiuto di personale esperto: un’imboccatura non appropriata può infatti risultare dolorosa se non addirittura pericolosa per il nostro cavallo. E’ noto anche che alcuni cavalieri, magari solo con certi cavalli, scelgono di abbandonare le imboccature (servendosi in taluni casi di bitless / side pull, oppure di hackamore e varianti simili; quest’ultimi, tuttavia, nelle mani sbagliate possono esercitare fastidiose e talvolta lesive pressioni in altre zone sensibili della testa del cavallo, come il naso). Di base si dovrebbe sempre ricercare (o tendere ad utilizzare in futuro) l’imboccatura più semplice e meno invasiva, in relazione al tipo di lavoro richiesto. Vale anche l’indicazione secondo cui le imboccature vanno provate con il cavallo al lavoro e interpretando la sua risposta; in certi casi vanno cambiate nel tempo, anche in considerazione del differente e specifico lavoro che il cavallo deve svolgere e della sua/nostra preparazione. Infine, va considerato anche che le imboccature dovrebbero essere conformate all’anatomia della bocca di ogni singolo cavallo. Proprio su queste basi nasce e si sviluppa da qualche anno il «bit fitting» in Europa, in particolare in Francia, nei Paesi Bassi, in Germania e in Inghilterra. Di che cosa si tratta?

L’obiettivo del bit fitting è uno solo: trovare l’imboccatura più adatta e confortevole per il cavallo, in funzione della mano del suo cavaliere. Il focus è dunque tutto sul comfort e il benessere del cavallo – non solo sulle esigenze di sicurezza e controllo – sensibilità che oggi fortunatamente va acquisendo sempre maggiore importanza per molti cavalieri, più attenti alle specifiche esigenze del proprio compagno. In effetti, se alcuni cavalli si limitano a soffrire in silenzio, altri possono alla lunga avere delle reazioni anche pericolose di fronte al dolore causato da un certo tipo di imboccatura (magari perché semplicemente non adatta per quel soggetto con quel cavaliere), o da un utilizzo inadeguato della stessa. Lesioni e racconti di “problemi di bocca” purtroppo non mancano mai nel mondo equestre.

Molti parametri sono importanti per il bit fitting: la bocca del cavallo, la sua anatomia, i suoi eventuali problemi di salute, l’età, il suo livello, la disciplina praticata, il tipo di materiale dell’imboccatura e, last but not least, la mano del suo cavaliere. Durante una sessione di analisi, che ovviamente si svolge mentre il binomio è al lavoro, tutti questi fattori sono presi in considerazione dal bit fitter (ossia dallo specialista in bit fitting), su più livelli di interazione dell’uno con l’altro. Tutto può avere un’importanza decisiva; il lavoro dello specialista è quello di proporre una soluzione specifica e adattata per ogni cavallo, in funzione della sua morfologia e sensibilità. Molti cavalieri decidono di rivolgersi ad un bit fitter – che di solito ha competenze veterinarie e in particolare dentistiche – soprattutto a fronte di problemi specifici (lingua che fuoriesce dalla bocca penzolando durante il lavoro, scavalcamenti del cannone, lesioni in bocca, resistenze e difese varie). Attenzione però, qualsivoglia bit fitter lo sosterrà con decisione: anche l’imboccatura o l’hackamore meglio adattati e personalizzati al cavallo non sostituiranno né compenseranno mai la buona mano del cavaliere, che auspicabilmente non dovrebbe mai dimenticare l’obiettivo della buona equitazione: correttezza, precisione, finezza degli aiuti per una proficua collaborazione con il cavallo. Nella scelta della giusta imboccatura, l’aiuto del proprio istruttore e del medico dentista sono ovviamente caldamente consigliabili. Che ci si avvalga del bit fitting o meno, “ferraglie” come quella mostrata nelle foto che segue (immagine che circolò lungamente nei social network e che ogni tanto ricompare, suscitando giusta indignazione e biasimo), dovrebbero essere evitate in tutti i modi: siamo dell’idea che non esista motivazione o ragione che possa giustificare una tortura simile, nemmeno se usata dalla mano più delicata e capace.

© B.S.; Riproduzione riservata; foto – eccetto l’ultima, fonte facebook – A.B.; per saperne di più: clicca qui

 

 

 

 

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